La Cna: “Un trend preoccupante per la nostra imprenditoria”

Sta per volgere al termine un’annata decisamente complessa per il tessuto imprenditoriale del Piceno.

Come di consueto, in vista del nuovo anno e a distanza di ormai quasi 4 anni dallo scoppio dell’emergenza sanitaria, per la CNA di Ascoli Piceno è tempo di tracciare un primo bilancio dei 12 mesi di un anno, il 2023, che avrebbe dovuto segnare il tanto atteso rilancio economico e che invece, ancora una volta, ha assistito all’avvento di nuove criticità e al consolidamento di trend decisamente preoccupanti per il futuro dell’imprenditoria locale.

Sebbene l’economia globale continui a recuperare terreno dopo la pandemia, le crisi internazionali e l’ondata inflazionistica, con una crescita globale attesa stimata in un +3% nel 2023 e in un +2,9% per il 2024, Banca d’Italia delinea per il nostro Paese un quadro macroeconomico che risente dell’irrigidimento delle condizioni monetarie e creditizie per imprese e famiglie, conseguente al forte rialzo dei tassi di interesse. Ne deriverebbe una crescita percentuale annua sensibilmente inferiore di quella prevista a livello globale, con un +0,7% nel 2023, +0,6% nel 2024 e +1,1% per il 2025 e il 2026.

Restringendo il campo in ambito regionale e provinciale, tuttavia, il quadro complessivo non fa che registrare ulteriori criticità in ottica presente e, soprattutto, futura. Se, da un lato, secondo i dati elaborati dal Centro studi CNA Marche nel terzo trimestre 2023 il numero degli occupati su scala regionale aumenta (20.182 in più rispetto allo stesso trimestre 2022, +3,2%) in misura maggiore rispetto al dato nazionale (+2,1%), dall’altro è nella crescita in questione che si annidano le principali cause di un bilancio che, per il 2023, si preannuncia negativo.

Il numero degli occupati, infatti, aumenta grazie all’ascesa della componente dei lavoratori dipendenti (+6,7%), sufficiente a colmare il netto calo degli indipendenti (-8,2%), 12.428 in meno rispetto al trimestre di un anno fa, numeri che fanno riflettere sul forte e sistematico ridimensionamento del numero di imprese attive che affligge da anni la nostra regione e, almeno quest’anno, anche il Piceno.

Come ormai noto, nei primi nove mesi del 2023 la demografia d’impresa registra nelle Marche, rispetto allo stesso periodo del 2022, una notevole perdita di imprese attive (-4384, pari al -3,1%), in assoluto la più significativa dell’intero Paese (-35.365 imprese: -0,7%). In particolare, nel periodo gennaio-novembre 2023 le aziende attive nella provincia di Ascoli diminuiscono rispetto allo stesso periodo del 2022 di ben 1.448 unità (-7,0%) , dunque ancor più velocemente rispetto a quanto avviene nel resto delle Marche.

Imprese attive per macrosettore

  2022 2023 var.ass. var% var.%

MARCHE

Agricolt. silvicolt. e pesca 3.540 3.229 -311 -8,8 -6,0
Industria in senso stretto 2.277 2.117 -160 -7,0 -3,8
Costruzioni 2.781 2.517 -264 -9,5 -4,1
Servizi 12.061 11.345 -716 -5,9 -2,9
nc 6 9 3 50,0 -9,1
TOTALE AP 20.665 19.217 -1.448 -7,0 -3,7
TOTALE MARCHE 140.979 135.735 -5.244 -3,7  

Fonte: elab. centro studi CNA Marche su dati della Camera di Commercio delle Marche – Opendata – Infocamere Movimprese

Il maggior ritmo di contrazione del tessuto di imprese provinciale riguarda tutti i macrosettori, ma in particolare le attività di costruzione, dove la differenza nella diminuzione percentuale delle imprese tra provincia e regione supera i 5 punti (-9,5% la provincia, -4,1% la regione). Il divario nel ritmo di diminuzione delle imprese risulta rilevante anche nelle attività dell’industria in senso stretto (che comprendono estrazioni, manifatture, energia, acqua fogne e rifiuti), che perdono in provincia il 7,0% delle imprese (-3,8% la regione), e nelle attività di servizio (-5,9% in provincia e -2,9% in regione).

