“Restare, Partire, Tornare”- Il Roadshow, arrivano nel Piceno tre workshop a Folignano, Castignano e Montedinove
Dopo il successo delle prime due tappe del 21 novembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata e del 15 dicembre al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno, il roadshow “Restare, partire, tornare” prosegue il suo viaggio nell’Appennino centrale e il 19 e 20 marzo arriva con altri tre workshop dedicati ai giovani dai 18 ai 35 anni: Castignano, Folignano e Montedinove. Un’iniziativa promossa dal Commissario di Governo per la Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 insieme al Ministro per lo sport e i giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale che punta a trasformare la ricostruzione fisica dei territori in una vera e propria rinascita sociale ed economica attraverso il protagonismo delle nuove generazioni.
I dati della ricostruzione dimostrano come l’investimento sui territori del cratere stia producendo effetti concreti sul tessuto economico e occupazionale. Nelle Marche sono stati erogati circa 5,4 miliardi di euro su un totale di 8,5 miliardi concessi per la ricostruzione privata, con 8.200 cantieri conclusi e 6.200 ancora in corso. Un risultato straordinario che testimonia una capacità operativa in costante crescita e conferma come le risorse stanziate stiano trovando concreta applicazione sul territorio.
Ma è soprattutto l’impatto occupazionale a raccontare la portata di questa rinascita: secondo i dati del Cresme, sono stati creati oltre 15.000 nuovi posti di lavoro nell’area del cratere, di cui 8.521 nelle Marche, 4.631 in Abruzzo, 1.233 nel Lazio e 913 in Umbria. Un incremento del 12,4% tra il 2022 e il 2024 che testimonia come la ricostruzione non sia solo una risposta all’emergenza, ma un vero e proprio motore di sviluppo.
Altrettanto significativo è l’aumento del reddito disponibile pro capite, cresciuto del 10,9% nell’area del cratere rispetto al 6,7% del resto d’Italia. Nelle Marche, in particolare, l’incremento ha raggiunto il 12,3%, confermando la capacità dei territori colpiti dal sisma di trasformare le risorse della ricostruzione in opportunità concrete per cittadini e imprese.
“Questi numeri raccontano l’impegno concreto di cittadini, professionisti, imprese e istituzioni”, ha dichiarato il Commissario Castelli. “La strategia messa in campo punta a fare della ricostruzione non solo un’operazione edilizia, ma un’opportunità di sviluppo sostenibile e innovativo, capace di contrastare lo spopolamento e ridare futuro ai nostri territori”.
Fondamentale in questo processo è il programma NextAppennino, finanziato con 2 miliardi di euro dal Piano Complementare al PNRR. Attraverso incentivi mirati, il programma ha già supportato quasi 1.400 imprese con 565 milioni di euro destinati a sostenere investimenti, innovazione e capacità competitiva. Di questi, 277 milioni sono già stati sbloccati per finanziare 1.280 progetti nei territori colpiti, di cui 161 milioni destinati alle Marche.
“La ricostruzione finalmente sbloccata, i progetti di NextAppennino, i bandi per l’autoimprenditorialità giovanile che stiamo preparando: tutto questo non è retorica, è metodo, è strategia”, ha ribadito Castelli. L’obiettivo dichiarato è chiaro: fare in modo che restare e fare impresa nel cratere non sia una scelta eroica, ma un’opportunità reale.
La Regione Marche condivide e sostiene questa visione. “I giovani dell’Appennino non hanno bisogno di essere convinti a restare: hanno bisogno di trovare le condizioni per farlo. Questi workshop sono un segnale concreto che le istituzioni ci sono e che credono nel protagonismo delle nuove generazioni come motore di rinascita per i nostri territori”, ha sottolineato Tiziano Consoli, Assessore alle politiche giovanili della Regione Marche.
È in questo contesto che si inseriscono i workshop di Castignano (giovedì 19 marzo, ore 15.30–18.30, Centro Polifunzionale Comunale “Predaia”), Folignano (venerdì 20 marzo, ore 10.00–13.00, Società Polisportiva Belvedere) e Montedinove (venerdì 20 marzo, ore 15.30–18.30, Centro Accoglienza Turistica), pensati come laboratori di partecipazione attiva per giovani dai 18 ai 35 anni. Attraverso testimonianze di imprenditori locali che hanno scelto di rimanere o tornare nei propri territori, talk ispirazionali e tavoli di lavoro facilitati con metodologie di design thinking, i partecipanti saranno guidati a trasformare idee in progetti concreti.
A Castignano – sul tema “Abitare il Paesaggio: oltre la città-metropoli, un nuovo equilibrio tra natura, storia e comunità” – interverranno il Sindaco Fabio Polini, il Commissario Guido Castelli, l’Assessore alle politiche giovanili della Regione Marche Tiziano Consoli e Giulio Brandimarti, Innovation Manager della Rete incubatori “InCentro”. Il laboratorio di innovazione sarà condotto dall’Architetto e PhD Simone Porfiri (Unicam – SAAD).
A Folignano – sul tema “Fare rete oltre il centro: cosa succederebbe se smettessimo di guardare fuori e iniziassimo a connettere ciò che c’è dentro” – prenderanno la parola il Sindaco Matteo Terrani, il Commissario Guido Castelli, l’Assessore Tiziano Consoli e l’Arch. Roberto Giacomucci, designer vincitore del Compasso d’Oro International Award 2025. Il workshop di co-progettazione sarà facilitato dal Designer e PhD Marco Manfra (Unicam – SAAD).
A Montedinove – sul tema “Vivere e lavorare nelle aree interne: e se il futuro fosse nei piccoli borghi?” – interverranno il Sindaco Antonio Del Duca, il Commissario Guido Castelli, l’Assessore Tiziano Consoli, oltre a testimonianze di restanza dal territorio. Il laboratorio sarà guidato dall’Architetto e PhD Francesco Conti (Unicam – SAAD).
I tre comuni – inseriti nell’elenco dei 138 territori colpiti dal sisma del 2016 – rappresentano esempi significativi di comunità che, nonostante le difficoltà, hanno saputo mantenere viva una prospettiva di futuro. Qui i giovani potranno confrontarsi con storie di multifunzionalità agricola, agricoltura rigenerativa e turismo responsabile, scoprendo come competenze, innovazione e radicamento territoriale possano diventare leva di sviluppo.
Dal sisma del 2016 a oggi, il percorso è stato lungo e complesso: oltre 4.000 nuclei familiari sono tornati nelle proprie abitazioni negli ultimi tre anni, ma circa 10.000 nuclei – oltre 20.000 persone – restano ancora in attesa di una sistemazione definitiva. Per il Commissario Castelli, “c’è ancora molto da fare e nessuna distrazione è possibile”, ma i progressi compiuti dimostrano che “il declino dei territori non è inevitabile” e che “un nuovo sviluppo, basato su sicurezza, sostenibilità e legalità, può garantire la rinascita del Centro Italia”.
Il progetto “Ripartiamo Insieme” si propone quindi come un ponte tra ricostruzione materiale e rigenerazione sociale: un’occasione per valorizzare l’energia creativa dei giovani, stimolare l’autoimprenditorialità e costruire reti di collaborazione che possano trasformare l’Appennino centrale in un laboratorio di innovazione e di buone pratiche replicabili in tutto il Paese.
Redazione




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