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Diffama pubblicamente il Sindaco di Spinetoli. Condannato a 1200 euro di risarcimento
Il sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani vince la causa contro chi lo aveva diffamato pubblicamente, con urla e toni minacciosi. Il GOT Barbara Bondi Ciutti del Tribunale di Ascoli Piceno, lo scorso 22 settembre, ha condannato un 43enne residente a Spinetoli a 5 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 1.200 euro in favore della parte civile, oltre 1.500 euro per le spese di costituzione e giudizio.
I fatti risalgono al gennaio 2023. A seguito dell’ordinanza di chiusura temporanea del plesso scolastico San Pio, disposta su richiesta dal Dipartimento di prevenzione U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica di Ascoli Piceno, il Sindaco di Spinetoli aveva convocato una riunione pubblica per l’11 gennaio al palazzetto dello sport di Pagliare. Erano presenti, oltre ai genitori dei bambini interessati dalla chiusura della scuola, anche Giulio Ficcadenti (all’epoca presidente del Consiglio comunale di Spinetoli), l’assessore Andrea Tassoni, la consigliera comunale Fabiola Diomede e Paolo Muriello, dirigente del comprensorio scolastico di Spinetoli-Monsampolo-Acquaviva Picena.
Luciani stava illustrando ai presenti l’accaduto, prospettando delle soluzioni alternative per ricollocare i bambini, quando uno dei presenti ha chiesto di intervenire e gridando con tono minaccioso ha cominciato a diffamare il Primo cittadino. Numerose le frasi di indubbio valore offensivo, rivolto alla sua persona e al suo ruolo istituzionale: espressioni del tutto gratuite ed estranee a una riunione convocata per risolvere un problema della comunità.
“tu non sei un uomo ma un nullafacente”, “togliti la fascia e parla da uomo, “burattino e senza lavoro del PD”, queste le frasi ingiuriose pronunciate contro Luciani, che è stato difeso in dall’avvocato Sergio Gabrielli.
“Si può comprendere qualsiasi tipo di critica, anche la più dura, verso un procedimento, una decisione o durante un dibattito pubblico – commenta Luciani – ma in questo caso sono stato diffamato pubblicamente e gratuitamente. Per dirne una, il signore mi ha dato del nullafacente quando già all’epoca da 8 anni svolgevo il mio ruolo da sindaco contemporaneamente al mio lavoro da ingegnere. Oggi sono 11 anni. Accolgo con serenità e soddisfazione la decisione del Tribunale, che restituisce il giusto rispetto non soltanto alla mia persona, ma all’istituzione che ho l’onore di rappresentare”.
Redazione




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