Il sottosegretario Delmastro al carcere di Ascoli: “Più organico, ma resta sovraffollamento”
Elezioni Provincia, Sergio Loggi tradito da un centrosinistra sempre più frammentato. L’ex presidente commenta la disfatta: “Ci hanno voltato le spalle. Un fatto politico grave”
Le elezioni che hanno condotto alla vittoria di Fabio Salvi e alla conquista della Provincia da parte del centrodestra, grazie alla linea tracciata dal sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, hanno sancito un successo politico importante. Dopo le comunali e a seguire con le regionali, i cittadini e gli amministratori dei 33 comuni dell’ascolano hanno deciso di prendere una strada ben precisa. Chi però ha mal digerito il responso prodotto dalle urne nella giornata di domenica è stato il presidente uscente Sergio Loggi che ha voluto commentare con amarezza quanto accaduto. Un esito che, se da un lato ha visto rafforzata l’unità e la compattezza di uno schieramento, dall’altro invece ha ancora una volta evidenziato le fratture e le faide interne di un centrosinistra sempre più in difficoltà all’interno del territorio provinciale. “Oggi prendo atto del risultato delle elezioni provinciali – commenta -. Le sconfitte si accettano. Ma quello che è accaduto va detto con chiarezza. Non è stata una normale dinamica politica. Una parte del centrosinistra ha scelto di votare il candidato del centrodestra. Questo ha un nome: inciucio. In questi mesi ho incontrato tutti i sindaci. Nessuno ha mai contestato il lavoro svolto o le proposte per il futuro della Provincia. Eppure il risultato racconta altro: un’operazione costruita, che nulla ha a che fare con i contenuti. È un fatto politico grave e apre una frattura con elettori, militanti e cittadini”.
“In questi anni abbiamo fatto un lavoro serio: l’avvio di un bilancio in risanamento, investimenti su scuole, strade e ambiente, partendo da una Provincia che non aveva nemmeno i soldi per una sacchetta di asfalto – prosegue l’ex presidente -. Bilanci approvati da tutti, anche da chi oggi ha scelto di voltarci le spalle. Per questo non possiamo far finta di nulla. Chiederò che quanto accaduto venga portato all’attenzione nazionale del Partito Democratico. Io però non mi fermo. Continuerò a fare il sindaco di Monteprandone con ancora più impegno e mi metto a disposizione per ricostruire un centrosinistra serio e credibile. Perché il nostro territorio ha bisogno di politica vera, non di accordi di palazzo e vendette personali”. A silurare Loggi è stata una corposa parte del centrosinistra condotta dall’ex consigliere regionale Luciano Agostini, regista dietro le quinte della quasi totalità delle strategie attuate dal Pd e dalle altre forze politiche amiche. Anche da Grottammare si è avuta una risposta significativa con l’ex sindaco Enrico Piergallini, oggi consigliere regionale, che non è riuscito a portare i suoi consiglieri di maggioranza al voto.
Con una nota ufficiale Nicolino Giannetti e Rossella Moscardelli, coordinatori di Spazio Riformista Grottammare, hanno sostenuto: “Intendiamo chiarire la propria posizione, ribadendo il senso e il valore della scelta compiuta. La non partecipazione al voto per la presidenza della Provincia di Ascoli Piceno, non è stata una decisione dettata da logiche di contrapposizione, ma una scelta coerente con il percorso politico intrapreso, basato su trasparenza, condivisione e rispetto dei ruoli. Allo stesso tempo, desideriamo rivolgere i nostri complimenti al nuovo presidente della Provincia, Fabio Salvi, augurandogli buon lavoro con l’auspicio che possa rappresentare pienamente tutte le istanze del territorio, interpretando il ruolo con equilibrio e senso istituzionale. Un ringraziamento sincero va anche a Sergio Loggi per l’impegno e il lavoro svolto, in un contesto complesso e spesso caratterizzato da dinamiche non semplici. Riteniamo tuttavia che il metodo con cui si è giunti alla definizione della candidatura non abbia coinvolto pienamente tutte le componenti del centrosinistra. Proprio per questo abbiamo ritenuto corretto non partecipare al voto, nel rispetto delle persone, della politica e del ruolo che rappresentiamo. Spazio Riformista Grottammare non appartiene a logiche di ‘franchi tiratori’ né a dinamiche opache: la nostra azione è sempre stata e continuerà ad essere lineare, pubblica e coerente”.
Redazione




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