L’Arengo vara un nuovo regolamento per governare meglio le nuove attività commerciali nel centro storico
Il Comune di Ascoli Piceno ha approvato in Giunta un nuovo regolamento sul commercio nel cuore del centro storico, che ora dovrà passare al voto del Consiglio comunale. L’obiettivo dichiarato è governare meglio le nuove aperture nel centro, puntando su qualità, diversificazione dell’offerta, decoro, tutela del patrimonio storico e maggiore vivibilità. Si tratta di un progetto pilota di 12 mesi, prorogabile per altri 12. Dopo due anni l’amministrazione valuterà i risultati.
Nel perimetro più centrale della città — tra piazza Ventidio Basso, via Cairoli, via del Trivio, piazza Roma, piazza Arringo, piazza Viola e corso Trento e Trieste — verranno introdotte limitazioni per alcune nuove attività commerciali considerate poco coerenti con la funzione e il pregio del centro storico. Le categorie interessate comprendono somministrazione di alimenti e bevande, commercio alimentare, distributori automatici, attività artigianali alimentari, money change/transfer, phone center e internet point, compro-oro e attività di scommesse o gioco con vincite in denaro.
Il punto importante, però, è che non viene vietata in assoluto l’apertura di nuovi locali food. Potranno essere autorizzati quelli riconducibili ai cosiddetti “progetti speciali”, cioè proposte che offrano qualcosa di distintivo e qualificante. Sono previste deroghe, tra cui farmacie, parafarmacie ed erboristerie per determinati prodotti, alcune forme speciali di commercio e attività temporanee legate a eventi autorizzati dal Comune. Un altro capitolo riguarda la qualità e il decoro degli esercizi commerciali. I commercianti devono curare locali e spazi antistanti; la merce non può essere esposta direttamente a terra né appesa a colonne, pilastri, catene dei portici, tende, soglie o stipiti. Monitor, videowall e dispositivi luminosi promozionali possono essere collocati solo all’interno delle vetrine. Vietato inoltre lasciare davanti agli esercizi cartoni, casse o altro materiale dell’attività.
Saranno quindi valutati favorevolmente, per esempio, locali che valorizzano prodotti tipici, Dop, Igp, presìdi Slow Food e produzioni delle aree interne; attività legate alla cucina italiana e alla sua tradizione culturale; proposte di cucina internazionale autentica o innovativa, purché aumentino la qualità e la varietà dell’offerta e progetti commerciali considerati originali, riconoscibili e capaci di generare valore aggiunto per il centro storico.
Sono introdotti obblighi anche per i locali commerciali sfitti: proprietari e possessori devono mantenere pulite serrande, vetrine e ingressi, eliminare manifesti e volantini non autorizzati e rimuovere gli impianti inutilizzati. Le nuove limitazioni non si applicano alle pratiche già presentate al SUAP o al SUE prima dell’entrata in vigore del regolamento.
Come spiega il sindaco Marco Fioravanti “Il centro storico non deve diventare monotematico, con una concentrazione eccessiva della stessa tipologia di attività. Si vuole invece creare un mix commerciale più equilibrato, nel quale convivano ristorazione, negozi tradizionali, attività non food, negozi storici e nuove proposte di qualità. Una maggiore diversificazione potrebbe produrre anche effetti indiretti: più attrattività turistica, maggiore permanenza dei visitatori, incremento del valore commerciale delle vie centrali, maggiore decoro e una migliore percezione della sicurezza.
L’assessore al Commercio Laura Trontini ha evidenziato che “È stato un lavoro di squadra, con un contributo essenziale degli uffici comunali. Il regolamento approvato nasce da un confronto precedente: abbiamo raggiunto un accordo con Confcommercio e WAP. Il testo mira a tutelare il patrimonio artistico, culturale e architettonico della città, oltre alla sicurezza e al decoro urbano. Serve inoltre a garantire una diversificazione delle attività nel centro storico e a contenere l’eccessiva espansione dei punti di ristoro, specialmente nell’area indicata dal sindaco, dove si concentra maggiormente il nostro patrimonio. Rispettiamo la libertà d’impresa, ma dobbiamo bilanciarla con la vivibilità della città”.
“Ascoli deve puntare su un’offerta commerciale all’altezza del proprio patrimonio storico e architettonico. Una città più ordinata, attrattiva e con un’offerta diversificata può favorire non soltanto il food, ma anche l’arrivo di nuovi marchi e attività non food” dice Sara Brunone, presidente di WAP.
La presidente di Confcommercio Alessandra Bruni ha invece sottolineato soprattutto “La necessità di tutelare le attività già esistenti, molte delle quali hanno attraversato anni difficili, dalla pandemia alla crisi dei consumi. Limitare un’eccessiva proliferazione di locali tutti uguali viene quindi visto anche come una forma di tutela dell’equilibrio commerciale”
Cristiano Pietropaolo




Lascia un commento