Castorano, la maggioranza boccia la mozione sullo streaming del Consiglio comunale presentata dai progressisti
Nel corso della seduta del Consiglio comunale dello scorso 26 ottobre 2026, la maggioranza ha respinto la mozione presentata il 2 luglio scorso dal gruppo consiliare Progressisti per Castorano, con la quale chiedevamo di modificare il “Regolamento per lo svolgimento in modalità telematica del Consiglio comunale, delle Commissioni consiliari e degli altri organismi e per la disciplina delle riprese audio-visive”, approvato con deliberazione consiliare n. 2 del 28 aprile 2022. Una proposta che aveva un obiettivo preciso: rendere effettiva e continuativa la possibilità per i cittadini di seguire i lavori del Consiglio comunale attraverso la registrazione e la trasmissione integrale delle sedute in diretta streaming, già prevista dal regolamento esistente e mai attuata dal Sindaco dal suo insediamento. Ciò che più sorprende è che è il Sindaco Cicconi e alcuni consiglieri di maggioranza hanno sostenuto che le sedute del Consiglio comunale sono già pubbliche, che le porte della sala consiliare sono aperte a tutti e che, pertanto, la trasmissione in streaming non sarebbe necessaria, comportando peraltro costi e impegni per l’Ente. “Sostenere che una seduta sia pubblica – hanno dichiarato i consiglieri Marcelli e Ficcadenti – perché un cittadino può recarsi fisicamente nella sala consiliare non significa garantire a tutti la possibilità concreta di seguire i lavori dell’assemblea. Le sedute si svolgono in orari che spesso coincidono con impegni lavorativi, familiari e personali. La diretta streaming rappresenta proprio uno strumento per abbattere queste difficoltà, consentendo ai cittadini di informarsi, partecipare e conoscere direttamente l’attività dei propri rappresentanti. Confondere la pubblicità formale delle sedute con l’effettiva accessibilità dei lavori consiliari significa ignorare il valore della trasparenza e della partecipazione democratica”.
Ancora più sorprendente è stata la posizione dell’ex Sindaco Graziano Fanesi, che ha sostenuto l’illegittimità della mozione, richiamando la necessità di individuare preventivamente le risorse economiche e di acquisire i pareri degli uffici competenti, in ragione dei costi che, a suo dire, sarebbero derivati dalla proposta. Una ricostruzione che non tiene conto del contenuto effettivo della mozione. Nel testo presentato dal nostro gruppo era scritto chiaramente che la proposta non comportava modifiche sostanziali all’organizzazione dei lavori consiliari né introduceva oneri organizzativi particolarmente gravosi, limitandosi a rendere cogente una modalità di pubblicità già prevista dal regolamento vigente. La mozione indicava inoltre espressamente che i lavori consiliari dovessero essere registrati e trasmessi integralmente in diretta streaming “mediante gli strumenti tecnologici in dotazione all’Ente”. Parole che non possono essere ignorate o liquidate con un generico richiamo ai costi. Se la proposta chiedeva di utilizzare gli strumenti tecnologici già in dotazione al Comune, su quali elementi concreti si fonda l’affermazione che sarebbero stati necessari nuovi stanziamenti? E soprattutto, perché nel corso della discussione non si è entrati nel merito di questa precisa indicazione contenuta nella mozione?
C’è poi una contraddizione politica che non può passare inosservata. Il regolamento oggi vigente era stato approvato nel 2022 dall’Amministrazione Fanesi. Se i costi e gli oneri economici rappresentavano allora un problema così rilevante, perché non vennero sollevate le stesse obiezioni quando quel regolamento fu portato all’approvazione del Consiglio comunale? Perché quelle preoccupazioni emergono soltanto oggi, quando si chiede di rendere effettiva una possibilità già contemplata? Nel corso del dibattito, lo stesso Fanesi ha inoltre dichiarato di aver acquistato personalmente, durante il periodo del Covid, le apparecchiature utilizzate per trasmettere in streaming le sedute consiliari, riferendo anche di una richiesta ricevuta da Marcelli affinché tali strumenti fossero messi nuovamente a disposizione per consentire le trasmissioni. Una dichiarazione che apre un’ulteriore questione politica: quelle apparecchiature sono ancora disponibili? Potrebbero essere utilizzate nuovamente per garantire la trasmissione delle sedute, evitando o quantomeno riducendo eventuali nuovi costi per il Comune?
“La trasparenza non può essere considerata – continuano i consiglieri Marcelli e Ficcadenti – un costo superfluo o inutile, ma uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. Rendere accessibili le sedute consiliari significa consentire ai cittadini di conoscere direttamente le posizioni dei propri rappresentanti, seguire le discussioni e comprendere le decisioni che riguardano la comunità. La scelta del Sindaco Cicconi e della sua maggioranza rappresenta, a nostro giudizio, un vero e proprio attacco alla trasparenza e alla partecipazione democratica nella vita istituzionale di Castorano. Una scelta che si inserisce in un clima politico che sta segnando, a nostro avviso, uno dei periodi più bui per la democrazia castoranese. Il voto contrario della maggioranza è una scelta politica precisa: non voler rendere effettivamente accessibili a tutti i cittadini i lavori del Consiglio comunale. Una scelta che mortifica la trasparenza, limita la partecipazione e conferma la distanza di questa Amministrazione dalla comunità che dovrebbe rappresentare”.
Come gruppo di minoranza abbiamo inoltre presentato una formale segnalazione per contestare il contenuto del verbale della seduta del 26 ottobre 2026, nel quale non risultano riportati alcuni passaggi significativi della discussione e le dichiarazioni rese nel corso del dibattito. Una richiesta finalizzata a garantire che il verbale restituisca fedelmente i contenuti sostanziali del confronto consiliare.
Redazione




Lascia un commento