A San Benedetto la Guardia di Finanza sequestra 28 dosi di hashish ad un pakistano. Nell’operazione è stato fondamentale il contributo del cane Nasly

 

Importante azione portata a termine dal comando della Guardia di Finanza di Ascoli. Le fiamme gialle hanno provveduto a sequestrare 28 dosi di hashish ad un soggetto di nazionalità pakistana grazie al supporto delle unità cinofile. Prosegue così l’importante serie di azioni messe in campo e finalizzate nel contrastare il traffico di sostanze stupefacenti nonché il consumo di droghe tra i più giovani, attraverso osservazioni, controllo e pedinamento, nei confronti di soggetti gravitanti in aree urbane esposte a potenziali rischi di sicurezza. Tale servizio, che si inserisce nel più ampio contesto di controllo del territorio svolto dalle diverse forze di polizia ad ordinamento statale sotto l’egida della Prefettura di Ascoli Piceno, è stato eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri della compagnia di San Benedetto del Tronto presso la locale stazione ferroviaria, recentemente venuta alla cronaca per l’episodio delittuoso dell’accoltellamento. In tale ambito, le fiamme gialle sambenedettesi – supportate dal fiuto del cane antidroga “Nasly” – hanno proceduto a controllare un soggetto 28enne di origini pakistane che, alla vista dei militari, ha assunto un atteggiamento particolarmente sospetto e nervoso. Gli approfondimenti condotti dai finanzieri hanno indotto il giovane, su richiesta dei militari, a consegnare spontaneamente 5 dosi di hashish, pronte per essere vendute.

Contestualmente, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, i militari hanno poi proceduto anche ad eseguire la perquisizione domiciliare nell’abitazione del giovane. Un’attività questa che ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro ulteriore 23 dosi di hashish, abilmente occultate, oltre al materiale utile per la pesatura e il confezionamento. Il soggetto è stato denunciato per la fattispecie prevista dall’art. 73, comma 5, D.p.r. n. 309/90 (“Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”). L’intervento dei finanzieri piceni sottolinea ulteriormente la forte vocazione sociale del corpo, che oltre a garantire l’azione tipica di polizia economico finanziaria, si pone a tutela della collettività, scendendo in campo – nel caso di specie in un’area urbana oggetto di crescente preoccupazione – nel contrastare fenomeni di particolare allarme sociale e pericolosità per la sicurezza pubblica, come appunto il traffico illecito di sostanze stupefacenti.


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