Cantiere San Benedetto, la città ha parlato: decoro urbano, sicurezza, servizi di prossimità e nuovi spazi vivibili tra le priorità dei cittadini

 

Dopo il grande successo dell’iniziativa di cittadinanza attiva ‘Cantiere San Benedetto’, promossa dalla Fondazione Fabbrica Cultura ETS, che ha raccolto 756 contributi tra questionari fisici e compilazioni online, iniziano ad emergere con chiarezza i primi orientamenti espressi dalla cittadinanza sambenedettese. E il primo messaggio che arriva è diretto, concreto e inequivocabile: San Benedetto del Tronto deve tornare ad essere una città più curata, più decorosa, più vivibile e maggiormente all’altezza della propria vocazione turistica. Tra i temi che hanno raccolto maggiore attenzione e sensibilità emerge infatti con forza quello del degrado urbano e della manutenzione cittadina, indicato da moltissimi cittadini come priorità assoluta. Le segnalazioni raccolte parlano chiaro: buche sull’asfalto, scarsa manutenzione del verde, sporcizia diffusa, bidoni della raccolta rifiuti spesso stracolmi, situazioni di marginalità urbana, piccoli fenomeni di microcriminalità e generale percezione di trascuratezza. Per i cittadini il concetto è semplice quanto strategico: una città turistica deve anzitutto presentarsi bene. L’accoglienza non passa soltanto dagli eventi o dalle campagne promozionali, ma dal primo impatto visivo che residenti, visitatori e turisti percepiscono passeggiando per le strade, entrando nei quartieri o vivendo gli spazi pubblici. Da questa esigenza concreta nasce una delle proposte che ha raccolto il consenso più trasversale e significativo dell’intero progetto.

Il ‘cittadino custode’: l’82% apprezza l’idea 
Ben l’82% dei partecipanti ha espresso forte apprezzamento per il progetto del “Cittadino Custode”, una proposta innovativa che punta a creare un rapporto diretto e immediato tra cittadini e amministrazione comunale. L’idea è chiara: dotare il Comune di una App digitale semplice e intuitiva, attraverso la quale i cittadini possano segnalare in tempo reale criticità urbane, situazioni di degrado, guasti, problematiche di sicurezza o interventi urgenti. La segnalazione, eventualmente corredata da fotografia e geolocalizzazione, raggiungerebbe direttamente una squadra comunale di pronto intervento, eliminando gran parte dell’attuale burocrazia che spesso rallenta tempi di risposta e soluzione. Non solo tecnologia, ma un vero cambio di paradigma culturale. Il cittadino non più semplice osservatore passivo o fruitore del servizio pubblico, ma custode attivo del bene comune, parte integrante di una comunità che collabora per migliorare il territorio.

Salute di prossimità: nasce l’idea dei ‘punti salute’
Altro tema che ha raccolto un interesse diffuso riguarda il rafforzamento dei servizi di prossimità in ambito sanitario.
Molti cittadini hanno proposto l’istituzione presso le farmacie comunali di “Punti Salute”, piccoli presìdi dedicati alla gestione delle necessità sanitarie minori quotidiane. L’idea prevede servizi semplici ma estremamente utili:
medicazione di piccoli tagli; trattamento di sbucciature e abrasioni; gestione di lievi incidenti domestici; primo supporto assistenziale di base. Una proposta che appare particolarmente interessante in una città con una popolazione mediamente sempre più matura, ma utile anche per famiglie, bambini, turisti e cittadini che necessitano di risposte rapide per problematiche non ospedaliere.

Ballarin: i cittadini immaginano un grande parco urbano
Dall’ascolto emerge anche una visione chiara per una delle aree più simboliche e discusse della città: l’area Ballarin.
La proposta prevalente non è quella di un semplice spazio urbanistico da riempire, ma quella di un luogo identitario e attrattivo. Molti cittadini immaginano infatti: un grande parco urbano multifunzionale, aperto, attrezzato, vivibile tutto l’anno, capace di coniugare: accoglienza; svago; cultura; musica; attività ricreative; punti ristoro; valorizzazione e commercializzazione dei prodotti tipici locali. Un luogo capace di diventare non solo spazio per residenti, ma anche vero ambasciatore dell’ospitalità sambenedettese, utile alla destagionalizzazione e alla costruzione di una città più attrattiva anche fuori dai mesi estivi.

Botteghe e negozi di quartiere: un tema forte 
Altro elemento emerso con sorprendente forza riguarda il sostegno al commercio di prossimità.
Molti cittadini ritengono strategico incentivare l’apertura e il mantenimento di negozi e botteghe nei quartieri.
Le motivazioni espresse sono molto concrete:
1. Convenienza economica
Molti segnalano come spesso carne, frutta, verdura e prodotti freschi possano risultare competitivi – se non addirittura più convenienti – rispetto alla grande distribuzione.
2. Presidio sociale contro degrado e spopolamento
Le botteghe rappresentano occhi aperti sul quartiere, presidio naturale contro abbandono, degrado e impoverimento urbano.
3. Servizio fondamentale per una popolazione che invecchia
Per anziani e persone con mobilità ridotta, poter acquistare vicino casa significa comodità, autonomia e relazione umana.
Il negozio di quartiere viene percepito non solo come luogo commerciale, ma come spazio di prossimità sociale e comunitaria.

I temi che hanno mobilitato meno interesse
Un dato interessante riguarda invece i temi che, pur spesso presenti nel dibattito pubblico e mediatico, hanno raccolto scarso interesse diretto nella consultazione.
Questioni come:
vasca di colmata
parco marino
stoccaggio del gas
hanno registrato pochissime interazioni e un numero limitato di contributi, segno che, almeno nella percezione quotidiana di gran parte dei cittadini coinvolti, altre problematiche risultano oggi più urgenti e vicine alla vita reale.

Il lavoro continua 
La Fondazione Fabbrica Cultura precisa che quanto emerso rappresenta solo una prima sintesi. Tra i 756 contributi raccolti sono infatti presenti moltissime altre idee, intuizioni, suggerimenti e proposte strategiche legate allo sviluppo economico, turistico, culturale e sociale della San Benedetto del futuro. L’attività di analisi e sistematizzazione è ancora in corso. “La città ha dimostrato una straordinaria maturità civica. Stiamo raccogliendo non semplici lamentele, ma visioni, soluzioni e proposte concrete. Questo patrimonio di intelligenza collettiva merita ascolto serio e approfondimento”. Il cantiere, dunque, è tutt’altro che chiuso. Sta entrando nella sua fase più importante: trasformare le idee dei cittadini in visione concreta per il futuro della città.


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