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La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati: perché votare Sì. Il sindaco Fioravanti: “Riforma che rafforza la democrazia, l’Italia potrà cambiare nell’approccio”
L’atteso referendum sulla giustizia che riguarderà la separazione delle carriere dei magistrati, vedrà i cittadini chiamati alle urne i prossimi 22 e 23 marzo. Quello che avverrà sarà un momento particolarmente importante per la storia dell’Italia che oggi, assieme alla Grecia, resta uno degli unici due paesi europei a non aver ancora abbracciato la separazione delle carriere. In queste ultime settimane molti cittadini hanno cercato di approfondire meglio le varie sfaccettature che riguardano le modifiche messe al vaglio del popolo italiano. Ad Ascoli Piceno nel pomeriggio di oggi presso i locali della Business hub di viale Benedetto Croce si è tenuto un incontro nel quale hanno preso parte alcuni rilevanti relatori come i magistrati Paolo Itri, sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (noto per il suo ruolo di pubblico ministero nel famoso processo a Totò Riina), Rita De Angelis e la creatrice di contenuti per Esperia Federica Ciampa. Il tutto è stato introdotto dall’avvocato Stefano Orsini, coordinatore comitato SiRiforma. “Essere qui stasera ci dà la possibilità di affrontare, insieme ai relatori presenti, il significato di questo referendum – ha commentato il sindaco Marco Fioravanti -. Ultimamente si è tanto parlato del contesto e non del testo. Proprio questo motivo credo, invece, sia necessario riportare le attenzioni sul tenore letterale del referendum. La politicizzazione del referendum o la narrazione delle falsità stanno diventando eccessive. Questa riforma è importante e trae origine da una volontà che risale al 2022, quando il Pd introdusse per primo il tema della separazione delle carriere. A me da sindaco ciò che interessa è che si voti con consapevolezza. L’elettore non va usato per fini personali. Questa riforma è volta a rafforzare la democrazia. Soltanto in due paesi europei non è stata ancora introdotta la separazione delle carriere: in Italia e in Grecia. In secondo luogo poi sento la responsabilità civica di informare bene i cittadini. Se si voterà sì cambierà l’Italia nell’approccio. Se si voterà no torneremo indietro. L’esito andrà inevitabilmente a cambiare la vita delle persone in positivo o negativo”.
I temi sui quali gli elettori si dovranno esprimere. La riforma approvata dal Senato il 30 ottobre 2025, modifica il titolo IV della Costituzione introducendo tre pilastri fondamentali. Il primo sarà la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. Chi sceglie di fare il giudice non potrà diventare pubblico ministero e viceversa. Il secondo, invece, riguarderà la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, i cui componenti saranno selezionati mediante sorteggio. Il terzo infine sarà l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, organo autonomo e indipendente competente a giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati. Il referendum confermativo non prevede quorum di partecipazione. Ciò significa che il risultato sarà valido qualunque sia l’affluenza alle urne. La riforma mantiene intatte le garanzie fondamentali. L’articolo 104 della Costituzione riformata ribadisce che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il pubblico ministero conserva piena indipendenza nell’esercizio delle sue funzioni. La riforma non incide sull’obbligatorietà dell’azione penale, sancita dall’articolo 112 della Costituzione. Estremamente importante garantire la piena attuazione dell’articolo 111 della Costituzione, che sancisce il principio del giusto processo: ogni cittadino ha diritto ad essere giudicato da un giudice terzo e imparziale. Una neutralità però difficile da garantire se un giudice ha condiviso formazione, carriera e organo di autogoverno con il pubblico ministero che sostiene l’accusa.
Massimiliano Mariotti




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