Graffiti infamanti sui muri, il padre della ragazza: “La violenza, anche quella minorile, deve essere riconosciuta e chiamata con il suo nome”

Il padre della giovane  ragazza vittima delle reiterate e gravissime condotte persecutorie perpetrate dal mese di settembre 2025 ad oggi tramite orrendi graffiti di insulti e inviti al suicidio sui muri delle scuole superiori di Ascoli Piceno ritiene di prendere posizione rispetto ad alcune affermazioni pubbliche che destano preoccupazione.

“La violenza nei confronti di mia figlia si è protratta per mesi. Proprio per questo motivo è inaccettabile che, nel commentare l’accaduto, vengano introdotti elementi quali la provenienza del responsabile da una cosiddetta “buona famiglia”, che nulla hanno a che vedere con la gravità dei fatti. Da troppo tempo, assistiamo alla tendenza a richiamare il contesto familiare o sociale dell’autore come se esso possa fungere da attenuante morale, soprattutto nei casi di violenza di genere. Ho il massimo rispetto della famiglia del ragazzo, che come noi non sta passando un periodo sereno, tuttavia il rispetto non deve tradursi in una minimizzazione della sofferenza patita da mia figlia. Alla luce di quanto emerso, ho conferito mandato ad uno studio legale e attendo fiduciosamente che venga fatta piena luce sull’accaduto nelle sedi competenti. Ritengo che la violenza, anche quella minorile, vada riconosciuta e chiamata con il suo nome e che il supporto alle vittime deve restare il punto fermo di ogni riflessione” ha detto il genitore.


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