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Terremoto, 95 mln per recupero beni culturali: c’è anche il Duomo di Ascoli
La seduta era dedicata all’approvazione del primo stralcio del piano dei beni culturali danneggiati dal terremoto e del secondo stralcio relativo agli alloggi pubblici dei Comuni, dell’Erap e dell’Ersu. Sul fronte dei beni culturali, alle Marche sono stati assegnati 95 milioni per 53 interventi di ripristino di chiese e cattedrali, concordati con la Cei , d’intesa con il ministero dei Beni Culturali. A questo importo vanno aggiunti altri 23,4 milioni, già riconosciuti alle Marche dalle ordinanze 23 e 32 del commissario Errani per la messa in sicurezza e riapertura al pubblico dei luoghi di culto nei territori del cratere e fuori cratere. Ammonta invece a 27,4 milioni la somma destinata alla realizzazione di 312 alloggi pubblici all’interno degli immobili danneggiati dal sisma. Fondi liberati dal secondo piano stralcio di settore che si aggiungono ai 5,8 milioni del primo stralcio, con il quale è stato autorizzato il recupero di altri 50 alloggi pubblici. Abitazioni che serviranno ad assicurare una casa alle famiglie in autonoma sistemazione o in sostituzione delle Sae, con un risparmio stimato di circa 3 milioni di euro annui, da destinare ad altri interventi di ricostruzione.
Tra i 312 alloggi finanziati, rientrano i 96 posti letto gestiti dall’Ersu per gli studenti dell”Università di Camerino. Gli interventi di riapertura al culto delle chiese danneggiate (importo dei lavori di ripristino inferiore a 300mila euro) sono 94: 24 nell’anconetano, 28 nell’ascolano, 10 nel fermano, 29 nel maceratese e 3 nel Pesarese. Il piano stralcio del Ministero finanzia invece 53 interventi di ricostruzione, in massima parte ecclesiastici: 2 nell’anconetano, 12 nell’ascolano, 2 nel fermano e 37 nel maceratese. Tra le opere finanziate nell’ascolano in particolar modo rientrano la Cattedrale di Sant’Emidio, lo storico Mulino Angelini di Acquasanta Terme (Monastero di San Benedetto in Valledacqua) e il museo diocesano di Montalto Marche (ex Palazzo arcivescovile).