TEMPO REALE
Secondo l’accusa quel giorno i carabinieri avvicinarono Rendina che aveva trovato riparo nella tensostruttura riservata ai vigili del fuoco, cercando di convincerlo a trasferirsi nell’albergo messogli a disposizione dal Comune di Arquata. All’ennesimo rifiuto i militari avevano cercato di portarlo via fisicamente e l’uomo avrebbe reagito cercando di divincolarsi, finché i carabinieri non riuscirono a immobilizzarlo e portarlo via per arrestarlo e tradurlo in carcere.
L’accusa ha chiesto la condanna ad un anno. Ha concluso chiedendo l’assoluzione l’avvocato Francesco Ciabattoni sostenendo che “Rendina non ha infastidito nessuno, i vigili del fuoco lo hanno assistito al contrario degli psicologi che lo hanno abbandonato invece di aiutarlo. Doveva essere aiutato e non arrestato”. Il penalista ha già annunciato ricorso in Appello.
Redazione




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