Si è spento l’imprenditore Pietro Santarelli, una vita dedicata al mondo delle costruzioni. Ascesa, declino e il crac di un gruppo che portò anche al fallimento di Banca Marche

 

Il settore delle costruzioni piange la scomparsa dello storico imprenditore Pietro Santarelli. L’ascolano 88enne si è spento ieri sera nella clinica Stella Maris di San Benedetto dove era ricoverato a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni fisiche. La sua resta una figura storica legata all’imprenditoria locale nel mercato delle costruzioni. Nominato cavaliere del lavoro, Santarelli ha guidato fin dagli anni ’60 il gruppo costruito nel tempo su una radicata tradizione familiare. L’azienda arrivò a contraddistinguere la storia del Novecento con una crescita costante capace di far registrare passi da gigante. Gli stessi che poi hanno consentito di arrivare ad affermarsi sul panorama nazionale. Tante le opere realizzate operando nel campo delle infrastrutture, ma soprattutto in quello dell’edilizia residenziale, industriale e commerciale. Nel 2007 ecco raggiunto il traguardo dei cento anni di attività. In questo periodo il gruppo Santarelli arrivò a toccare la massima espansione con la costruzione di molti complessi residenziali, tra cui quello inaugurato alle porte di Roma con una cerimonia presenziata dall’amico Pippo Baudo e arricchita da tanti figuranti della Quintana di Ascoli giunti nella capitale. Oltre all’allora sindaco di Ascoli Piero Celani e al vicepresidente della provincia Cinzia Peroni, nell’occasione c’erano anche il vicepresidente del senato Mario Baccini, il senatore ascolano Amedo Ciccanti e gli onorevoli Sergio D’Antoni e Gianni Letta. Nel 2011 fu insignito anche del titolo di Grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.

Ad esprimere cordoglio nella giornata di oggi è stata anche l’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) per bocca del proprio presidente Alberto De Angelis. “Pietro Santarelli è stato una figura fondamentale per l’Ucid del nostro territorio – si legge nella nota diramata -. Senza il suo contributo, la sezione di Ascoli e San Benedetto non avrebbe mai raggiunto la dimensione, il seguito e la rilevanza che ha oggi. Anzi, credo che senza di lui non sarebbe nata. Ha creduto profondamente nel valore dell’Ucid e nel ruolo dell’impresa come strumento di responsabilità sociale, mettendo sempre al centro le persone e il territorio. È stato un imprenditore di grande visione, ma anche un uomo capace di ascolto e di attenzione verso gli altri. La sua presenza è stata un punto di riferimento costante per molti imprenditori e dirigenti. Il suo esempio resta per noi una guida: un modo di intendere l’impresa come servizio, crescita condivisa e impegno concreto nella comunità”.

Il crollo della Saco spa (Santarelli Costruzioni) condusse al fallimento del 2019 con quasi 300 milioni di debiti accumulati. I reati ipotizzati nel successivo processo furono quelli di bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata per distrazione, bancarotta fraudolenta preferenziale aggravata, bancarotta fraudolenta aggravata da reato societario. Per fare luce su quanto accaduto la Guardia di Finanza di Ascoli, all’interno dell’operazione ‘Nemesi’, arrivò addirittura ad indagare fino in Lussemburgo chiedendo rogatorie internazionali per riuscire ad accedere a determinati documenti. Inoltre il clamoroso fallimento di Banca Marche fu prodotto anche a causa dei tanti debiti contratti dall’azienda ascolana. Al momento del tracollo del noto istituto bancario tra i maggiori debitori c’era proprio il gruppo Santarelli, le cui passività accumulate finirono per avere un impatto significativo sul collasso della situazione finanziaria della banca.


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