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Export Marche primo semestre 2026: confermato il trend in crescita, +9,2%. Trainano cantieristica, meccanica e metalli
Le esportazioni marchigiane chiudono il primo semestre 2026 a 7.644,0 milioni di euro , con una crescita del +9,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo attestano i dati rilasciati oggi dall’Istat.
«I dati del primo semestre – dichiara il presidente Gino Sabatini – confermano la dinamicità del sistema produttivo marchigiano, che cresce a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale e si colloca al quinto posto tra tutte le regioni italiane per crescita dell’export, davanti a territori manifatturieri storicamente più forti come Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. In particolare, il balzo della cantieristica e della meccanica dimostra la capacità delle nostre imprese di intercettare la domanda internazionale ad alto valore aggiunto, mentre il boom del mercato statunitense (in larga parte legato alla nautica) conferma quanto sia importante continuare a diversificare gli sbocchi commerciali. Restano tuttavia aperte le criticità che interessano da tempo alcuni comparti tradizionali: il calzaturiero, il tessile-abbigliamento e il settore mobile arredo. Tutto ciò ci ricorda che la ripresa non è uniforme e che come sistema camerale dobbiamo continuare a sostenere con decisione i settori manifatturieri più legati al made in Marche e i territori più esposti alla competizione internazionale».
A dare il contributo più consistente alla performance regionale è il comparto dei mezzi di trasporto, che con 1.267,2 milioni di euro segna un balzo del +72,5%, trainato in particolare dalle navi e imbarcazioni (1.132,4 milioni di euro, +84,0%). Il settore della nautica continua pertanto a crescere in maniera estremamente significativa, continuando il trend già evidenziato nel primo trimestre. Sono positivi anche i dati relativi a:meccanica (Macchinari e apparecchi n.c.a : 995 milioni di €, pari a + 13,8% ; Metalli di base e prodotti in metallo : 979,2 milioni di euro +7,5%); Prodotti alimentari, bevande e tabacco (tra cui la Pasta e il Vino) : 250,5 milioni di euro (+8,7%); Legno e prodotti in legno; carta e stampa: 240,2 milioni di euro (+14,1%); Computer, apparecchi elettronici e ottici: 200,4 milioni di euro (+17,1%); Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca: 90,7 milioni di euro (+32,9%).
Tra i singoli gruppi di prodotto spiccano anche le macchine per l’agricoltura e la silvicoltura, salite a 140,1 milioni di euro (erano 40,5 nel primo semestre 2025), i metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi (451,2 milioni di euro, +13,8%), la pasta-carta, carta e cartone (50,7 milioni di euro, +70,6%) e gli strumenti e apparecchi di misurazione, prova e navigazione; orologi (80,2 milioni di euro, +28,6%).
Le flessioni riguardano: Tessile, abbigliamento, pelli e accessori: 976,5 milioni di euro (-7,1%) confermando il trend di progressiva riduzione; Apparecchi elettrici: 616,6 milioni di euro (-7,4%); Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi: 372,1 milioni di euro (-7,7%); Prodotti delle altre attività manifatturiere: 430,9 milioni di euro (-4,3%); Sostanze e prodotti chimici: 258,3 milioni di euro (-6,1%).
A livello di singoli prodotti, registrano flessioni soprattutto le calzature (540,3 milioni di euro, -9,9%), i mobili (274,6 milioni di euro, -10,1%), gli apparecchi per uso domestico (317,9 milioni di euro, -8,3%), motori, generatori e trasformatori elettrici; apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità (115,3 milioni di euro, -17,0%) e gli articoli in gomma (75,4 milioni di euro, -21,6%).
Il risultato regionale evidenzia un quadro territoriale molto differenziato, con la provincia di Ancona a 3.178,0 milioni di euro (+27,3%), Pesaro e Urbino a 1.780,5 milioni di euro (+6,4%), Ascoli Piceno a 1.231,6 milioni di euro (-4,1%), Macerata a 955,0 milioni di euro (-5,8%) e Fermo a 516,9 milioni di euro (-5,8%).
Pur restando i Paesi UE complessivamente considerati la principale destinazione del nostro export, tra i principali partner commerciali delle Marche, gli Stati Uniti guidano la classifica dei mercati di sbocco con 913,8 milioni di euro e una crescita eccezionale del +92,6%, seguiti da Francia (799,0 milioni di euro, +12,8%), Germania (753,1 milioni di euro, -0,3%), Svizzera (661,9 milioni di euro, +10,3%) e Belgio (425,2 milioni di euro, -7,5%). Il contributo positivo più rilevante alla crescita regionale arriva quindi dagli Stati Uniti. L’export verso la Polonia passa da 141,6 milioni di euro nel primo semestre a 150,8 milioni di euro nel secondo, con un incremento del 6,5%.
Rispetto al dato italiano, il dato marchigiano si conferma tra i più dinamici a livello nazionale. Secondo i dati Istat sulle esportazioni delle regioni italiane, nel primo semestre 2026 l’export nazionale è cresciuto del +4,5%, un aumento diffuso ma con intensità molto diverse tra territori: +11,9% per il Centro, +8,8% per le Isole, +4,3% per il Nord-ovest, +3,8% per il Sud e +1,9% per il Nord-est.
Con il +9,2%, le Marche si collocano al quinto posto tra le regioni italiane per crescita tendenziale dell’export, alle spalle di Basilicata (+29,5%), Toscana (+23,8%), Puglia (+15,2%) e Sardegna (+11,6%), e davanti a regioni di peso economico ben maggiore come Liguria e Abruzzo (+8,3%), Sicilia (+7,4%), Piemonte (+6,0%), Veneto (+4,1%), Lombardia (+3,5%) ed Emilia-Romagna (+3,0%). Un risultato che pone le Marche nettamente sopra la media nazionale e al vertice della classifica tra le regioni del Centro Italia insieme alla Toscana, mentre chiudono con il segno negativo Lazio (-6,8%) e, tra le altre regioni italiane, Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Valle d’Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%).
Redazione




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