Coronavirus, Inside Marche: «Un onere detraibile per chi acquista viaggi»

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SAN BENEDETTO DEL TRONTOEmergenza coronavirus. Inside Marche chiede alle istituzioni specifiche misure di contrasto alla crisi del turismo.

E’ quanto emerge dall’incontro in videoconferenza con il vicepresidente del consiglio regionale Piero Celani. Tema del rendez vous: la ricerca di soluzioni per la recessione indotta dal coronavirus.

La crisi in numeri. «Lo stop imposto al turismo dalla pandemia da coronavirus ci ha colpito duramente – dicono i tour operator – Tra cancellazioni e mancanza di nuove prenotazioni, le adv hanno già perso circa il 90% del fatturato annuale e non si vedono ancora segnali di recupero. Per far fronte alla lunga notte del turismo, ci manteniamo in contatto con il governo. A tutti i livelli: locale, nazionale e regionale, per sensibilizzare le istituzioni sulla crisi del comparto.

L’incoming turistico organizzato è una vera e propria fonte di ricchezza. Solo nelle Marche, esso genera un volume di affari di oltre 20milioni di euro. Inoltre, esso impiega oltre 200 persone direttamente e con l’indotto. Oltre 500mila turisti italiani e stranieri arrivano grazie al lavoro diretto ed indiretto di queste imprese. Imprese che permettono ai diversi attori di agganciare economie importanti. Parliamo di strutture ricettive, attività di servizio e attività commerciali presenti nell’intero territorio regionale. L’emergenza sanitaria ha causato la cancellazione di tutte le prenotazioni dall’estero. Così anche quasi tutte quelle dall’Italia. Tutta la promozione e gli investimenti messi in atto da settembre 2019 a marzo 2020 sono andati persi. Peraltro in un anno che sembrava poter essere da record, grazie alla promozione fatta. Grazie anche al successo di Lonelyplanet che aveva inserito le Marche nella Top20 delle Regioni da visitare nel mondo».

Le misure prese. «Riteniamo utili gli interventi di sostegno per le imprese del Governo. A partire dalla cassa integrazione in deroga, anche se andrebbe allungata almeno fino al 31 dicembre 2020. Utili anche gli interventi sul credito, la moratoria di finanziamenti e mutui e l’introduzione dei voucher per i rimborsi, al fine di evitare il default del sistema turismo. Ma queste misure servono per limitare i danni immediati. Sono invece insufficienti ad affrontare l’aggravamento della crisi dovuto al dilagare globale della pandemia. Per noi la cosiddetta “fase 2”, che sia tra una settimana o un mese, rischia comunque di essere solo un miraggio. Anche se si dovesse procedere ad una graduale riapertura delle attività, il blocco imposto in molti Paesi ai viaggiatori italiani e i limiti di spostamento che probabilmente rimarranno in Italia di fatto ipotecheranno tutto il 2020».

Le misure da prendere. «Quindi ben vengano i provvedimenti che la Regione Marche ha deliberato. Soprattutto i prestiti a tasso agevolato. Ma serve subito di più. Chiediamo alla Regione Marche di istituire un vero e proprio fondo di emergenza sul turismo, partendo dai tour operator dell’incoming che sono i primi interlocutori dei tour operator italiani ed internazionali. Chiediamo poi la cancellazione di imposte, contributi e tasse locali per il 2020, e la riduzione del 50% per il 2021. Poi bisognerà mettersi subito al lavoro per la ripartenza. Le nostre proposte sono di riconoscere a chi acquista un pacchetto presso un’agenzia di viaggio o tour operator un onere detraibile del 19% del valore del pacchetto acquistato. Senza limite di spesa. Ma non solo. Appena finita l’emergenza sanitaria, proponiamo di co-finanziare una seria campagna di promo-commercializzazione nel prossimo autunno. Obiettivo: recuperare nel 2021 le perdite di questa stagione».

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