Il consorzio Il Picchio riconsegna il Circolo Sportivo Fondazione Carisap

Dopo undici anni di gestione, il consorzio Il Picchio lo scorso venerdì 5 giugno ha riconsegnato le chiavi del Circolo Sportivo (noto anche come Green Park) agli organi della fondazione Carisap.

D’ora in poi, dunque, il sito rimarrà chiuso e il consorzio non sarà più contattabile per l’organizzazione di momenti conviviali né per iniziative che in questi anni hanno contraddistinto questo luogo, come ad esempio i centri estivi. Una decisione non facile, al quale il consorzio Il Picchio è giunto dopo una serie di interlocuzioni con la fondazione Carisap. Lo precisiamo anche in risposta alle numerose richieste che stanno pervenendo ai nostri uffici, alle quali purtroppo non sarà possibile dare seguito.

«Abbiamo gestito per circa undici anni il Circolo Sportivo Fondazione Carisap, diventando un punto di riferimento per famiglie e associazioni – spiega il presidente del consorzio Domenico Panichi – Nei mesi del Covid, siamo rimasti aperti diventando centro di ristorazione per altre realtà, di profilo sociale, che ne avevano manifestato il bisogno.

Il consorzio Il Picchio, per l’intero periodo considerato, ha garantito alle famiglie, ai gruppi e alle associazioni del territorio attività di carattere sociale senza ricevere alcun sostegno economico dalla proprietà. Le risorse investite sul sito del Green Park, nonostante il rapporto sia regolato da un contratto di comodato d’uso gratuito, sono state ingenti: solo le spese sostenute per la manutenzione ordinaria e straordinaria, unitamente ai costi di gestione dell’immobile, con caratteristiche costruttive che hanno inciso significativamente sui costi operativi, in particolare per quanto riguarda l’impianto termico e di climatizzazione, si attestano tra i cinquanta e i sessantamila euro annui.

Fino al 2022, abbiamo inviato regolarmente la relazione annuale prevista dal comodato (stipulato peraltro con clausola temporale indefinita, e pertanto non idoneo all’accesso a qualsiasi forma di contributo pubblico) senza avere in cambio alcun feedback, positivo o negativo. Per questo motivo, negli anni successivi, abbiamo ritenuto di non proseguire con tale invio.

Nel giugno dello scorso anno, il consorzio Il Picchio fa richiesta alla fondazione di un’integrazione al contratto di comodato, in modo da accedere a finanziamenti pubblici previsti dal Pnrr, con l’obiettivo di riqualificare il sito, anche mettendo sul piatto fondi propri. La fondazione, che due anni prima aveva concesso l’integrazione (ma il finanziamento non era andato a buon fine), questa volta non accoglie la richiesta di integrazione al comodato, scrivendo che “questo avviene in considerazione dell’intenzione della fondazione di valutare un proprio intervento di riqualificazione dell’immobile, nonché avviare una procedura di evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto a cui affidare la futura gestione del circolo”.

Si arriva a settembre 2025, quando la fondazione respinge anche la proposta del consorzio di una co-progettazione, accogliendo eventuali nuove esigenze. Da qui la scelta di rimettere la gestione, con la diretta conseguenza che quattro persone hanno perso il posto di lavoro, tra cui due svantaggiati secondo la norma sulla cooperazione sociale. Altre due persone avranno una significativa riduzione d’orario.

Rimane aperta, anche per noi come soci fondatori di Bottega Terzo Settore, la questione del futuro del sito – conclude il presidente – sul quale abbiamo investito significativamente e per il quale non sono ancora emersi orientamenti chiari: non è ancora noto se la fondazione intenda concedere la struttura in locazione e se intenda preservarne la vocazione sociale. Tutto ciò ci porta inevitabilmente a rilevare una evidente discontinuità tra i valori che avevano ispirato la scelta dell’affidamento e le decisioni che oggi ne hanno determinato la conclusione. Ci chiediamo, infatti, se i presupposti che undici anni fa avevano giustificato l’affidamento di una struttura a vocazione sociale al Consorzio Il Picchio siano realmente coerenti con le scelte che la Fondazione sta compiendo oggi.»


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