«Vi ammazzo tutti»: paura al Pronto Soccorso di Ascoli. NurSind: «Quante altre aggressioni dobbiamo denunciare?»

 

 

Domenica 11 ottobre 2026, intorno alle 19, un nuovo episodio di violenza ha coinvolto il personale del Pronto Soccorso dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno. Come NurSind, abbiamo raccolto le testimonianze degli operatori presenti. Un uomo, arrivato in Pronto Soccorso per accompagnare una paziente, sarebbe entrato nel triage iniziando a insultare e minacciare gli infermieri durante l’attesa della visita della donna. In quel momento le sale erano impegnate nell’assistenza a pazienti con codici urgenti. «Vi ammazzo tutti», «Voi non sapete chi sono», «Pronto Soccorso di merda»: queste alcune delle frasi riferite dal personale. L’infermiera triagista ha cercato di calmarlo, aiutata dagli altri infermieri e dagli OSS in turno. Gli operatori hanno cercato il vigilante, che secondo quanto ci è stato riferito, era impegnato in un’altra zona dell’ospedale. È stato quindi chiamato il 112. Sono intervenuti per primi due agenti della Polizia Penitenziaria, già presenti per ragioni di servizio. L’uomo avrebbe rivolto la propria aggressività contro di loro, urlando: «Sparami con la pistola, io non ho paura» e affermando di essere uscito da poco dal carcere.

Poco dopo sono arrivati i Carabinieri. Secondo le testimonianze raccolte, è seguita una colluttazione che ha richiesto l’intervento complessivo di quattro appartenenti alle forze dell’ordine. All’uomo sarebbe stato sequestrato anche un coltello di colore scuro, prima di essere portato via. Al termine dell’episodio, cinque operatori sanitari e due appartenenti alle forze dell’ordine hanno fatto ricorso alle cure del Pronto Soccorso. Ai cinque colleghi esprimiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà. Hanno dovuto affrontare insulti e minacce di morte mentre prestavano assistenza. Agli agenti della Polizia Penitenziaria e ai Carabinieri va il nostro più sentito ringraziamento. Sono intervenuti con prontezza e determinazione, affrontando personalmente l’aggressività dell’uomo e i rischi che ne sono derivati.

“Resta una carenza organizzativa precisa: quando il vigilante viene chiamato in un altro reparto, il Pronto Soccorso rimane senza la sua presenza. Non è in discussione l’impegno del singolo lavoratore, ma un servizio deve garantire una vigilanza dedicata 24 ore su 24. Lo chiediamo da anni. Nel luglio 2017 un’infermiera fu aggredita al triage del Mazzoni. L’abbiamo sostenuta nella battaglia legale che, nel febbraio 2025, ha portato al riconoscimento di oltre 22mila euro di risarcimento da parte della Corte d’Appello di Ancona. Una sentenza storica, la prima in Italia a riconoscere la responsabilità dell’azienda sanitaria per un’aggressione di questo tipo, diventata un riferimento nazionale per la tutela degli operatori. Una lezione che proprio l’Azienda coinvolta avrebbe dovuto recepire per prima. Il 29 dicembre scorso un’altra aggressione ha coinvolto due infermiere e un OSS. Abbiamo scritto alla Direzione, incontrato il questore e presentato proposte sulla prevenzione delle aggressioni. Ora pretendiamo dall’AST di Ascoli Piceno interventi concreti e tempi certi, a partire dalla postazione della Polizia di Stato h24, telecamere di videosorveglianze e boby cam. La Direzione non può dire di non sapere. Le denunce sono agli atti, i precedenti sono noti e una sentenza ha già riconosciuto la responsabilità dell’Azienda nella vicenda del 2017. Che cosa si aspetta ancora? Che qualcuno venga accoltellato? Chi dirige l’Azienda è pagato anche per garantire la sicurezza dei lavoratori. Dopo anni di denunce, pretendiamo che lo faccia: infermieri e OSS hanno già pagato abbastanza sulla propria pelle” dice il Nursind.


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