Il CAAM ormai è un caso. Anche la CGIL chiede di fermare il concorso, ma il cda tira dritto: oggi nominata la Commissione il cui costo, ovviamente, graverà sulle casse sociali
A questo punto non è più soltanto il “Bando di Ferragosto”. È diventato un vero caso CAAM. Prima le proteste dei soci privati. Poi le polemiche sulla stampa locale. Quindi l’interrogazione presentata in Regione dal vicepresidente dell’Assemblea legislativa Enrico Piergallini. Adesso interviene persino il sindacato, chiedendo formalmente di sospendere immediatamente la procedura. Eppure il Consiglio di amministrazione del Centro Agroalimentare delle Marche va avanti. Come se nulla fosse. Secondo quanto riferito oggi a PicenoNews24 da diversi soci privati, proprio in questi giorni il CdA si sarebbe nuovamente riunito per procedere alla nomina della Commissione chiamata a valutare le cinque candidature pervenute per quel posto da Coordinatore dei progetti di sviluppo e innovazione e gestione operativa dell’Ente, livello Quadro, 33 ore settimanali e soprattutto tempo indeterminato. Una scelta che appare ancora più difficile da comprendere dopo l’ultima lettera arrivata sul tavolo della società.
La CGIL: “Sospendete immediatamente la selezione”
La nota è datata 25 agosto 2026 ed è firmata dalla segretaria generale della FILCAMS-CGIL Ascoli Piceno, Caterina Spalazzi. Il sindacato parla apertamente di “forte preoccupazione” e considera anomalo che l’assunzione di una figura apicale a tempo indeterminato venga decisa a ridosso della conclusione del mandato dell’attuale Consiglio di amministrazione. La posizione è chiarissima: in una fase di transizione una decisione destinata ad aumentare strutturalmente i costi del personale per gli anni futuri dovrebbe essere lasciata al nuovo organo amministrativo, dopo una seria pianificazione economica e organizzativa. Non solo. La FILCAMS evidenzia che non sarebbero sufficientemente chiare neppure le funzioni concrete della nuova figura e il suo rapporto con le professionalità già presenti, richiamando il rischio di sovrapposizioni, inefficienze e mancata valorizzazione del personale interno. La conclusione non lascia spazio alle interpretazioni: sospensione immediata della procedura.
Tutti chiedono prudenza. Il CdA accelera
Ed è proprio qui che la vicenda assume contorni sempre più sconcertanti. Il bando era stato pubblicato sul sito del CAAM l’11 agosto, con appena quindici giorni per candidarsi. Il giorno successivo era già arrivata una prima correzione e una griglia di valutazione integrativa; altre precisazioni sono state pubblicate successivamente. Il sito ufficiale conferma che la procedura nasce da una deliberazione del CdA del 16 luglio. Nel frattempo la questione è diventata pubblica.
Il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Piergallini ha chiesto alla Giunta Marche di verificare necessità, costi e sostenibilità dell’assunzione, richiamando anche i rilievi della Corte dei conti sulla partecipazione regionale al CAAM. La FILCAMS-CGIL chiede di fermarsi. Diversi soci privati chiedono di fermarsi. Eppure, stando alle informazioni raccolte dalla nostra redazione, la macchina della selezione procede rapidamente verso l’esame dei candidati.
Ma quale urgenza può essere così forte da impedire di attendere poche settimane e lasciare una decisione tanto importante al nuovo Consiglio di amministrazione? Giacomini ancora contrario. In questo quadro va registrata ancora una volta la posizione del vicepresidente del CAAM Roberto Giacomini. Già al momento dell’avvio della procedura, secondo la documentazione acquisita e pubblicata da PicenoNews24, Giacomini aveva espresso un netto voto contrario, contestando l’esistenza dell’urgenza e sostenendo che una scelta del genere dovesse competere al prossimo Consiglio di amministrazione. E, secondo quanto riferiscono ancora i soci privati alla nostra redazione, Giacomini avrebbe mantenuto ferma la propria opposizione anche davanti agli ultimi passaggi della procedura. Due voti contro uno possono bastare per approvare una delibera. Ma quando attorno a quella delibera arrivano contestazioni dei soci, dubbi pubblici, un’interrogazione regionale e infine una formale richiesta di sospensione da parte di un’organizzazione sindacale, forse il problema non è più soltanto avere i numeri per andare avanti. Il problema diventa capire perché si voglia andare avanti a tutti i costi.
Fermarsi sarebbe davvero così scandaloso? Il punto non è sapere oggi chi vincerà questa selezione.
Il punto è un altro. Il CAAM avrà presto una nuova governance. La stessa Regione è chiamata a chiarire sostenibilità e prospettive della partecipata. Sul futuro industriale della società si chiedono risposte. Sui costi e sul personale vengono sollevati dubbi. E ora anche il sindacato invita formalmente alla prudenza. Eppure il vecchio CdA continua a imprimere accelerazioni a un’assunzione a tempo indeterminato, destinata quindi a produrre effetti ben oltre il proprio mandato. È questo che lascia increduli. Nessuno sta chiedendo di condannare preventivamente i cinque candidati, che nulla hanno a che vedere con lo scontro societario e hanno semplicemente esercitato il diritto di partecipare a una selezione pubblica. Qui si contesta il metodo. E soprattutto si contesta l’ostinazione con cui una decisione così delicata viene portata avanti nonostante il quadro intorno sia diventato ogni giorno più problematico. A questo punto una sospensione non sarebbe una resa. Sarebbe probabilmente il più normale degli atti di prudenza amministrativa.
La vera domanda è perché, al CAAM, fermarsi anche soltanto per verificare tutto con chiarezza sembri essere diventato così difficile.
Redazione




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