Ad Ascoli torna il Festival del Sociale tra incontri, spettacoli e inclusione

 

 

Ascoli si trasforma in un palcoscenico di solidarietà e integrazione dal 18 al 27 settembre, ospitando il Festival del Sociale. Questa dieci giorni di eventi è pensata per mettere al centro la persona, promuovendo la solidarietà e l’integrazione sociosanitaria. Il programma è ricco e variegato, spaziando da dibattiti sulle grandi tematiche d’attualità a momenti di festa, cultura e intrattenimento per tutta la comunità. Tra gli appuntamenti di spicco, i tavoli di confronto sulle migrazioni e sulle patologie come Parkinson e Alzheimer, che offriranno l’opportunità di approfondire queste importanti questioni. Un altro momento chiave sarà l’incontro strategico con l’Inps e i sindacati, dedicato all’analisi della nuova riforma sulla disabilità. Non mancheranno le attività ricreative: domenica, il Teatro Ventidio Basso ospiterà lo spettacolo “Teatrando”, che vedrà il coinvolgimento diretto dei centri diurni per disabili e degli over 65, creando un’occasione di condivisione e divertimento per tutti.

“Vorrei esprimere la mia più sincera gratitudine per il vostro impegno nell’organizzazione del festival. Tuttavia, vorrei sottolineare la mia più profonda riconoscenza per la collaborazione quotidiana che avete con noi dell’amministrazione. Insieme, ci impegniamo a rispondere alle esigenze emergenti della nostra città, in particolare nel settore sociale, con un’attenzione particolare alle persone fragili” ha sottolineato l’assessore ai servizi sociali Massimiliano Brugni.

“Da un lato, investiamo in eventi che hanno anche un impatto sociale. Dall’altro, organizziamo 12 festival all’anno, uno al mese, con un festival dedicato al sociale a settembre. Questo festival serve a raccontare il lavoro silenzioso svolto dalle cooperative, dagli operatori e dalle persone che lavorano nei centri ogni giorno. Qui, c’è un processo di coprogettazione che coinvolge anche le persone con disabilità, che diventano operatrici e hanno un ruolo sociale all’interno del centro. Questo sistema pubblico-privato, che include agenzie e fondazioni, ci aiuta a orientarci. Tra poco inaugureremo Palazzo Saladini, un modello in cui le persone e i ragazzi con disabilità si sentono utili alla realizzazione di un progetto sociale. Questo festival è importante perché dà voce a tutti e racconta quello che si sta facendo, incluso il lavoro silenzioso che serve anche ai cittadini. A volte, come amministratori, non riusciamo a comunicare efficacemente l’importanza di questo lavoro. Il cittadino spesso non si rende conto del lavoro faticoso, silenzioso e impegnativo svolto dagli operatori sociali. Credo sia fondamentale comunicare all’esterno questo aspetto. Inoltre, redigiamo una visione di territorio perché il settore sociale è in continua evoluzione. Ogni anno, si presentano nuove esigenze e si richiedono più risorse e risposte innovative a causa dei cambiamenti nei bisogni degli utenti” ha dichiarato il sindaco Marco Fioravanti

“Oggi non si celebra solo una manifestazione, ma una comunità che ha capito, come diceva il sindaco, che non ci si salva da soli. Il bene di una singola persona dipende in parte dal bene di tutti”  sottolinea il Vicepresidente della Fondazione Carisap Antonella Carassanesi.

” La manifestazione coinvolgerà i nostri centri diurni . Inoltre, c’è un evento teatrale il 19 settembre, in cui collaboriamo con un’altra entità territoriale. Questo approccio ibrido mira a raggiungere un pubblico sia pubblico che privato, poiché nella nostra zona non c’è una netta distinzione tra i due. Il settore sociale è una componente fondamentale della nostra comunità” dice il direttore dell’Ast Ascoli Antonello Maraldo.

“Questo festival  si concentra sul tempo donato, non sul tempo libero. È un tempo donato che ci permette di entrare in relazione non come destinatari passivi, ma come promotori attivi, da cui trarre ispirazione per trovare soluzioni concrete ed efficaci. Questi sono i valori più profondi che una comunità riesce ad esprimere, e il festival rappresenta un’occasione preziosa per farlo. La seconda edizione, in particolare, si pone una sfida più ambiziosa rispetto alla novità della prima, e mi congratulo con chi l’ha voluta” aggiunge il direttore della Caritas Giorgio Rocchi

“Spero vivamente che questo evento possa ripetersi, perché vorrei che fosse un’occasione per due momenti distinti di volontariato in piazza, che è già in programma per l’anno prossimo. Inoltre, vorrei riprendere l’incontro con gli studenti e l’inno con i giovani” ha evidenziato Massimo Lauri, presidente del Centro Servizi Volontariato piceno.


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