Inaugurato il nuovo mammografo donato al Madonna del Soccorso di San Benedetto. Maraldo: “Ora un aumento delle prestazioni e un impulso allo screening rivolto alle donne”
Con l’avvio clinico previsto per l’inizio della prossima settimana, l’ospedale ‘Madonna del soccorso’ di San Benedetto può ora contare su un nuovo mammografo altamente performante. Acquisito dall’Ast di Ascoli grazie a una donazione della Fondazione Cassa di risparmio di Ascoli
Piceno, l’apparecchiatura è con tomosintesi, ovvero è dotata di una tecnologia di ultima generazione che permette uno studio stratigrafico (scansione 3D) della mammella con un risultato diagnostico più efficace rispetto alla mammografia convenzionale. Il nuovo mammografo, un ‘GE Pristina Via 3D’ del valore di 183 mila euro, è in dotazione all’unità operativa complessa di radiologia clinica e interventistica ed è stato inaugurato questa mattina alla presenza del direttore generale dell’Ast di Ascoli, Antonello Maraldo, del direttore sanitario Maria Bernadette Di Sciascio, dell’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro, del presidente della Fondazione Carisap, Maurizio Frascarelli, del direttore del reparto di radiologia dell’Ast di Ascoli, Fabio D’Emidio, del commissario del Comune di San Benedetto, Rita Stentella, dei consiglieri regionali Cardilli, Assenti e Antonini, del presidente della Banca del Piceno Sandro Donati e di Maria Antonietta Lupi della Commissione regionale per le pari opportunità. “Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto – sottolinea il dg Maraldo -. Nella conferenza stampa in cui abbiamo comunicato la donazione avevamo detto che in due, o tre mesi, si sarebbe chiuso l’iter con l’avvio delle prestazioni. Ringrazio il personale dell’ufficio tecnico e dell’ ingegneria clinica che hanno lavorato alacremente, in particolare l’ingegnere Cecarini che è con noi da soli tre mesi. Ora l’équipe del dottor D’Emidio deve far rendere la macchina per quello che vale. Mi aspetto un’impennata di prestazioni e un impulso allo screening che ancora molte donne, troppe, non eseguono. Un sentito ringraziamento alla Fondazione Carisap, nostro partner stabile che ci affianca con continuità”.
“La sussidiarietà è un valore irrinunciabile – continua l’assessore regionale Calcinaro -. Se lasciamo il pubblico a fronteggiare da solo tutto, probabilmente non ce la farà mai. E’ necessario che si faccia aiutare dal privato, sia per incrementare le risorse pubbliche, sia affinché momenti come questi generino un effetto comunitario. Un’alleanza come quella che vediamo oggi, tra pubblico e privato, porta innesti importanti per la qualità e per la quantità di esami in più da erogare, al fini del contenimento delle liste d’attesa. Riguardo quest’ultimo aspetto l’Ast di Ascoli sta comunque rispondendo bene e lo si evince confrontando i dati del 2025 con quelli del 2026”. “Questa donazione – aggiunge Frascarelli – rientra nell’ambito di un intervento che la Fondazione ha deliberato lo scorso anno di un milione e mezzo di euro. Il rapporto con l’Ast è iniziato quando direttore generale era Nicoletta Natalini ed è proseguito con l’attuale dg Antonello Maraldo. Si
tratta di un rapporto di collaborazione che va al di là della semplice messa a disposizione dei fondi. L’Azienda sanitaria è stata nostro partner tecnico, ha svolto attività di coordinamento e di valutazione sistemica degli interventi, al fine di evitare doppioni relativamente alle attrezzature”. “Grazie a questa nuova acquisizione di ultima generazione – spiega D’Emidio – compiamo un ulteriore passo in avanti nel percorso di innovazione e potenziamento dei servizi diagnostici offerti dall’ospedale di San Benedetto. E’ ormai consolidata e con una casistica importante l’attività di imaging cardiovascolare avanzato che eroghiamo e che, grazie anche al software ‘circle, ci consente
di effettuare indagini di altissima qualità diagnostica che riducono la necessità di esami invasivi. Ringrazio tutto il personale del mio reparto per il lavoro che svolge”.
Tra le caratteristiche della nuova apparecchiatura ci sono: un maggior comfort per gli utenti, una minore esposizione radiante, una migliore qualità delle immagini e, non da ultima per importanza, la possibilità di una diagnosi precoce della patologia mammaria. “Il suo utilizzo – continua D’Emidio – sarà prevalentemente per le attività di senologia clinica, integrato con l’ecografia mammaria, con avvio nel breve termine
della mammografia con mezzo di contrasto. Quest’ultima è un’indagine innovativa specialistica molto utile in caso di lesioni dubbie, oltre a una valida alternativa alla risonanza magnetica della mammella. Inoltre, la disponibilità di questo nuovo apparecchio ci consente di gestire al meglio le agende, separando l’attività di senologia clinica da quella di screening mammografico, con la possibilità di ottimizzazione e aumentare l’offerta diagnostica a vantaggio della popolazione”.
Redazione




Lascia un commento