Per quanto riguarda i singoli settori e con riferimento a quelli principali per numerosità di imprese, la provincia registra nei primi 11 mesi dell’anno una decisa perdita di imprese attive nel commercio e riparazione veicoli  (-9,8%, quasi il doppio rispetto al -5,5% della regione), nelle manifatture (-7,4% contro -3,8% per la regione), nelle costruzioni (-9,5% contro il -4,1% delle Marche) e nei servizi di alloggio e ristorazione (-6,2% contro il -2,9%).

Di rilievo appare anche la diminuzione di imprese che si registra sia nel settore dei servizi alle imprese denominato noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese dove il calo è del -5,8% a fronte del  -1,4% della regione, sia nel settore delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento dove la provincia registra -4,8% a fronte di un -1,3% della regione.

 

Il quadro demografico d’impresa nel Piceno risulta inevitabilmente condizionato da un ricambio generazionale che fatica a imporsi nei quadri dirigenziali delle piccole e medie imprese del territorio, con saldamente alla guida imprenditori ormai esperti e prossimi alla pensione, ma ancora lontani dal passare la mano alle nuove generazioni.

Si tratta di un trend consolidato nel Piceno, riconducibile a diverse motivazioni – dal timore di intraprendere un’avventura imprenditoriale alla mancanza di formazione adeguata ad affrontare le sfide del fare impresa, senza dimenticare le problematiche che da anni affliggono l’artigianato e la piccola e media impresa – che rendono sempre più difficile trovare dei giovani disposti a mettersi in gioco. In questo senso, oltre un terzo degli imprenditori individuali attivi nel Piceno ha superato i 60 anni di età (34,1%), mentre la fascia 36-60 anni comprende il 57,3% delle imprese individuali della provincia.

E i giovani? Alcuni settori strategici possono contare su una partecipazione imprenditoriale giovanile sopra la media, come l’estetica, i servizi di comunità e la comunicazione, ma non può far riflettere l’esiguo 0,9% riservato ai giovani fino a 25 anni tra le imprese individuali del Piceno. Una percentuale corrispondente a sole 109 aziende, che superano le 1.000 unità andando a comprendere anche la fascia 25-36 (927 unità), senza per questo aggiudicarsi neppure il 10% del mercato (8,6%).

Che i giovani facciano sempre più difficoltà a intraprendere un percorso imprenditoriale è confermato dal numero di iscrizioni annuali, che in provincia calano a un ritmo decisamente elevato (-25,3% tra 2012, quando erano 1.399, e le 1.045 del 2022), sebbene meno intenso delle altre province marchigiane, con una media regionale che si attesta su un preoccupante -31%. Tuttavia, nei primi 11 mesi del 2023 le iscrizioni di nuove imprese nella provincia (-2,7%) sono diminuite, rispetto al 2022, più velocemente rispetto al resto delle Marche.

 

Nella provincia di Ascoli Piceno l’export manifatturiero diminuisce (-16,5%) in maniera più consistente di quello regionale (-9,6%), ma se si considera il dato al netto dell’export di articoli farmaceutici il calo risulta assai più contenuto (-2,5%). In particolare, a diminuire sono le esportazioni degli articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (-18,1%) ma anche quello del sistema moda (-1,9%), in controtendenza con la crescita a livello regionale (+8,0%). Nell’ambito della moda, si evidenzia soprattutto il calo dell’export di pelli e calzature (-3.2%), anche in questo caso in controtendenza con il dato regionale (+6,6%), e la crescita dell’export di abbigliamento (+7,9%) inferiore però alla performance del settore nel complesso della regione (+15,2%). Cala anche l’export dei prodotti tessili (-3,7%; nella regione -4,3%), mentre cresce decisamente quello di produzioni (tra le più rilevanti nell’export) come computer e apparecchi elettronici e ottici (+37,8%), parti e accessori per auto veicoli (+55,9%), carrozzerie per autoveicoli (con un clamoroso +471,4%), aeromobili veicoli spaziali e relativi dispositivi (+10,3%).

Le assunzioni, invece, risultano in calo tendenziale in tutte le province delle Marche con dinamiche assai prossime tra loro: si va dal -5,3% di Fermo al -8,1% di Pesaro e Urbino, mentre nella provincia di Ascoli si registra un -5,9%. Per tutte le province si riscontra, inoltre, un considerevole recupero rispetto al valore del trimestre precedente: tale dinamica è la più accentuata per Ascoli (+35,5%) tra le altre province marchigiane.

