Il regista ascolano Tibor Cecchini firma il suo primo film: “La casa delle fate” con Alessandro Haber

Il regista ascolano Tibor Cecchini debutta nel mondo del cinema con “La casa delle fate”, un progetto cinematografico dedicato a un tema di forte attualità: il bullismo e il cyberbullismo. Il film, realizzato dall’associazione di volontariato Egeria Odv, in collaborazione con la compagnia teatrale “Il piccolo siparietto” e il gruppo teatrale “Opera Show”, vede la partecipazione straordinaria dell’attore Alessandro Haber, volto noto del cinema italiano.

La pellicola nasce da una sceneggiatura di Giorgia Spurio, su soggetto di Marco Pietrzela, e racconta una storia contemporanea che affonda però le proprie radici nelle tradizioni del territorio piceno e delle aree limitrofe. Le riprese coinvolgono diversi luoghi tra Marche e Abruzzo: Ascoli Piceno, in particolare Rosara, Ripatransone, Roccafluvione, Castignano e Sant’Egidio alla Vibrata.

“La casa delle fate” è pensato soprattutto per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, ma si rivolge anche a un pubblico più adulto. Il film affronta tematiche complesse con un linguaggio accessibile, capace di stimolare riflessioni e dibattiti su fenomeni che segnano profondamente la vita di molti giovani.

Il progetto coinvolge i volontari di Egeria Odv, attori locali provenienti soprattutto dal mondo teatrale, il dronista Mattia Laurenzi e gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Omnicomprensivo “Primo Levi” di Sant’Egidio alla Vibrata-Ancarano.

Per Tibor Cecchini, il film rappresenta molto più di un esordio cinematografico. «Per me non è solo un film, ma un percorso fatto di lavoro, emozioni e crescita», spiega il regista, sottolineando la volontà di affrontare il bullismo come una realtà spesso sottovalutata, ma capace di lasciare segni profondi. Cecchini evidenzia anche il valore del lavoro di squadra, dalla scrittura delle scene alle musiche, dal trucco alla recitazione, fino al contributo delle comparse e dei giovani interpreti.

Particolarmente significativa, per il regista, è stata la collaborazione con Alessandro Haber: un’esperienza definita formativa e intensa, capace di arricchire tutto il gruppo di lavoro. Haber, nella sua carriera, ha preso parte a numerosi successi del cinema italiano, tra cui Il Ciclone, I Laureati, Parenti serpenti, Fantozzi subisce ancora e molti altri.

La direzione degli attori è stata affidata a Walter Galotto, che nel film interpreta anche il ruolo del professor Galli, insegnante vicino alla protagonista Giada. Galotto racconta l’esperienza come un passaggio stimolante dal teatro alla macchina da presa, valorizzando il clima di entusiasmo e il messaggio educativo della pellicola. Al suo fianco anche Maria Grazia Isolini, che descrive il progetto come un’immersione tra sogno e realtà, capace di parlare ai giovani di speranza, rispetto, affetti e voglia di vivere.

Le protagoniste del film sono le giovanissime Francesca Galiè e Marta Galotto. Entrambe definiscono l’esperienza intensa, emozionante e profonda, soprattutto per la possibilità di confrontarsi con un tema delicato come il bullismo attraverso il linguaggio del cinema.

Un ruolo centrale è affidato anche alle musiche originali, firmate dal compositore ascolano Marco Pietrzela Cauti. Le sue composizioni accompagnano le emozioni del film e nascono in due momenti molto personali della sua vita, legati alla nascita della figlia Cecilia e a un successivo periodo di ricovero, fortunatamente risolto positivamente.

Con “La casa delle fate”, il cinema diventa così strumento di sensibilizzazione, educazione e comunità. Un progetto nato in gran parte su base volontaria, sostenuto dalla passione di tante persone e da un messaggio semplice ma fondamentale: nessuno deve sentirsi solo.


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