Stabile la produzione industriale delle Marche, -0,1% nel secondo trimestre del 2026

 

 

Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale marchigiana ha registrato una variazione del -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di +1,9% di media nazionale. Le vendite sul mercato interno sono aumentate dello 0,5%, mentre quelle sui mercati esteri hanno registrato una flessione dello 0,4%.

Rimangono contenute le dinamiche dei prezzi e dei costi delle materie prime, mentre l’occupazione ha registrato una lieve diminuzione dello 0,2% rispetto al dato di fine marzo 2026. Questi, in sintesi, i risultati dell’indagine trimestrale elaborata dal Centro Studi di Confindustria Marche per il periodo aprile-giugno 2026 su un campione di 302 imprese manifatturiere regionali.

In crescita la produzione di mezzi di trasporto +7,1%, sostenuta soprattutto dalla cantieristica navale, dalla meccanica (+2,2%), dalla farmaceutica (+1,7%), dai minerali non metalliferi (+1,3%) e dall’alimentare (+1,0%). In calo la produzione del tessile-abbigliamento -3,1%, il comparto calzaturiero -6,4%, gomma-plastica (-2,8%) e legno-mobile (-1,0%). Le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi restano improntate alla prudenza. Le previsioni indicano una sostanziale stazionarietà delle vendite su entrambi i mercati. “I risultati positivi di meccanica, alimentare, farmaceutica e soprattutto della cantieristica – commenta il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali – mostrano che una parte importante del nostro sistema produttivo continua a mantenere una buona capacità competitiva. Restano tuttavia significative le difficoltà del sistema moda e di altri settori maggiormente esposti alla debolezza della domanda e all’incertezza internazionale. La tenuta del mercato interno – prosegue – rappresenta un elemento positivo, ma per consolidare la ripresa è necessario rafforzare investimenti, competitività e presenza sui mercati esteri, sostenendo le imprese in una fase nella quale il quadro internazionale continua a rimanere particolarmente complesso”.


Articolo Precedente

Centro Agroalimentare, la Fondazione Fabbrica Cultura si esprime sulla vicenda

Articolo Successivo

Imprese senza ricambio, nel Piceno quasi 1.500 titolari hanno almeno 70 anni, mentre diminuiscono le imprese giovanili