Sisma, Zuppi, ‘Rinascere non è un auspicio, ora bisogna ricostruire le comunità’

 

 

“Rinascere è la prospettiva bellissima e impegnativa per tutti che accompagna questo ricordo doloroso del terremoto, della morte e della distruzione che ha causato. Rinascere non è un auspicio: il cristiano spera, ma non è un ottimista, è un lottatore”.

È il messaggio lanciato dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, nell’omelia della messa celebrata ieri a Pescara del Tronto nel decennale del sisma del 24 agosto 2016.
“Vogliamo rinascere anche per onorare chi non c’è più”, ha aggiunto Zuppi, invitando a combattere “la rassegnazione, veleno sottile che rende tutto impossibile”. Il cardinale ha richiamato il peso di “questi lunghi, lunghissimi anni”, delle ferite ancora aperte, “delle promesse rimaste tali” e delle attese scontratesi “con difficoltà e tanti ritardi, anche insopportabili quando si è perso tutto”. A questo, ha osservato, si aggiunge nelle aree interne “il terremoto silenzioso dello spopolamento”.
Da Pescara del Tronto Zuppi ha quindi rivolto un appello alla ricostruzione: “Venite, ricostruiamo le mura delle nostre case, dei nostri paesi, delle nostre frazioni. Mettiamo mano vigorosamente alla buona impresa”. Un cammino che, ha sottolineato, non riguarda soltanto i cantieri: “Ricostruire non è mai solo una questione di edifici, ma soprattutto di relazioni, di comunità, di fiducia, di solidarietà. La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone e dalla speranza condivisa”.
Nell’omelia anche il ricordo delle vittime e dei soccorritori. Zuppi ha evocato il biglietto lasciato da un vigile del fuoco sulla bara della piccola Giulia e ha spiegato che quella sofferenza “ci spinge a non arrivare tardi, a rinascere con il lavoro di ciascuno e con la forza di quella solidarietà che tanto ha consolato in quei giorni terribili”     Alla celebrazione hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Arquata Michele Franchi e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, insieme a numerosi cittadini e familiari delle vittime. Nel territorio di Arquata del Tronto il terremoto provocò 52 morti.


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