San Benedetto al voto, tour tra le vie e i negozi della Riviera per raccogliere le impressioni dei cittadini: “Manca amore per la città, il nuovo sindaco dovrà cercare di sviluppare una campagna di ascolto e dialogo”

 

La partita legata all’elezione del nuovo sindaco di San Benedetto entra nel vivo con le candidature di Nicola Mozzoni, Giorgio Fede e Maria Elisa D’Andrea. Chi di loro riuscirà a prevalere alle urne, nella due giorni programmata per domenica 24 e lunedì 25 maggio, riceverà l’onore di guidare la città e l’onere di ridare speranza ai cittadini di una località dotata di un grande potenziale turistico-economico, ma negli ultimi anni divenuta incapace di cambiare marcia e restare al passo con i tempi. Per cercare di capire meglio quali sono le esigenze dei sambenedettesi, nel corso degli ultimi giorni abbiamo effettuato un giro nelle vie e nei negozi della città per effettuare dei sondaggi a campione sul pensiero attuale della gente. Nelle opinioni raccolte tra il popolo sono emerse esigenze, necessità e proposte per provare a rendere la Riviera migliore. Innanzitutto molti degli intervistati hanno parlato di “una mancanza di amore per la città e nei confronti del bene comune”. E questo modo di amministrare San Benedetto ha condotto alla mancanza di servizi e alla necessità di operare una rigenerazione urbana sia dal punto di vista estetico che sotto quello del decoro. Quella attuale è una città statica in cui si è ravvisata l’assenza di innovazione e di una programmazione adatta per favorire la realizzazione di nuove strutture e di interventi volti ad offrire un’immagine bella e rinnovata di quella che resta una delle mete balneari più note d’Italia.

Dal punto dell’accoglienza gli elettori manifestano la necessità di attuare una destagionalizzazione del turismo, per abbracciare visitatori non soltanto nei periodi estivi, ma soprattutto durante quelli invernali. Qualcuno ricorda con piacere gli anni in cui molti film famosi venivano girati a San Benedetto negli anni ’80 e ’90, mentre in epoche recenti la città si era potuta distinguere a livello nazionale con le selezioni di Miss Italia. E grazie a questo genere di lavoro le amministrazioni passate erano riuscite a raggiungere un livello alto di promozione di San Benedetto. Anche dal punto di vista commerciale è necessario operare un cambio delle politiche fallimentari che non hanno permesso una crescita economica dei negozi e delle piccole e medie imprese locali. Nel corso dei mesi sono state molte le attività costrette a dover abbassare la saracinesca per l’insostenibilità dell’esercizio portato avanti. Due gli spunti principali che hanno visto le persone chiedere stabilità delle posizioni lavorative e l’offerta di nuove prospettive per i giovani che purtroppo spesso sono costretti a dover cercare lavoro altrove. L’affluenza alle urne è scesa a causa della sfiducia maturata all’interno di un elettorato alle prese sempre con politici in grado di non incarnare quel rinnovamento necessario di cui ha bisogno la città. “La mancanza di ascolto, un contatto diretto costante nel quotidiano tra amministratori e cittadini” resta il modo migliore per cercare di avere una percezione reale di ciò che accade nelle strade, scambiare punti di vista su determinate tematiche e raccogliere anche idee dal basso che potranno aiutare il prossimo sindaco a coinvolgere e rendere partecipi anche i cittadini.


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