Passaporto Digitale del Prodotto: la Camera di Commercio delle Marche accompagna le imprese

Camera Commercio Ascoli

 

C’è una novità importante che offre alle imprese una possibilità concreta per valorizzare i propri prodotti, raccontarne l’origine, la qualità e la sostenibilità e rendere più trasparenti le informazioni lungo la filiera. È il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP), la “carta d’identità” digitale che l’Unione europea sta introducendo progressivamente per diverse categorie di beni. Una trasformazione che richiederà alle aziende nuovi processi e sulla quale la Camera di Commercio delle Marche è impegnata ad accompagnare e orientare le imprese, fornendo informazioni e strumenti per comprendere per tempo cosa cambierà, quali saranno gli obblighi e quali opportunità potranno aprirsi. Il webinar della Camera di Commercio delle Marche Per accompagnare le imprese in questo percorso, il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio delle Marche organizza lunedì 5 ottobre, dalle 11 alle 13, il webinar “Passaporto digitale del prodotto (DPP): obblighi, opportunità e strategie per le imprese”.

L’incontro sarà dedicato al quadro normativo europeo, ai requisiti e alle informazioni che le imprese dovranno gestire, agli effetti sui processi aziendali e alle strategie per prepararsi all’introduzione del passaporto. L’incontro sarà tenuto da Raffaele Maxia, esperto Dintec, il consorzio per l’innovazione del sistema camerale. Seguiranno alcune testimonianze relative a possibili applicazioni del DPP al settori del calzaturiero, dei pannelli fotovoltaici e dell’edilizia. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione su Eventbrite; agli iscritti sarà inviato via email il link per partecipare al webinar il giorno dell’evento.

Il Passaporto Digitale del Prodotto permetterà di trovare in formato digitale le principali informazioni relative a un bene. L’accesso potrà avvenire, per esempio, attraverso un QR code. A seconda della categoria, potranno essere indicati i materiali e i componenti utilizzati, l’origine, le caratteristiche di sicurezza e conformità, le prestazioni ambientali, la possibilità di riparare il prodotto, di riutilizzarlo o di riciclarne le parti. Per le imprese il cambiamento riguarda quindi il modo di raccogliere, organizzare e rendere disponibili i dati sui propri prodotti. È anche qui che il DPP può diventare uno strumento di valorizzazione. Un’azienda potrà infatti rendere più facilmente verificabili caratteristiche che già oggi possono rappresentare un elemento distintivo sul mercato: la provenienza delle materie prime, la qualità dei materiali, la durata del prodotto, la possibilità di ripararlo e il modo in cui può essere recuperato a fine vita. A che punto sono le imprese Ma quanto sono preparate le imprese ad affrontare questo passaggio?

Un recente studio europeo di KPMG, condotto su più di 70 organizzazioni, rileva un livello elevato di consapevolezza sul Passaporto Digitale del Prodotto, ma una preparazione ancora disomogenea. Tra le principali difficoltà emergono la qualità dei dati provenienti dai fornitori, le specifiche tecniche ancora in evoluzione e l’integrazione del passaporto nei sistemi aziendali. Allo stesso tempo, le organizzazioni coinvolte riconoscono al DPP potenzialità che vanno oltre il rispetto delle regole: tra i benefici attesi KPMG indica una maggiore fiducia del mercato e un possibile incremento della domanda, mentre la trasparenza viene considerata un elemento importante per rendere confrontabili le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti. Il quadro europeo e la tabella di marcia Il passaporto rientra nel percorso europeo per rendere i prodotti più sostenibili, durevoli, riparabili e riciclabili ed è previsto dal regolamento europeo 2024/1781, noto come Ecodesign for Sustainable Products Regulation, ESPR, entrato in vigore nel luglio 2024.

Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) fa capo al Regolamento UE sulla Progettazione Ecocompatibile per i Prodotti Sostenibili (ESPR – Ecodesign for Sustainable Products Regulation), affiancato da normative settoriali specifiche come il Regolamento Batterie. L’obbligo non scatta contemporaneamente per tutti, ma segue una tabella di marcia progressiva definita dalla Commissione Europea. I primi settori chiamati in causa saranno Batterie e Veicoli Elettrici (già dal febbraio 2027), a seguire Tessile e Moda (assai rilevante nel nostro territorio) ** **con focus su composizione dei materiali, tracciabilità della filiera, riciclabilità e impatto ambientale (Carbon Footprint), Elettronica e ICT (Prodotti elettronici di consumo, smartphone, tablet e apparecchiature informatiche, valutati prioritari per l’alto tasso di sostituzione e la presenza di materie prime critiche) Ferro, Acciaio e Alluminio (Prodotti Intermedi), e **Pneumatici, Chimica e Detergenti: Materiali consumo e chimici destinati a seguire a breve distanza nella pianificazione dell’UE.

Il settore delle costruzioni Anche il settore delle costruzioni è coinvolto. Il regolamento europeo sui prodotti da costruzione prevede infatti un passaporto digitale dedicato, la cui applicazione sarà definita attraverso successivi provvedimenti della Commissione europea. Come prepararsi Per le imprese prepararsi significa soprattutto mettere ordine nelle informazioni già disponibili e capire quali elementi sarà necessario raccogliere. Potranno essere coinvolti diversi passaggi della produzione, dai fornitori delle materie prime fino alla distribuzione, perché i dati relativi al prodotto dovranno accompagnarlo lungo il suo percorso. Il DPP può così diventare anche un modo per raccontare e dimostrare la qualità di una produzione. Per un’impresa che ha investito nella tracciabilità, nella sostenibilità dei materiali, nella durata dei beni o nella possibilità di ripararli, rendere queste caratteristiche accessibili e verificabili può rappresentare un elemento di riconoscibilità e competitività sui mercati. Per le imprese marchigiane, il passaporto digitale è quindi un cambiamento al quale iniziare a guardare per tempo: conoscere le informazioni che saranno richieste, organizzare i dati disponibili e capire come utilizzarli significa arrivare preparati a una trasformazione che nei prossimi anni interesserà un numero sempre maggiore di prodotti e di filiere.