San Benedetto al voto, l’effetto Mozzoni e la politica del ‘Costruiamo insieme una storia importante’. Dall’eredità morale di papà Domenico alla capacità di unire mondi distanti: è lui il profilo che rappresenta la sintesi

 

C’è un cognome che a San Benedetto del Tronto non ha bisogno di presentazioni: Nicola Mozzoni. Un nome che evoca non solo una delle famiglie più rispettabili della Riviera, ma un modo di intendere la cittadinanza come servizio attivo e cuore pulsante. Oggi, quel cognome torna prepotentemente alla ribalta politica con la candidatura di Mozzoni per le amministrative 2026. E se i detrattori puntano il dito sulla sua mancanza di esperienza diretta tra i banchi del consiglio, i fatti dicono che Mozzoni ha già compiuto un piccolo miracolo politico: aggregare, smussare e unire dove altri hanno saputo solo dividere. Non si può capire Nicola senza ricordare chi lo ha preceduto. San Benedetto non ha mai dimenticato Domenico Mozzoni, il medico “alieno” – come è stato definito – che ha dedicato ogni fibra del suo essere al bene comune. Tutti ricordano la sua umanità debordante, il suo impegno come assessore e la sua storica sfida del 2001, quando sfiorò l’elezione a sindaco. Domenico era l’uomo dei fatti: dalle “Ragnoliadi” che univano i quartieri, alla missione umanitaria in Senegal, dove oggi una scuola porta il suo nome. Nicola Mozzoni porta con sé questo dna. La sua “inadeguatezza” burocratica appare, agli occhi di molti cittadini stanchi del vecchio “politichese”, come un punto di forza: la freschezza di chi viene dal mondo del lavoro e dell’associazionismo (già presidente dell’Associazione Albergatori) e che guarda alla macchina comunale non come a un fine, ma come a uno strumento per il benessere della città.

Il vero successo di Mozzoni, che sta facendo tremare i palazzi della politica tradizionale, è la sua straordinaria capacità di aggregazione. In un’epoca di frammentazione estrema, Mozzoni è riuscito a costruire un perimetro civico solido sotto il simbolo di “Insieme per San Benedetto”. Non si tratta di una lista di ripiego, ma di una vera operazione di sintesi che ha saputo attrarre figure di comprovata esperienza amministrativa e sensibilità diverse. Vedere confluire nello stesso progetto nomi della sinistra moderata come Antimo Di Francesco, già vicesindaco con Giovanni Gaspari, è Tonino Capriotti, reduce dall’esperienza in giunta con Spazzafumo, non è solo una mossa elettorale ma è la prova che Mozzoni possiede quell’autorevolezza naturale necessaria per far sedere allo stesso tavolo anime differenti del civismo locale e i partiti del centrodestra. Mentre altri candidati si perdono in tecnicismi o promesse astratte, Mozzoni sta parlando il linguaggio della sintesi e dei programmi. Le discussioni che filtrano dai social e dalle riunioni di quartiere descrivono un candidato che ascolta più di quanto parli, capace di smussare gli animi e di concentrarsi su una visione di città che sia, prima di tutto, solidale e funzionale.

La sfida è chiara: può un “non politico” guidare un comune complesso come San Benedetto? Se l’esperienza si misura dalla capacità di costruire squadre competenti e di unire i cittadini sotto un obiettivo comune, allora Nicola Mozzoni ha già dimostrato di averne da vendere. La sua bravura nel far convergere il centrodestra e il civismo progressista su un unico nome è un successo che molti considerano di buon auspicio per la vittoria finale. San Benedetto del Tronto sembra pronta a scommettere su un uomo che incarna i valori tradizionali della città – il lavoro, la famiglia, l’attaccamento ai colori rossoblù – proiettandoli verso una gestione moderna e inclusiva. Nicola Mozzoni non sta correndo solo per vincere una poltrona; sembra correre per restituire alla città quel senso di comunità che suo padre Domenico aveva seminato con tanta passione. Se il buongiorno si vede dal mattino, l’operazione di sintesi politica già realizzata è il segnale che San Benedetto potrebbe aver trovato l’uomo giusto per il rilancio.


Articolo Precedente

Ascoli Servizi Comunali: distribuiti circa 16.000 sacchi e mastelli per la raccolta differenziata