Le opportunità di lavoro in provincia appaiono in leggero calo tendenziale: nel mese di dicembre, secondo il Sistema Excelsior, per le imprese della provincia sono previste 1.100 assunzioni, 20 in meno rispetto allo stesso mese dell’anno prima (-1,9%). Nel trimestre tra dicembre 2023 e febbraio 2024, invece, le assunzioni previste saliranno a 4.040, pur restando al di sotto di 80 unità rispetto allo stesso trimestre del 2023, con un calo pari al -2,0%.

Secondo Excelsior, nel 21% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 79% saranno a termine, concentrandosi per il 69% nel settore dei servizi e per il 75% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Inoltre, per una quota pari al 34% interesseranno giovani con meno di 30 anni, mentre nel 22% dei casi le imprese prevedono di assumere personale immigrato.

 

Nonostante le difficoltà e le incertezze che aleggiano sul futuro del tessuto imprenditoriale locale, come di consueto anche il 2023 ha visto la CNA di Ascoli Piceno particolarmente attiva sul fronte dell’attività sindacale, abbinata a una serie di iniziative ed eventi finalizzati alla valorizzazione delle eccellenze artigiane del territorio.

A partire dalle prime settimane dell’anno, con il supporto costante degli enti locali, l’associazione si è fatta promotrice di manifestazioni che, tra interessanti novità e gradite conferme, hanno rappresentato preziosi momenti di confronto tra addetti ai lavori e nuove generazioni, fornendo spunti di riflessione utili per stimolare la creazione d’impresa, consolidare i progetti aziendali già avviati e svilupparne di nuovi, senza per questo mettere da parte l’attenzione al sociale che da sempre caratterizza l’universo CNA.

È indubbiamente il caso delle iniziative promosse insieme alla Questura di Ascoli e dedicati alla sicurezza di imprenditori, cittadini e pensionati, in un proficuo rapporto di collaborazione coltivato nel tempo e sfociato nella pubblicazione del vademecum per la sicurezza delle imprese e delle attività commerciali a diretto contatto con il pubblico. Si tratta di un documento aggiornato e dal carattere estremamente pratico, in grado di racchiudere in poche pagine indicazioni utili per prevenire e contrastare truffe e potenziali casi di violenza e pericolo per imprenditori, esercenti e loro clienti.

Al tempo stesso, per favorire lo sviluppo del bacino portuale di San Benedetto, la CNA di Ascoli Piceno, il Circolo Nautico Sambenedettese, il Consorzio Nuovo Porto, la Lega Navale e l’Amministrazione comunale di San Benedetto hanno presentato un progetto di recupero e valorizzazione di una darsena da destinare a settori emergenti come la cantieristica, la nautica da diporto e il diporto professionale.

Come da tradizione, per sostenere il settore manifatturiero e della moda alle prese con la sfida del ricambio generazionale e le difficoltà legate al calo delle esportazioni, anche quest’anno la CNA di Ascoli Piceno ha puntato sulla valorizzazione delle eccellenze nostrane del fashion promuovendo la nona edizione di Fashion Mood, la sfilata di alta moda che per la prima volta, oltre che nell’ormai abituale piazza Kursaal a Grottammare, ha fatto tappa anche al Circolo tennis Maggioni di San Benedetto per uno straordinario doppio appuntamento dedicato alle splendide creazioni del settore moda del Piceno.

Dalla moda alla rievocazione storica, anche in questo 2022 la Quintana di Ascoli ha visto la CNA e i suoi maestri orafi in prima linea con gli Ori delle Dame, il progetto legato alla valorizzazione delle eccellenze artigiane del Piceno che quest’anno ha festeggiato la tredicesima edizione con un ulteriore appuntamento interamente dedicato ai sestieri cittadini e ai mestieri artigiani.

La riscoperta del saper fare del Piceno, in fondo, rappresenta il cardine di una progettualità portata avanti nel segno della formazione e dell’orientamento imprenditoriale delle nuove generazioni, come confermato dai diversi appuntamenti promossi in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio per condividere esperienze, conoscenze e strumenti utili all’inserimento nel mondo del lavoro attraverso un confronto costruttivo tra imprenditori di oggi e di domani.

