L’Ipsia crea le nuove divise dell’Avis

Una nuova divisa per il direttivo dell’Avis di Ascoli. Per realizzarla, l’associazione che si occupa delle donazioni del sangue nel nostro territorio si è affidata agli studenti dell’Ipsia, l’ istituto professionale statale per l’industria e per l’artigianato, sempre molto creativi nei processi di lavorazione legati al mondo della moda. Le alunne delle quinte classi coinvolte nel progetto dell’Avis Comunale,  si sono adoperate per creare particolari bozzetti che potessero illustrare nuove tipologie di divise da far indossare ai rappresentanti dell’associazione durante gli eventi ufficiali.

La scorsa settimana si sono presentati i risultati dei lavori, attentamente selezionati dai membri del consiglio direttivo dell’Avis. Al termine delle valutazioni, durante l’allestimento di una cerimonia avvenuta presso l’Aula Magna della scuola, alla presenza dei docenti coinvolti e con la supervisione della vicepreside Eliana De Bonis,si è reso noto il lavoro scelto tra i molti consegnati.

Ad essere premiato come il migliore è  quello proposto dall’allieva Elena Garcia, che ha disegnato una divisa, sia per uomo che per donna, secondo la commissione giudicante in grado di unire felicemente il rigore delle finalità dell’Avis con un’indubbia eleganza e una grande attenzione ai dettagli.

Durante l’appuntamento, al quale erano presenti diversi dirigenti dell’Avis Comunale insieme al presidente provinciale Stefano Felice, oltre al premio alla vincitrice, si sono consegnati gadget a tutte le ragazze partecipanti, che ovviamente sono sensibilizzate alla scelta della donazione, sempre più necessaria a partire dalle nuove generazioni. Il presidente Maria Pia Mancini, nel suo intervento ha ringraziato il dirigente dell’Ipsia Edo Evangelisti per aver accolto il progetto e per l’accoglienza riservata all’Avis, sottolineando l’elevata qualità dei lavori presentati, frutto dell’abilità e dell’impegno delle studentesse, auspicando in un ottica di sempre maggior coinvolgimento dell’Avis verso i giovani e la speranza  di poter in futuro avere altre  forme di collaborazioni con l’Ipsia.    

 

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