Endometriosi: colpisce 1,8 mln di italiane, fino a 12 anni per la diagnosi. Marzo è il mese della consapevolezza
L’endometriosi è una condizione infiammatoria cronica che colpisce una parte significativa della popolazione femminile in età riproduttiva e resta spesso nascosta e diagnosticata tardivamente. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda circa il 10 % delle donne in età fertile nel mondo pari a 190 milioni. In Italia, quasi 1.800.000 donne convivono con la diagnosi di endometriosi (prevalenza 1,4% tra 15-50 anni). Si stima che il 30-40% delle donne con endometriosi possa avere problemi di fertilità o subfertilità (Ministero della Salute).
Che cos’è l’endometriosi – E’ una malattia cronica invalidante, con un impatto notevole sulla salute e qualità di vita delle donne che ne sono affette, in termini fisici, psicologici e sociali, portando in alcuni casi anche a subfertilità o infertilità.
«L’endometriosi si verifica quando il tessuto simile all’endometrio, la mucosa che riveste l’utero, cresce al di fuori della cavità uterina, nelle ovaie, nelle tube, sulla parete pelvica e, più raramente, su altri organi addominali», spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno. «Questo tessuto, pur essendo esterno all’utero, rimane sensibile agli stimoli ormonali, causando nel tempo infiammazione cronica, formazione di tessuto cicatriziale e aderenze che possono compromettere la funzionalità degli organi coinvolti».
Cause, sintomi ed infertilità – Le cause della malattia restano ancora sconosciute. Secondo l’OMS, ricerche emergenti assocerebbero l’endometriosi a una disregolazione del sistema immunitario. Le persone con endometriosi presentano tassi più elevati di altre patologie immunomediate, come il lupus, la sclerosi multipla e le malattie infiammatorie intestinali, e una storia familiare di endometriosi. Il sintomo che caratterizza la malattia è il dolore: dismenorrea, dolore pelvico cronico, dolore durante la minzione, la defecazione, durante i rapporti sessuali, stanchezza cronica. Inoltre è causa di sub-fertilità o infertilità (30-40% dei casi).
«È importante sottolineare un aspetto fondamentale: i sintomi dell’endometriosi possono variare notevolmente», spiega il Dott. Marco Grassi. «In alcuni casi le donne avvertono segnali della malattia senza rendersene pienamente conto, mentre altre, pur avendo l’endometriosi, possono non manifestare alcun sintomo, rendendo la diagnosi ancora più complessa e tardiva». A seconda della gravità, l’endometriosi viene suddivisa in quattro stadi, in base all’estensione della malattia e ai danni agli organi pelvici, fattori che determinano le terapie possibili. Nei primi stadi le lesioni sono piccole o superficiali, mentre nel terzo possono comparire cisti ovariche e aderenze tra gli organi. Nel quarto stadio, il più grave, le lesioni sono profonde, le cisti di grandi dimensioni e le aderenze marcate. In caso di endometriosi moderata e grave è riconosciuto il diritto all’esenzione del ticket per alcune prestazioni specialistiche.
La sfida diagnostica: attesa tra i 4 ed i 12 anni – Il lungo ritardo che separa i primi sintomi della diagnosi effettiva è tra le principali criticità che caratterizza la malattia. In media, possono trascorrere tra 4 e 12 anni prima di ricevere una diagnosi. Questo tempo normalmente peggiora la sofferenza e ritarda l’accesso a terapie efficaci. Per affrontare questa sfida, sensibilizzazione e informazione rivestono un ruolo fondamentale. In questo contesto, iniziative come “Vetrine Consapevoli”, promossa dall’A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi, che mette a disposizione delle cartoline informative sulla malattia, giocano un ruolo chiave nel diffondere consapevolezza sui sintomi precoci e nell’incoraggiare un dialogo aperto su questa malattia spesso misconosciuta. «La migliore forma di prevenzione è l’informazione – continua il dottor Grassi – per questo motivo ho scelto di aderire per l’intero mese di marzo all’iniziativa “Vetrine Consapevoli”, con l’obiettivo di informare il maggior numero di persone, in primis le mie pazienti, e sensibilizzare sui sintomi precoci».
Come si diagnostica – La diagnosi di endometriosi si basa su: anamnesi clinica dettagliata e valutazione dei sintomi; ecografia transvaginale ed ecografia pelvica per individuare lesioni e cisti ovariche; risonanza magnetica nei casi più complessi.
Non esiste una cura – Al momento resta una patologia incurabile, ma è possibile alleviare dolore e problemi di fertilità grazie a terapie mirate. La scelta del trattamento dipende dall’età della donna e dai suoi progetti riproduttivi. I farmaci ormonali, come pillole, cerotti, anelli o spirali, riducono il flusso mestruale e il dolore, mentre i farmaci antinfiammatori ne attenuano i sintomi. Quando necessario, la chirurgia laparoscopica consente di rimuovere le lesioni preservando gli organi pelvici e può favorire la fertilità. Nei casi in cui la donna non desideri gravidanze future o si trovi in fase premenopausale, può essere valutata l’isterectomia.
Prevenzione e stile di vita – La consapevolezza dell’endometriosi è fondamentale per ridurre ritardi diagnostici e limitare l’impatto su salute fisica e benessere psicologico. La malattia può influire sulla fertilità, ma nelle forme lievi la gravidanza è possibile. Uno stile di vita sano – dieta ricca di fibre, frutta, verdura e Omega 3, esercizio fisico e pratiche mente-corpo come lo yoga—aiuta a gestire dolore, infiammazione e stress. «Conoscere la malattia e ascoltare il proprio corpo è essenziale per tutelare la salute e migliorare la qualità della vita», conclude il Dott. Marco Grassi.
Redazione




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