Sicurezza urbana: controlli a tappeto da parte della Polizia Locale
San Benedetto, 45 anni fa la tragedia del Ballarin. Il pensiero del sindaco Mozzoni: “La città si raccoglie nel ricordo delle vittime e di una delle pagine più dolorose della propria storia”
Sono passati tantissimi anni, ben 45, ma la ferita resta ancora aperta per la città di San Benedetto. Era il 7 giugno 1981 quando al Ballarin si consumò una delle peggiori tragedie avvenute in uno stadio di calcio italiano. Una festa per la promozione in serie B della Sambenedettese si trasformò in un inferno, provocando la morte di due giovani ragazze e il ferimento di oltre 160 persone. Poco prima dell’inizio della partita Sambenedettese-Matera, la curva sud era gremita da oltre 12.000 tifosi. Un fumogeno cadde accidentalmente su circa 7 quintali di carta e strisce preparate per la coreografia. Il materiale prese fuoco all’istante, scatenando una fiammata che avvolse rapidamente il settore. Persero la vita due giovani ragazze, Carla Bisirri (21 anni) e Maria Teresa Napoleoni (23 anni), entrambe decedute alcuni giorni dopo all’ospedale Sant’Eugenio di Roma a causa delle gravissime ustioni. Più di 160 persone rimasero ustionate o ferite nella calca. I soccorsi furono complicati e l’emergenza richiese l’intervento dell’aeronautica militare con elicotteri per il trasporto dei feriti nei centri specializzati. La tragedia mise in luce le gravi carenze strutturali dell’impianto, come l’inefficienza degli idranti e la difficoltà di aprire i cancelli di emergenza. A seguito degli eventi, l’impianto venne progressivamente abbandonato fino alla costruzione dell’attuale stadio Riviera delle Palme.
Il sindaco Nicola Mozzoni ha voluto rivolgere un pensiero: “Oggi la città si raccoglie nel ricordo delle vittime e di una delle pagine più dolorose della propria storia. Il 7 giugno di 45 anni fa ha segnato profondamente la nostra comunità, lasciando una ferita che il tempo non ha cancellato. Vogliamo rendere omaggio a chi perse la vita e rinnoviamo la nostra vicinanza alle famiglie che hanno vissuto quel dolore. Salvaguardare la memoria è un dovere civico e morale. A nome dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza rivolgo un pensiero a coloro che furono travolti da quella tragedia”.
Redazione




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