“Uniti possiamo dare speranza alla nostra agricoltura” . Nona Assemblea Provinciale Cia Ascoli-Fermo-Macerata a Grottammare: Carboni riconfermato presidente.

All’Eurotel di Grottammare si è svolta la nona Assemblea Provinciale Cia Ascoli-Fermo-Macerata, dal tema “Dal passato al futuro: un’agricoltura da protagonista”, alla fine della quale è stato riconfermato, quale Presidente provinciale, Matteo Carboni, con il quale si è complimentato il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei: ”Faccio i complimenti a Matteo, anche perché veniamo da un periodo in cui le problematiche non sono state poche. Anzi, dopo una prima ripresa siamo in parte ripiombati in una situazione con molte problematiche. Subiamo attacchi non solo a livello locale o nazionale, ma anche dall’Europa. Lo ringrazio per essersi rimesso in gioco”.

L’appuntamento ha rappresentato un momento centrale di confronto e programmazione per il sistema agricolo del territorio, chiamato ad affrontare le sfide legate alla sostenibilità, alla competitività delle imprese e alla valorizzazione delle produzioni locali, in un contesto economico e normativo in continua evoluzione.

I lavori si sono aperti con l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti, seguiti dalla nomina delle commissioni. Ampio spazio è stato dedicato agli interventi delle autorità istituzionali e dei rappresentanti del mondo economico e associativo, tra cui l’Assessore Regionale al Bilancio e Finanza Francesca Pantaloni, il Consigliere Andrea Antonini, Presidente della Commissione Regionale Agricoltura, il Consigliere Regionale Andrea Putzu, il Consigliere Regionale Enrico Piergallini, l’Assessore del Comune di Grottammare Alessandra Biocca, il Presidente CIA Marche Alessandro Taddei, il Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.

La relazione del nuovo Presidente provinciale, Matteo Carboni, ha delineato le priorità strategiche per il prossimo mandato. “Cia ha dato, a livello regionale e nazionale – sottolinea il Presidente Carboni – prova di come un’azione unitaria possa dare speranza alla nostra agricoltura. La crisi di tutti i comparti del nostro settore è legata innanzitutto alla questione del reddito. Nell’anno passato, il prezzo del grano al quintale non ha mai superato i ventotto euro, ne sarebbero serviti due in più solo per coprire i costi. Il settore vitivinicolo, in cui le province di Ascoli, Fermo e Macerata eccellono soffre anche se pensiamo ai rossi: ci sono i dazi, c’è una situazione internazionale sulla quale possiamo intervenire ma, almeno in Europa, dobbiamo lottare per salvaguardare i nostri diritti. L’abbiamo fatto a Bruxelles per la Pac, ma abbiamo rimandato il problema al 2027. Lo stiamo facendo per il Mercosur, non ci convincono le garanzie sui monitoraggi e le mancate reciprocità. Bisogna riformare le filiere agroalimentari, perché chi produce non può essere l’unico penalizzato. Mancano mattatoi e strutture per la nostra zootecnia. Dobbiamo lavorare di più sulle aggregazioni aziendali, perché appunto è necessario unirsi per creare una massa critica adeguata in sede di contrattazione. Nelle Marche, abbiamo in maniera specifica a cuore le aree interne e stiamo sviluppando dei progetti, affinché queste zone non siano abbandonate, a vantaggio delle imprese che vi lavorano ma anche di tutto il territorio regionale, che rischia in caso contrario un forte squilibrio”.

Alla relazione ha fatto seguito il dibattito, l’illustrazione delle attività delle commissioni e la nomina degli organismi dirigenti. Le conclusioni sono state affidate al Vicepresidente nazionale CIA Agricoltori Italiani, Gennaro Sicolo, a conferma della rilevanza dell’appuntamento nel quadro della rappresentanza agricola regionale e nazionale.


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