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25 Novembre, giornata contro la violenza sulle donne
ASCOLIPICENO -“Oggi è un giorno manifestato, lottato, sentito e supportato da tanti, tanti quanti sono effettivamente i numeri di violenza subiti ogni giorno da donne, bambine e a volte anche uomini.
Oggi la gente urla, ricorda, vendica e soprattutto cerca di porre fine a quella che è la condizione di una grande percentuale di persone: una condizione abusata, una condizione di sottomissione, di paura e di rabbia. una rabbia che cresce quando senti: “aveva promesso di non farlo più”; “è stata uccisa”; “subiva violenze dal marito” o “l’aveva denunciato più volte”.
la maggior parte delle persone oggi si è alzata, ha bevuto il caffè, ha preso il giornale e ha letto ‘ giornata mondiale contro la violenza sulle donne’, ed è andato oltre; altri hanno letto l’articolo provando pena, e altre ancora invece si rifiutano anche solo di aprire il giornale e leggere storie che in un modo o nell’altro, hanno fatto parte della propria vita.
Io sono tra queste. Io non ho letto il giornale, ma so cos’è la violenza sulle donne e so che va oltre il solo omicidio. Violenza sulle donne è l’abuso sessuale, da parte di uno sconosciuto è da ripudio certo, ma da parte del proprio compagno è qualcosa che ti toglie la sola capacità di pensare al sesso come l’atto che lega due persone che si amano. Violenza sulle donne è quando ti senti chiamare ‘puttana’, per il 90% delle volte dall’uomo che ami, e te lo dice con tale cattiveria che continui a chiederti da dove riesce a tirarla fuori; te lo dice per una gonna che metti per lui, per una maglietta chiara, magari che ti ha regalato tua madre con tanto amore perchè sa che ti piaceva, ma tu non puoi indossarla; te lo dice perchè metti gli orecchini per andare all’università, perchè vai a fare spesa tutti i giorni e magari sei interessata al commesso, perchè quando cammini per la strada e ti guardi intorno perchè sei curiosa di ciò che ti circonda.. E allora inizi a vestirti scuro, con abiti coprenti, ti trascuri, cammini a testa bassa come un cane bastonato, e lo fai perchè non vuoi essere insultata, o perchè sei tanto distrutta anche solo al pensiero dell’ennesima litigata. Violenza sulle donne è quando non vedi l’ora di far conoscere la persona che ami alle tue amiche, ma lui si rifiuta perchè pensa che siano persone che vogliono allontanarti da lui, e allora le tue amiche ti dicono di lasciar perdere, che non è una persona degna, ma tu non ascolti, hai le orecchie tappate e il cuore colmo, e soffri. Violenza sulle donne è quando siete a casa e litigate, volano oggetti, ti senti strattonare, senti mani pesanti sul volto, ma nonostante questo continui a cercare riparo tra le sue braccia e cerchi di addormentarti, tenendo un occhio aperto perchè hai paura. Violenza è quando non riesci a tornare a casa e vedere la tua famiglia, ma è anche quando ti svegli la mattina, con gli occhi gonfi, il mal di testa e senza forze e ti senti già urlare contro perchè il telefono ha suonato mentre dormivi, e allora l’unica cosa che desideri è che arrivi la notte per dormire, se… riesci a dormire. Violenza è quando desideresti non svegliarti mai per non sentire la sua voce, ma sai che se dormendo vivresti incubi peggiori, e allora accetti la tua giornata. Violenza è quando ti sputano addosso e quando continui a sentire la sua voce che rimbomba nel cervello. Violenza è quando l’unico momento che hai di sfogo ( che non è mai un vero sfogo perchè hai paura a parlare agli altri) è la mattina all’università; ma poi arrivano messaggi, chiamate.. arriva lui. E allora inizi a non andare più alle lezioni, perchè ti vergogni, perchè non vuoi sentirlo. Violenza è quando più ti urla contro, più lo ami. E più lo ami più ti odi. Ti odi perchè sei debole, perchè non ce la fai, perchè inizi quasi ad accettare lividi, occhi gonfi, il vomito di ogni sera, la solitudine, la paura, l’angoscia e gli attacchi di panico. Violenza è quando ti mancano mamma e papà, ma lui ti fa credere che vogliono portarti via dall’unica cosa buona che c’è al mondo: lui. Violenza è quando dopo 2 anni trascorsi, 2 città cambiate e 3 case diverse sei ancora lì che fai paragoni, che ti senti a disagio, che cerchi una persona che in un modo o nell’altro possa rispecchiare anche solo un minimo quella persona che hai tanto amato, ma che in realtà ti ha distrutta e che odi. Ed è quella la violenza peggiore, perchè capisci che ti ha talmente manipolata da vivere la violenza ogni giorno, da aver paura di amare, di avvicinarti ad un’altra persona. E allora cambi: non ti fidi, non ti affezioni e allontani tutti quelli che possono darti qualcosa di buono.
Io sono qui a raccontare quello che è la violenza per me. Per tante altre è sinonimo di morte.
Oggi sono qui a supportare tutte quelle ragazze, mamme o figlie che stanno vivendo in qualche modo la loro violenza.
117 vittime dall’inizio del 2017. 117 anime che sono state distrutte dall’amore, dalla rabbia e dall’incapacità di amare da parte di uomini”.
di LUDOVICA ZILLO
Redazione



