Inaugurato l’ospedale di comunità di Ascoli

Stamattina l’inaugurazione dell’ospedale di comunità di Ascoli finanziato con fondi Pnrr per un importo di oltre 2,5 milioni di euro. Con 18 posti letto autorizzati per il ricovero, è stato aperto questa mattina, nel complesso “ex Luciani” ad Ascoli, l’ospedale di comunità dell’Azienda sanitaria territoriale picena. Realizzata con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per un importo complessivo di 2.699.873 euro. Presente anche il vescovo di Ascoli, Gianpiero Palmieri, che ha impartito la benedizione al nuovo ospedale dove sono già stati trasferiti i primi pazienti, circa una decina, provenienti dal reparto aperto nel giugno 2024, in forma sperimentale e propedeutica all’avvio della struttura realizzata e operativa, nell’ex palazzina malattie infettive del “Mazzoni”.

Situato nell’area immediatamente dietro la palazzina che ospita la guardia medica, la residenza sanitaria assistenziale (Rsa), la residenza protetta (Rp), i servizi psichiatrici territoriali e residenziali, il centro diurno “Sentiero” e la Centrale operativa territoriale (Cot), l’ospedale di comunità (previsto dal Decreto ministeriale 77/2022 che definisce nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale e che è stato recepito dalla Regione Marche con la Dgr 559 del 2023) è una struttura sociosanitaria a gestione prevalentemente infermieristica. Può contare, però, su un supporto medico garantito dai medici di medicina generale e dagli specialisti. L’organico del personale dedicato è formato da 6 infermieri e 6 operatori socio-sanitari gestiti da un coordinatore, oltre a 2 fisioterapisti. Svolge una funzione intermedia tra il domicilio e le unità operative di ricovero per acuti, con le finalità di prevenire ricoveri impropri e facilitare le dimissioni protette per i pazienti cronici e/o fragili che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità. I pazienti vi accedono su proposta del medico di medicina generale, dello specialista ambulatoriale e del medico di Pronto soccorso.

Il sottosegretario Lucia Albano si è complimentata “Per il completamento del progetto degli ospedali di comunità nelle Marche. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede la realizzazione di 1038 case di comunità, 307 ospedali di comunità e 84 ospedali sicuri in tutta Italia. Questi progetti sono in fase di avanzamento e stanno raggiungendo i loro obiettivi. Inoltre, ricordo l’importanza della valorizzazione del patrimonio mobiliare pubblico, che è un altro aspetto significativo del progetto.”

“Siamo lieti di essere presenti all’inaugurazione dell’ospedale di comunità, che segna l’inizio di un nuovo sistema sanitario territoriale. Dopo anni di graduale depotenziamento e smantellamento del territorio, stiamo assistendo a una procedura inversa che sta prendendo piede. Questa inversione si concretizza con l’apertura di strutture come le case di comunità, ma deve proseguire. La verità è che la grande crisi del sistema sanitario nazionale è dovuta proprio al definanziamento e allo smantellamento, che hanno spinto tutti verso gli ospedali. Gli ospedali sono strutture pensate per gli acuti e non possono garantire l’assistenza per le malattie croniche, sostituire l’assistenza domiciliare o fare prevenzione come dovrebbe essere fatta sul territorio. Un sistema sanitario che funziona bene aiuta gli ospedali, ma soprattutto aiuta i cittadini più fragili. Sono strutture che servono a decongestionare gli ospedali. Serviva una discontinuità rispetto al passato” dice il presidente della Regione Francesco Acquaroli

“Questo è il primo ospedale di comunità delle Marche e lo abbiamo messo a terra rispondendo ad un’ esigenza nuova:  purtroppo c’è un cambiamento nel senso c’è l’invecchiamento della popolazione e dei cittadini e questo ospedale di comunità risponde perfettamente alle famiglie che hanno sempre più bisogno oltre all’ospedalizzazione anche del post- dice il sindaco Marco Fioravanti – E’ una grande possibilità per il nostro territorio, è un’esigenza sempre più frequente, dove la sanità di territorio diventa sempre più importante”

“Opera importantissima, la prima di una lunga serie, in vista delle evoluzioni degli scenari futuri, ci saranno nuovi servizi e nuove esigenze, rafforzando la territorialità- dice l’assessore regionale Francesca Pantaloni- Dobbiamo garantire la sanità in maniera efficiente”

“È un momento cruciale perché è il primo ospedale di comunità dei nove a inaugurare, e voglio sottolineare che tutti e nove apriranno. Anche le case di comunità apriranno, anche se alcune con un leggero ritardo. Tuttavia, l’obiettivo e il focus di questo sistema sanitario sono l’Italia, non le singole regioni”, ha aggiunto l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro- Ringrazio coloro che ci lavoreranno e questo è il primo di tanti momenti per la nostra regione”.

 

“Realizzare un’opera pubblica in Italia non è mai una cosa facile, rispettare i tempi senza costi aggiuntivi costituisce una vera impresa – conclude il direttore generale dell’Ast, Antonello Maraldo -. Per questo voglio ringraziare chi lo ha permesso: l’ufficio tecnico con in particolare l’ingegnere Giovanni Ferrari, la ditta Elettro Stella e il suo titolare Luca Luciani, la Regione e il Comune di Ascoli che hanno effettuato le necessarie verifiche tecniche e sanitarie in tempi record. Da parte mia ho spinto il giusto e ho coordinato i vari soggetti in campo. L’inaugurazione di oggi con i pazienti già dentro è sintomo di efficienza gestionale che ascrivo al personale sanitario. Ho alle spalle una lunga carriera, ma questo risultato è uno dei più importanti che abbia mai conseguito”.


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