Il Bivio Art Festival compie dieci anni: ad Offida un compleanno ‘9+1’ tra arte, musica e comunità. “Celebrare il momento importante con gli artisti amici”
Il Bivio Art Festival (BAF) di Offida, organizzato dall’associazione ricreativa Miriam, torna nelle serate del 15 e del 16 luglio, come ogni anno, al parco Cesare Gabrielli. Quest’edizione ha però un significato speciale: il festival festeggia i suoi primi dieci anni di vita. Per l’occasione, abbiamo intervistato il direttore artistico, Marco Spaccasassi, che ripercorre con noi la storia del festival, tra radici, novità e uno sguardo al futuro. Questo decennale, per lui, ha un sapore particolare. Lo definisce un ‘9+1′: il primo anno, infatti, il festival era in programma proprio nel giorno in cui arrivò il terremoto. Gli abbiamo chiesto da dove nasce il festival e come si prepara a celebrarlo: “Il BAF nasce dal desiderio di portare l’arte anche nei piccoli centri come il nostro, facendola vivere tra le persone. Non a caso si svolge all’interno di un parco, un luogo aperto e condiviso. Per questo decennale vogliamo festeggiare come si festeggia un vero compleanno: tornando a chiamare tanti artisti che hanno fatto parte delle edizioni passate, un po’ come amici che si ritrovano per celebrare un momento importante”. Ripensando a dieci anni fa, quando il festival era solo un’idea, Spaccasassi non ha dubbi su quale sia il traguardo più prezioso raggiunto in questo decennio: “La soddisfazione più grande è vedere il festival crescere un po’ ogni anno, senza perdere il suo carattere. Ci rende molto felici riuscire a coinvolgere sempre di più i più piccoli, perché rappresentano il futuro della nostra comunità. Quello che invece è rimasto immutato negli anni è il cuore del BAF: l’idea di un festival gratuito, aperto e costruito dal basso”.
Dietro questa crescita c’è un legame che non si è mai allentato: quello con il quartiere e con il Parco Gabrielli, scelto fin dall’inizio come luogo fisico e simbolico in cui far vivere l’arte tra le persone: “L’organizzazione è composta da volontari del quartiere: per noi il BAF non è soltanto un festival di due giorni, ma un’occasione per ritrovarsi durante tutto l’anno, lavorare insieme e mantenere viva la comunità”. Proprio questo lavoro condiviso tra volontari sembra custodire il vero segreto del festival: come si fa a crescere, edizione dopo edizione, in visibilità e qualità artistica senza tradire la propria anima amatoriale e indipendente? La risposta arriva senza esitazioni: “Il segreto sta nell’organizzazione del festival, fondata su due caratteristiche importanti: la prima è che coinvolge persone di generazioni diverse; la seconda è che siamo, prima di tutto, una squadra di amici. Credo che sia proprio questo il segreto che ci ha permesso di crescere senza perdere la nostra identità”. Lo spirito di squadra guida del resto anche le scelte artistiche di questo speciale ‘9+1’.
Tra le novità dell’edizione spicca infatti un omaggio al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, presente sia nel momento teatrale d’apertura sia nelle illustrazioni dell’artista Paola Celi. Perché dedicare proprio a queste due figure del jazz un momento così importante del festival? “Ogni anno cerchiamo di valorizzare ricorrenze significative, e il centenario della nascita di due giganti della musica come Miles Davis e John Coltrane meritava sicuramente di essere celebrato. Ogni edizione ci ha regalato serate davvero speciali, quindi è difficile scegliere. Se però devo citarne una, penso subito al concerto dello scorso anno con il Gruppo Compay Segundo: per una sera Cuba era ad Offida. È stata un’atmosfera unica, difficile da dimenticare. Uno di quei momenti in cui capisci che, anche in un piccolo parco di paese, possono succedere cose grandi. Il BAF non credo abbia veri punti di arrivo o di partenza. Il BAF è in movimento, in cammino”.
Redazione




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