Ascoli Piceno, l’Aperitivo Filosofico accende il dibattito. Fusaro e Bergamaschi presentano il libro contro il ‘pensiero unico’: “L’unico antidoto a ciò che oggi domina, media, università e politica”

 

Il Business Hub di Ascoli Piceno venerdì sera ha ospitato un evento che ha trasformato un semplice aperitivo in un momento di alto profilo culturale e filosofico. L’Aperitivo Filosofico con Ferdinando Bergamaschi e Diego Fusaro ha visto la presentazione del libro ‘Pensieri in libertà contro il pensiero unico’. Da Platone a George Sorel (Pendragon), curato nella prefazione proprio dal filosofo torinese. Un’occasione rara, in cui la riflessione profonda si è mescolata al gusto di un aperitivo offerto da Link Caffè, con le eccellenze di Fracassa Salumi e i vini biologici della Cantina Fontursia di Gianmarco Veccia. L’evento è stato organizzato da Darinka Daria Terzilli in collaborazione con l’Associazione Culturale Il Portico di Padre Brown, presieduta dalla dottoressa Pina Traini, con il supporto logistico del Business Hub di Ascoli Piceno. La presidente Traini ha aperto i lavori sottolineando come “la cultura non sia solo intrattenimento, ma strumento di libertà e resistenza al conformismo dilagante”. Con l’occasione si è voluto ricordare a tutti gli associati chiamati a votare che oggi 12 aprile 2026, presso la Bottega del Terzo Settore, l’associazione sarà lieta di accogliere i nuovi soci ed insieme condividere tutto il programma delle iniziative che realizzeranno nel corso del 2026. Diego Fusaro, classe 1983, è uno dei filosofi italiani più noti al grande pubblico. Laureato in Filosofia della Storia all’Università di Torino con una tesi su Karl Marx, dottore di ricerca e docente di Filosofia morale presso l’Istituto Alti Studi Strategici e Politici (IASSP) di Milano, Fusaro si definisce “allievo indipendente di Hegel e Marx”. La sua popolarità va ben oltre le aule universitarie: è opinionista fisso su giornali come Il Fatto Quotidiano e Il Giornale d’Italia, autore di bestseller come Bentornato Marx!, e protagonista di migliaia di video su YouTube e piattaforme social dove raggiunge centinaia di migliaia di follower.

Il suo stile è inconfondibile: appassionato, dialettico, a tratti provocatorio. Fusaro non parla solo agli addetti ai lavori, ma ad un pubblico trasversale – giovani, studenti, lavoratori – che trova in lui una voce contro il pensiero unico contemporaneo: quel conformismo globalista, politicamente corretto ed economicamente neoliberale che, secondo il filosofo, omologa le coscienze e spegne il dissenso. La sua capacità di collegare Platone al presente, Marx a Sorel, rende la filosofia viva e militante. Non a caso è spesso definito “filosofo populista” dai detrattori, ma per i suoi estimatori è il difensore di un pensiero libero e critico che rifiuta le gabbie ideologiche del nostro tempo. Proprio su questo terreno si innesta il libro di Ferdinando Bergamaschi. Pensieri in libertà è una raccolta di saggi che attraversa la storia delle idee senza steccati ideologici né pregiudizi: da Platone e Aristotele all’appello di Togliatti ai “fratelli in camicia nera”, dal sindacalismo rivoluzionario di Georges Sorel alle affinità tra fascismo e socialismo nella politica sociale, fino a Ezra Pound, Enrico Mattei, Kerouac, Marinetti e Bombacci. Un percorso irregolare, vitale, anticonformista, che Fusaro ha definito nella prefazione “un rovesciamento degli schemi del politicamente corretto ed
eticamente corrotto”.

Durante la conferenza, il filosofo torinese ha sottolineato: “Questo libro dimostra che il pensiero libero non procede in linea retta: devia, si contraddice, esplora territori lontani. È l’unico antidoto al pensiero unico che oggi domina media, università e politica”. L’intervento di Bergamaschi ha completato il quadro con una lettura appassionata dei suoi testi, mentre il pubblico – numeroso e attento – ha partecipato con domande che hanno toccato temi caldi: libertà di espressione, crisi della democrazia, ruolo degli intellettuali nel XXI secolo. Al termine della conferenza, Diego Fusaro, Ferdinando Bergamaschi e gli organizzatori hanno proseguito la serata con una cena conviviale presso le rinomate Osterie Francescane, nel suggestivo Chiostro Maggiore di San Francesco. Qui, nel cuore storico di Ascoli, hanno condiviso riflessioni e aneddoti con il titolare Luigi Silvestri, che ha curato personalmente l’accoglienza. Una cena che ha trasformato la filosofia in dialogo informale, tra piatti della tradizione marchigiana e il piacere di continuare a ragionare “in libertà”. Eventi come questo rappresentano un segnale importante: in un’epoca di algoritmi e slogan, la cultura alta torna a scendere in piazza (o, in questo caso, nel Business Hub) per stimolare il pensiero critico.

L’Associazione Il Portico di Padre Brown, da sempre impegnata nella promozione dell’arte e del “culto del Bello” come via verso l’Assoluto, conferma il suo ruolo di presidio culturale nel territorio piceno. Diego Fusaro, con la sua caratura intellettuale e la sua capacità di parlare alle nuove generazioni, ha ancora una volta dimostrato perché sia uno dei filosofi più seguiti e discussi d’Italia. Il suo messaggio è chiaro: solo riappropriandoci del pensiero libero – da Platone a Sorel, passando per i grandi irregolari della storia – possiamo resistere all’omologazione e riconquistare la nostra dignità di cittadini pensanti. Un aperitivo filosofico che non si è fermato al bicchiere, ma ha lasciato in bocca il sapore di idee destinate a durare molto più a lungo di un buon vino bio.


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