Il gioco e la materia contro l’isolamento da smartphone: il viaggio fotografico di Simona Viscioni

 

In un’era dominata da schermi sempre accesi e profili social che rischiano di sostituire il contatto umano, la fotografa sambenedettese Simona Viscioni usa l’obiettivo fotografico come specchio critico del nostro tempo. La fotografa si prepara a inaugurare, il prossimo 17 ottobre alla Galleria Extra Factory di Livorno, la sua nuova mostra personale “PLAYLIFE… giochiamo insieme?”, un progetto nato per far discutere e riflettere. Al centro della ricerca della fotografa rivierasca c’è il delicatissimo e attualissimo tema della dipendenza digitale negli adolescenti. Invece di limitarsi a una sterile denuncia, Viscioni sceglie una strada poetica e materica: mette in contrapposizione l’immaterialità dei dispositivi elettronici con la concretezza del corpo, della sabbia e del gioco vissuto dal vivo. Il progetto ha catturato l’attenzione e il pieno sostegno di Marco Aime, celebre antropologo e scrittore italiano, che ha curato la mostra. Aime definisce gli scatti dell’artista sambenedettese “immagini rivoluzionarie per il fatto di riguardare un passato che potrebbe diventare futuro”. Il messaggio di “PLAYLIFE” è un manifesto generazionale: il gioco, quello vero e terapeutico, non ha bisogno di algoritmi o aggiornamenti di sistema, ma richiede soltanto la presenza e la condivisione reale. Per la fotografa si tratta di un importante ritorno in terra labronica, spazio espositivo che l’ha già vista tra i finalisti del Premio Ciampi. La mostra, promossa da Tessere Fine Art e dall’Associazione Culturale Alisea, sarà tenuta a battesimo sabato 17 ottobre alle ore 17:30. L’esposizione resterà aperta fino al 31 ottobre (in Via della Pina d’Oro 2, Livorno) con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:30 alle 19:30, a eccezione del martedì (giorno di chiusura) e della domenica mattina.


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