Si spiega in questo senso la partecipazione della CNA di Ascoli Piceno a eventi a tema promossi sul territorio come Exporienta e l’Expo del Lavoro e dell’Orientamento, ma soprattutto la scelta di investire ulteriormente nella formazione anche nell’anno a venire. L’imminente trasferimento dell’ufficio di Ascoli in una sede più ampia, sempre in via Indipendenza, ma soprattutto l’apertura di un nuovo ufficio in via Mutilati e invalidi del Lavoro, in piena Vallata del Tronto, consentirà di riservare un ruolo di maggiore rilievo alla formazione, in un percorso di crescita che negli anni ha visto oltre 1.300 ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori apprendere dai maestri artigiani del territorio i principi fondamentali dell’autoimprenditorialità e del saper fare.

 

In attesa di raccogliere i frutti di un’intensa attività di formazione, la CNA di Ascoli Piceno continua a lavorare per assicurare il dovuto sostegno da parte delle istituzioni a un’imprenditoria locale ormai stremata dalle criticità ormai annose che, in assenza di tempestivi provvedimenti, rischiano di precludere ogni prospettiva futura per alcuni settori chiave dell’economia picena.

È indubbiamente il caso del Superbonus, la cui riduzione del beneficio 70% a partire dall’1 gennaio provocherebbe effetti economici e sociali devastanti, peggiorando ulteriormente un quadro generale già complesso per via dei crediti incagliati. Si tratta di una questione ormai ben nota ai residenti negli 11.489 edifici marchigiani coinvolti, alla fine di ottobre, nei lavori di efficientamento energetico, per un giro di affari da 2,5 miliardi di euro di investimenti complessivi. Se un cantiere su quattro non riuscirà a concludere i lavori entro la scadenza del 31 dicembre, la CNA di Ascoli Piceno ribadisce la necessità di una proroga urgente di almeno tre mesi per i condomini, utile a scongiurare il rischio di contenziosi tra cittadini e imprese, con un impatto ridotto sulle finanze pubbliche e notevoli vantaggi per le realtà imprenditoriali e sociali coinvolte.

Superbonus a parte, una delle principali problematiche che condizionerà inevitabilmente la produttività del Piceno anche nel 2024 è rappresentata dalla carenza di manodopera specializzata. Come noto, le aziende riscontrano sempre più difficoltà nel reperire risorse umane adeguatamente formate o da formare in relazione a un’offerta di lavoro paradossalmente crescente, quantomeno in determinati settori.

In particolare, le imprese delle Marche stanno cercando 7.710 lavoratori e prevedono di assumerne 30.890 entro la fine di febbraio 2024, ma in 52 casi su 100 – che salgono a 54 nel Piceno – hanno difficoltà a trovare i profili desiderati. Siamo di fronte a un fenomeno indubbiamente preoccupante, che impedisce di portare a termine investimenti sul personale anche per via delle logiche che ad oggi regolano i rapporti tra datori di lavoro, manodopera e agenzie interinali. Ad oggi, infatti, l’assunzione in termini concorrenziali di risorse specializzate o di giovani desiderosi di muovere i primi passi nel mondo del lavoro rappresenta sempre più un’utopia, condizionando negativamente l’incontro tra domanda e offerta.

A peggiorare ulteriormente il quadro generale è stato il recente e vertiginoso aumento dei tassi di interesse disposto dalla Banca centrale europea. Una scelta, quella della Bce, messa fermamente in discussione dalla CNA di Ascoli Piceno, dato che la volontà di insistere nella politica di incremento dei tassi rischia di tagliare definitivamente le gambe alla crescita economica.

In questi mesi, infatti, la crescita dei tassi ha già avuto notevoli ripercussioni sulla quotidianità del tessuto imprenditoriale e della cittadinanza, mettendo a rischio la sopravvivenza dei soggetti più fragili come le famiglie e le micro, piccole e medie imprese, che per finanziarsi ricorrono necessariamente a mutui e prestiti.

In quest’ottica, in piena condivisione con famiglie, imprenditori, fornitori di materie prime e rappresentanti della logistica e della distribuzione, anche nel 2024 la CNA garantirà il proprio impegno per accrescere la competitività ed efficienza delle aziende, garantendo stabilità, possibilità di investimento e ricadute positive sui consumatori.

 

Per favorire la ripresa dell’imprenditoria locale e traghettarla verso una nuova era in cui artigiani e imprenditori del Piceno, giovanili e consapevoli, possano accogliere le nuove richieste del mercato e dar vita a progetti ad alto tasso innovativo, sarà necessario fornire un sostegno concreto a chi fa impresa.

A questo proposito, la Regione Marche ha annunciato l’istituzione di “Credito Futuro Marche”, il fondo di partecipazione pensato per agevolare l’accesso al credito per esigenze di investimento o di liquidità delle imprese e dei lavoratori autonomi, raccogliendo idealmente l’eredità della legge regionale 13/2020.

