A San Benedetto è tornata la Festa de L’Unità: tre giorni di dibattito sul mondo politico. Giobbi: “Vogliamo ridare voce alla comunità democratica”
Si è conclusa domenica la tre giorni della Festa de L’Unità di San Benedetto. Un’edizione – dopo anni di assenza quasi una scommessa, voluta all’unanimità dall’unione comunale – che riteniamo un successo su tutti i fronti: partecipazione, contenuti politici e organizzazione. Oltre mille persone hanno animato l’area, dal ristorante allo spazio musicale e ai dibattiti, che hanno coinvolto relatori tra ospiti locali e nazionali, provenienti dal mondo della politica, dell’associazionismo e delle professioni del territorio. Sono stati tre giorni fortemente voluti e vissuti appieno dai nostri iscritti, perché crediamo che il partito debba tornare a essere un luogo fisico di incontro, discussione e comunità, come sottolineato nelle conclusioni da Marco Giobbi, segretario del Pd di San Benedetto, e i numeri di questa edizione ci dicono che questa esigenza era condivisa da tanti. “Vogliamo ridare voce a quella comunità democratica che da tempo cerca spazi di confronto sano in cui vengano intercettate le proprie esigenze. Per farlo dobbiamo tornare ad essere un partito che fa della credibilità un punto centrale della sua azione. Siamo felici di aver provato a toccare temi politici importanti, dal lavoro al futuro della città, ritrovando un rapporto fatto di prossimità e di ascolto con i nostri elettori e con la cittadinanza.”
È stata una festa che ha voluto tracciare la visione di cosa deve tornare ad essere il PD a San Benedetto, una festa oltre la retorica o la semplice nostalgia di tempi passati. Una festa radicata nel presente e proiettata verso il futuro dei prossimi anni dei dem sambenedettesi. Dietro questo risultato c’è il lavoro di decine di persone, di volontari a cui va il nostro ringraziamento più sentito, perché con il loro impegno vogliono riaffermare l’idea di un partito dove i destini individuali camminano insieme agli obiettivi di tutti. Su questo terreno il PD continuerà a lavorare, perché abbiamo bisogno vitale di coscienze sveglie che immaginino e costruiscano realtà nuove e migliori, convivenze e partecipazioni. È con questo spirito che il segretario ha lanciato la proposta di “Meteorite”, un periodico del partito che possa diventare uno spazio di riflessione e approfondimento. Uno strumento per alimentare il dibattito pubblico e dare voce alle proposte del Partito Democratico. E’ tempo di superare le rivendicazioni di distinzioni, separazioni, identità che segnano diversità invece che uguaglianza e che spesso muovono da “quell’egoismo sdrucciolo” (come cantava Guccini a cui abbiamo dedicato una serata) che fa agire per piccolo tornaconto personale. “Questo è il partito che immagino e questo è il partito per il quale ho deciso di diventare Segretario” conclude Marco Giobbi.
Redazione




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