La mano di Omar Galliani nel processo di rifunzionalizzazione di Parco Saladini Pilastri. Il sindaco Fioravanti: “Intervento che rientra nella strategia H2O: l’elemento unificante”
L’importante processo di rifunzionalizzazione del Parco Saladini Pilastri vedrà il prezioso contributo di un artista virtuoso come Omar Galliani, uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea italiana. Ad annunciarlo è stato il sindaco Marco Fioravanti nel corso dell’appuntamento ‘Indagine sulla bellezza’, andato in scena venerdì scorso 30 gennaio in Pinacoteca Civica sul tema L’eco della Sibilla e che ha visto la presenza del direttore Stefano Papetti nonché dello stesso Galliani. Il Parco Saladini Pilastri tornerà a splendere grazie allo stanziamento di 100.000 euro rientranti nell’ampia gamma di interventi che il comune di Ascoli realizzerà, in qualità di autorità urbana capofila, attraverso l’attuazione delle operazioni di strategia territoriale ‘H2O: l’elemento unificante’ finanziate con risorse previste nel PR Marche FESR ed FSE+ 2021-2027 (O.S. 5.1 – O.S. 4k – Int. AT 1.2) – ITI URBANI 2021-2027. “La bellezza è un elemento che può arricchire il territorio e anche tutte le persone che lo abitano – ha commentato il primo cittadino nel corso di Indagine sulla bellezza -. Ho voluto coinvolgere il maestro Omar Galliani nel processo partecipato che riguarda la rifunzionalizzazione del Parco di Villa Saladini Pilastri nell’ambito della strategia territoriale H2O, l’elemento unificante: il fiume Tronto che dalla montagna va fino al mare. È questo lo strumento che riesce ad unire i territori, e quindi abbassare un po’ il campanilismo, per elevare una visione complessiva. L’acqua unisce i territori insieme all’arte che eleva le anime delle persone. H2O: l’elemento unificante’ pone al centro la rigenerazione degli spazi pubblici come leva di sviluppo sociale, culturale ed ambientale”.
Il palazzo, fondato nel XVI secolo in un’area precedentemente occupata da un monastero di suore benedettine, si compone di tre volumi: un corpo principale, disposto parallelamente a corso Mazzini, costituito a sua volta da altri quattro corpi di diversa altezza, uno dei quali coincidente con la Chiesa di Sant’Egidio; gli altri due corpi sono adibiti rispettivamente a chiostro e a stalle a est, a magazzini e locali di servizio ad ovest. Il corpo occidentale e quello centrale sono stati oggetto di un intervento di restauro nel corso del XIX secolo. L’edificio si sviluppa per circa 119 metri lungo corso Mazzini, distinguendosi per la sua possente facciata in travertino, i cui caratteri stilistici e compositivi, ad esclusione del corpo destinato a Chiesa, si rifanno a quelli dell’architettura neoclassica. A nord, il palazzo si affaccia su un giardino all’italiana di 8.835 metri quadri, caratterizzato dalla presenza vari elementi architettonici di stile classico ed eclettico, tra cui una cappella privata a pianta esagonale ed un lavatoio parzialmente interrato, posto centralmente e servito da scale.

Redazione




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