Il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Piergallini ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sulla procedura avviata dal CAAM per assumere a tempo indeterminato un nuovo “Coordinatore dei progetti di sviluppo e innovazione e gestione operativa dell’Ente”, inquadrato come Quadro. Una procedura che aveva già sollevato forti polemiche sulla stampa locale, anche per tempi e modalità. L’avviso è infatti comparso sul sito del Centro Agroalimentare l’11 agosto 2026, nel cuore delle ferie estive, lasciando appena quindici giorni per presentare le candidature. Nei giorni successivi il bando è stato inoltre oggetto di correzioni e integrazioni. Ma a rendere la vicenda ancora più delicata è il momento societario nel quale tutto questo avviene. Il precedente Consiglio di amministrazione era arrivato alla scadenza del proprio mandato con l’approvazione del bilancio 2025, mentre il rinnovo degli organi societari è stato rinviato a settembre. Il bando richiama una deliberazione adottata il 16 luglio, appena il giorno precedente l’assemblea che ha approvato il bilancio, ma la procedura è stata concretamente pubblicata quasi un mese dopo, quando il CAAM si trovava ormai in una fase di transizione della propria governance. Ed è proprio questo uno dei nodi sollevati da Piergallini.
“Non metto in discussione il diritto di una società a dotarsi delle professionalità di cui ha bisogno – afferma – ma ritengo doveroso chiedere se, in questo momento, un’assunzione a tempo indeterminato rappresenti una scelta realmente necessaria, sostenibile e coerente con la situazione del CAAM”. La questione assume ancora maggiore peso perché sulla partecipata sono già accesi da tempo i riflettori della Corte dei conti. Piergallini ricorda come la magistratura contabile abbia chiesto alla Regione Marche di verificare concretamente la convenienza della propria partecipazione al CAAM, valutando situazione economico-finanziaria, contenimento dei costi e obiettivi gestionali.
E allora il contrasto appare evidente: mentre si chiede alla Regione di dimostrare sostenibilità, convenienza e prospettive della partecipata, il CAAM decide di aggiungere un nuovo costo strutturale attraverso un’assunzione a tempo indeterminato. Nella sua interrogazione Piergallini chiede quindi di conoscere il Piano triennale del fabbisogno del personale, il Progetto Strategico e il business plan del Centro, oltre al costo complessivo della nuova assunzione e alla sua sostenibilità negli anni. Sotto la lente finiscono anche i conti della società e, in particolare, la situazione debitoria nei confronti del Comune di San Benedetto del Tronto relativa all’IMU e alle eventuali sanzioni.
Non si tratta, quindi, soltanto di discutere di un concorso.
Il vero problema è capire con quale logica una società partecipata decide di assumere stabilmente nuovo personale proprio mentre devono ancora essere chiariti piano industriale, fabbisogni, conti e futura governance.
Piergallini chiede per questo alla Regione di valutare, esercitando i propri diritti di socio, la sospensione della procedura fino al completamento delle verifiche.
E pone anche una questione di buon senso istituzionale: qualora quella professionalità fosse davvero indispensabile, perché non lasciare la decisione definitiva al nuovo Consiglio di amministrazione, che dovrà governare il CAAM nei prossimi anni e rispondere anche della sostenibilità economica delle scelte compiute? Il Centro Agroalimentare è un patrimonio importante del territorio. Proprio per questo dovrebbe essere amministrato con criteri ancora più rigorosi.
Prima il progetto industriale, prima i conti, prima gli obiettivi. E solo dopo, se realmente necessarie, nuove assunzioni.
Perché quando il capitale è pubblico, la trasparenza non può essere soltanto una formalità. È un obbligo nei confronti dei cittadini.
Redazione




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