I Carabinieri di Ascoli in campo contro il bullismo

Nella mattinata di ieri i militari della Compagnia dei Carabinieri di Ascoli Piceno hanno augurato il buongiorno ai ragazzi di alcune scuole del territorio, distribuendo loro il famoso “bullizzometro”.

Nell’ambito del progetto dell’Arma dei Carabinieri “Contributo alla Cultura della legalità”, ieri mattina, al suonar della campanella, alcune pattuglie della Benemerita hanno accolto i ragazzi
all’ingresso dei plessi scolastici, distribuendo un segnalibro realizzato dall’Arma con all’interno spunti e domande sul tema del bullismo. Una volta all’interno dei plessi, i militari hanno incontrato i ragazzi, esponendo i pericoli di comportamenti violenti e devianti.

All’ingresso le Dirigenti Scolastiche Elvia Cimica, Alessandra Goffi e Valentina Bellini, rispettivamente degli Istituti Luciani, Borgo Solestà e D’Azeglio. I militari ai ragazzi hanno ricordato che il termine bullismo deriva dalla traslitterazione della parola inglese bullying, (to bull) che significa “usare prepotenza, maltrattare, intimidire, intimorire”. Esistono però più definizioni dello stesso fenomeno, che danno rilievo ad aspetti diversi del fenomeno stesso. Il bullismo viene spesso definito come una forma di oppressione fisica o psicologica messa in atto da una o più persone nei confronti di un altro individuo percepito come più debole.

Essere vittima di bullismo può portare a conseguenze negative di carattere emotivo e comportamentale, che tendono a perdurare nel tempo. Il bullismo può quindi essere la causa del
sopraggiungere di sintomi depressivi e ansiosi, fino ad arrivare a veri e propri disturbi. Inoltre può portare ad un aumento della vulnerabilità rispetto a malattie. Il bullismo crea spesso nella vittima un senso di inadeguatezza e insicurezza, un generale abbassamento dell’autostima, l’instaurarsi di comportamenti devianti e di difficoltà relazionali, per arrivare ad un calo del rendimento scolastico fino all’abbandono scolastico. Per questo l’Arma dei Carabinieri invitata, entra nelle scuole e mette in guardia i ragazzi da questo odioso e pericoloso fenomeno, ricordando loro che non sono mai soli.


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