Si tratta di una misura che garantirà 20 milioni di euro in liquidità e opportunità di investimento a condizioni agevolate alle piccole realtà imprenditoriali del territorio. Sulla scia delle risorse stanziate nell’ambito del Pnrr, con un bilancio finale del programma Next Appennino pari a 2.541 progetti imprenditoriali presentati, per 2,343 miliardi di investimenti e 1,490 miliardi di agevolazioni richieste, che dovranno rappresentare un’opportunità di rilancio economico e riqualificazione immobiliare e sociale anche per l’anno a venire, sarà inoltre importante fornire sostegno alle aziende non solo in avvio, ma anche nella delicata fase del consolidamento dell’attività, in modo da scongiurare il rischio di premature chiusure.

La bassa percentuale di disoccupazione riscontrata nella nostra regione, con -11.757 disoccupati (-25,5%) nel terzo trimestre 2023 rispetto al medesimo periodo del 2022 rappresenta senza dubbio una notizia incoraggiante per un territorio che, tuttavia, deve fare i conti con le conseguenze di un progressivo invecchiamento demografico. In questo senso, la speranza di vita degli uomini (81,2 anni) e delle donne (85,4 anni) marchigiane risulta sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale (ferma rispettivamente a 80,6 e 84,8 anni), esprimendo al meglio l’alta qualità della vita di una regione che merita di poter contare su un tessuto imprenditoriale all’altezza.

Per poter raggiungere l’obiettivo, oltre ad aiutare i giovani a individuare la propria strada, sarà importante sfruttare al meglio e concedere un’occasione professionale ai 129.000 immigrati residenti in pianta stabile nelle Marche, che potrebbero rappresentare un valore aggiunto per colmare la carenza di manodopera accusata dalle nostre imprese. Anche in quest’ottica, oltre a dialogare con le scuole del territorio per offrire a studenti e famiglie maggiori opportunità di inserimento lavorativo, la CNA ha presentato al governo un progetto finalizzato a dar vita a dei corridoi professionali per cittadini stranieri, da formare nei Paesi di origine e da impiegare poi sul territorio, favorendo l’integrazione e la ripresa di alcuni settori cardine dell’economia locale.

Sarà necessario, inoltre, che le istituzioni adottino delle soluzioni efficaci per risolvere alla radice alcune problematiche che, in vista del 2024, rischiano di frenare la crescita economica e sociale del territorio. In primo luogo, sarà necessario proseguire il dialogo per l’estensione della Zes anche al Piceno, in modo da non compromettere le potenzialità di investimento del territorio in un confronto oggi iniquo con il vicino Abruzzo. Inoltre, per aiutare concretamente le aree interne e consentire alle comunità locali di competere sul piano imprenditoriali, le istituzioni dovranno concedere una proroga annuale alla sospensione dei mutui delle aziende del cratere sismico e alla Zona Franca Urbana, provvedendo contestualmente alla riapertura della rottamazione quater in area sisma in quanto, causa sospensioni fiscali, i contribuenti non hanno potuto rottamare le cartelle relative agli anni d’imposta 2016, 2017 e 2018 poiché notificate dopo giugno 2022. Infine, resta ancora sullo sfondo l’attuazione dello sgravio Inps e Inail nell’area del cratere, con le aziende che ad oggi, in assenza di istruzioni fornite agli uffici periferici dalle sedi centrali dei due istituti, continuano a pagare regolarmente le rate senza veder riconosciuto il credito loro spettante.

«Reduce da un 2023 all’insegna di serie criticità sul piano dell’accesso al credito e del reperimento di personale, nel 2024 il tessuto imprenditoriale del Piceno sarà chiamato a sfruttare al meglio le opportunità messe a disposizione dallo Stato e dagli enti locali per l’avvio e il consolidamento di imprese realmente innovative – commentano Francesco Balloni e Arianna Trillini, rispettivamente direttore e presidente della CNA di Ascoli Piceno – Con il sostegno delle istituzioni e dell’associazione, l’attenzione alla qualità e le potenzialità produttive e culturali che da sempre rappresentano il fiore all’occhiello del nostro territorio dovranno trainare la ripresa dell’economia picena, ad oggi ancora frenata da una serie di annose problematiche da risolvere e archiviare al più presto per dare stabilità alla nostra comunità e avvicinare sempre di più i giovani al mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa».

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