Tragedia di Crans-Montana, un minuto di silenzio anche nelle scuole di Ascoli Piceno. Ministro Valditara: “Vicinanza alle famiglie delle vittime”
La tragedia di Capodanno avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, che ha visto spegnersi sei giovani vite italiane, resta ancora una ferita aperta per il Paese e le tante famiglie connazionali purtroppo costrette a fare i conti con l’atroce dolore che li ha improvvisamente colpiti. L’incendio che ha devastato il bar ‘Le Constellation’ non ha lasciato scampo ai giovanissimi Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti. Le vittime sono state tutte riconosciute. Il terribile bilancio è di 40 morti: 21 svizzeri, 9 francesi, 6 italiani, una belga, una portoghese, un rumeno e un turco. Molti genitori, anche sotto le cento torri, si sono immedesimati nel dramma che purtroppo ha prodotto un grande dolore nelle famiglie colpite. Per ricordare i 6 giovani il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara stamattina ha emesso una missiva che mercoledì 7 gennaio vedrà osservato un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane per ricordare le vittime del tragico incendio avvenuto a Crans-Montana.
Un minuto di silenzio che sarà quindi rispettato anche negli istituti di Ascoli Piceno e in tutti i comuni della provincia. “In questo momento di profondo dolore – commenta il ministro Valditara -, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”. Nella giornata di oggi, 5 delle 6 vittime potrà fare rientro in Italia con un volo di Stato. La sesta, invece, si trova ancora a Lugano. Tra i superstiti, 3 dei 14 italiani rimasti coinvolti nell’incendio, sono ricoverati a Zurigo. Gli altri 11, di cui 7 gravi, sono invece in cura all’ospedale Niguarda di Milano.
Massimiliano Mariotti




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