Emergenza nel carcere di Ascoli, incendi e autolesionismo in poche ore

Ieri, la Casa circondariale di Ascoli Piceno è stata teatro di una serie di episodi gravi, tra incendi, autolesionismo e momenti di forte criticità operativa, che hanno tenuto in allerta il personale penitenziario per diverse ore. Il primo intervento si è reso necessario nel primo pomeriggio, quando un detenuto romano di circa 30 anni, con un passato di violenza anche in ambito detentivo, ha dato fuoco alla propria cella dopo essersi inflitto profonde ferite al collo e alle braccia con oggetti di fortuna. L’uomo, affetto da importanti disturbi psichiatrici, aveva precedentemente lavorato come medico al pronto soccorso di Ascoli ed era stato successivamente ricoverato nel reparto di salute mentale dell’ospedale di San Benedetto. Quasi contemporaneamente, è arrivato in istituto un detenuto marocchino, sospettato di essere coinvolto nei recenti disordini scoppiati nel carcere di Perugia. Durante le procedure di accoglienza, l’extracomunitario si è autolesionato ed è stato successivamente isolato per prevenire ulteriori tensioni con altri detenuti che gli si sono scagliati contro.


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