I Carabinieri Forestali accertano violazioni ambientali e irregolarità nei contributi OCM miele
Ampia attività di controllo a tutela delle api, dell’ambiente e delle risorse pubbliche ha portato alla luce un duplice fronte di irregolarità nel settore apistico tra le province di Ascoli Piceno e Fermo. È il risultato dell’operazione “APIFARM”, condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri Forestale – NIPAAF di Ascoli Piceno. La prima fase dell’operazione eseguita in collaborazione con i veterinari delle A.S.T., Dipartimento di Prevenzione U.O.C. igiene degli alimenti e delle Produzioni Zootecniche, di Ascoli e Fermo, quali Autorità Amministrative di Ascoli Piceno e Fermo, ha riguardato controlli diretti negli apiari, finalizzati a verificare il corretto utilizzo dei trattamenti contro la Varroa destructor, uno dei principali nemici delle api. In quattro casi sono emerse gravi violazioni: all’interno degli alveari sono state rinvenute strisce artigianali insetticide “home made”, realizzate e impregnate con miscele di sostanze chimiche vietate e non riconducibili a medicinali veterinari. Le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di 8 principi chimici attivi vietati, potenzialmente dannosi per gli insetti impollinatori.
Le irregolarità accertate hanno portato a sanzioni amministrative per oltre 80 mila euro. Parallelamente ai controlli in campo, l’attività investigativa si è estesa alla verifica della gestione dei contributi pubblici destinati al settore apistico nell’ambito dei programmi OCM miele. Dall’analisi della molteplice documentazione acquisita presso un’associazione apistica e gli uffici della Regione Marche, nonché dal confronto con la normativa nazionale ed europea, è emerso un quadro sistemico di irregolarità nella gestione delle azioni di assistenza tecnica e formazione e informazione, finanziate per diverse annualità. Secondo quanto accertato, l’assistenza tecnica dichiarata sarebbe stata in larga parte solo formale, con una presenza minima o assente negli apiari. Modelli cartacei attestanti la visita tecnica effettuata in campo compilati in ufficio, privi di elementi essenziali e talvolta con firme ripetute, sarebbero stati utilizzati per attestare attività mai svolte sul campo. In diversi casi, mansioni amministrative e la semplice distribuzione di prodotti chimici insetticidi venivano rendicontate come assistenza tecnica specialistica, consentendo l’accesso a finanziamenti pubblici in assenza dei requisiti previsti. Le irregolarità, ripetute negli ultimi tre anni con modalità analoghe, delineano un modus operandi consolidato che avrebbe indotto in errore la Regione Marche e l’Organismo pagatore AGEA, determinando l’erogazione indebita di fondi pubblici per un importo di circa 250 mila euro.
I fatti sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria. Si ipotizzano, a vario titolo, per 10 persone note i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, indebita percezione di fondi, malversazione e falso ideologico in atto pubblico, con aggravante del danno arrecato alle finanze pubbliche nazionali ed europee. La documentazione raccolta è ora al vaglio della Procura competente, che sta procedendo all’analisi degli atti al fine di valutare le condotte poste in essere, le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti e la sussistenza delle ipotesi di reato. Saranno inoltre approfonditi i profili relativi a possibili danni erariali, che dovranno essere accertati nelle sedi competenti dagli organi preposti. Su questo scenario operano i Carabinieri Forestali che svolgono un controllo sul territorio e nel settore agroambientale che assume una valenza strategica sulla sicurezza e sulla conservazione e tutela di tutte le risorse naturali.
Redazione




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