“Avrò cura di me”, tre incontri tra medicina, prevenzione e cultura per imparare a prendersi cura di sé
Prendersi cura della propria salute significa prima di tutto conoscerla. Da questa convinzione nasce “Avrò cura di me”, progetto di divulgazione scientifica che propone tre appuntamenti dedicati ad alcuni dei principali temi della medicina e della prevenzione, affrontati attraverso il confronto diretto con professionisti e specialisti. L’obiettivo dell’iniziativa è avvicinare la medicina alla comunità con un linguaggio accessibile e comprensibile, trasformando l’informazione scientifica in uno strumento di maggiore consapevolezza. Non semplici conferenze, dunque, ma occasioni di incontro nelle quali la salute viene affrontata nella sua dimensione complessiva, mettendo in relazione corpo, mente, prevenzione e benessere. Il primo appuntamento è in programma giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 21 e sarà dedicato a “Le malattie oncologiche. Corpo e mente nella partita della vita. Conoscenza e prevenzione”. Un tema delicato che sarà affrontato considerando non soltanto gli aspetti clinici della malattia, ma anche quelli psicologici e legati agli stili di vita. Il secondo incontro, giovedì 5 novembre alle ore 21, avrà come titolo “Le fasi ginecologiche e urologiche. La coppia nelle sue versioni nella conservazione del benessere”.
Al centro ci saranno quindi la salute femminile e maschile, la prevenzione e i cambiamenti che accompagnano le diverse fasi della vita, con particolare attenzione al benessere della persona e della coppia. Il ciclo si concluderà giovedì 3 dicembre alle ore 21 con “Le cardiopatie. Il cuore in mente. Consapevolezza e tutela”, appuntamento dedicato alla salute cardiovascolare e all’importanza della conoscenza dei fattori di rischio e della prevenzione. Tra gli interventi previsti ci saranno quelli di alcuni professionisti della medicina di base e specialistica come: Edoardo Agostini, urologo AST Ascoli Piceno; Sara Del Papa, nutrizionista; Barbara Esperide, dirigente psicologa AST Fermo; Pierfrancesco Grossi, direttore dell’U.O.C. di Cardiologia di Ascoli Piceno; Amedeo Pancotti, oncologo, Maria Grazia Pespari, ginecologa; Lucia Zamponi, psicoterapeuta. La particolarità di “Avrò cura di me” risiede anche nell’incontro tra scienza e cultura. Accanto agli approfondimenti medici troveranno infatti spazio momenti artistici e musicali con Valentino Alessandrini, violinista, Luisa Antonini, stilista di fiori, e le cantanti Gloria Conti, Alessandra Doria e Tania Montelpare/Lighea, oltre al cantautore Lorenzo Girelli.
Il messaggio che attraversa l’intero progetto è semplice: la prevenzione non passa soltanto dagli esami e dai controlli, ma anche dalla capacità di conoscere il proprio corpo, riconoscere i segnali e adottare comportamenti consapevoli. Una visione nella quale anche il benessere psicologico assume un ruolo centrale. Come ricorda la frase scelta per accompagnare l’iniziativa, “la cura di sé passa attraverso la conoscenza di ciò che si è e ciò che si ha”. È proprio questa la finalità di “Avrò cura di me”: fare della conoscenza il primo strumento di prevenzione e costruire, attraverso il dialogo tra medicina, cultura e comunità, una maggiore consapevolezza della propria salute. Il sindaco Marco Fioravanti spiega che È una forma nuova, ma molto interessante e contemporanea, che coinvolge anche la musica e la sensibilità delle persone, poiché l’arte e la musica favoriscono il contatto con se stessi e l’apertura verso un messaggio. Si forma così una piattaforma nuova, un mondo ideale in cui i messaggi acquistano forza grazie all’arte, alla cultura e alla musica; la sua presenza qualifica l’iniziativa e le conferisce una dimensione più nazionale, e stiamo cercando di esportarla. La prima edizione ha mostrato quanto siano necessarie queste proposte, con una forte risonanza, un pubblico numeroso e l’attenzione della stampa. Da ottobre a dicembre avremo tre appuntamenti su temi rilevanti: le malattie oncologiche, il rapporto di coppia affrontato attraverso ginecologia e urologia, e infine la caduta”
“È una rassegna di alto profilo in ogni ambito, inclusi quelli artistici: la lettura dei nomi comunica chiaramente l’intento. Ritengo sia un’iniziativa importante, perché serve proprio questo. Poco fa parlavamo con la dottoressa Zamponi: c’è un disagio residenziale che attraversa la nostra società, e occorrono risposte e ascolto. L’ascolto è un elemento cruciale, come un approccio umanistico in cui credo fermamente. Credo nella scienza, naturalmente, ma la prospettiva deve essere profondamente umana, e credo sia questo il messaggio dell’iniziativa. Grazie davvero a te, Lucia, e a tutti i professionisti che collaborano a questa proposta straordinaria” dice l’assessore Donatella Ferretti.
La psicoterapeuta Lucia Zamponi sottolinea che “Da sempre mi occupo di informazione e docenza: ho lavorato in radio e seguo i miei pazienti con attenzione alla dimensione clinica. Mi dedico alla formazione al di fuori del mio studio di psicoterapia; sono specializzata in EMDR, traumatologia e medicina psicosomatica. Affronto le malattie organiche con un approccio psicologico, considerando l’impatto sulla condizione umana, in particolare per patologie reumatologiche, fibromialgiche e oncologiche, con un trattamento mirato al dolore oncologico. L’idea è nata da un’ulteriore richiesta di informazione. Non gradisco una formazione cattedratica o didascalica; preferisco che sia al servizio delle persone. In me convive una componente artistica che resta presente, e ho voluto creare qualcosa che rifletta le mie convinzioni e la mia natura. Nasce da un’esigenza semplice ma non banale: parlare di medicina in modo diverso. Con questo termine intendo che chi vive un’esperienza – non un convegno, non uno spettacolo – la porta dentro di sé e la trasmette alla quotidianità”.
Il dottor Pierfrancesco Grossi sottolinea che ” I medici si spostano molto per curare, ma oggi deve prevalere la prevenzione: dobbiamo prenderci cura di noi stessi prima di ammalarci. Per le cardiopatie, in particolare per la cardiopatia ischemica, l’80% dei casi può essere evitato con una formazione e una prevenzione adeguate. Questi eventi sono essenziali per informare la popolazione sulla strategia che può evitare di morire di infarto. Ogni volta che arriva un paziente giovane con un infarto, provo un dolore fisico, perché non è stato intercettato prima; magari muore, e questo non è più accettabile, sapendo che la maggior parte dei casi è evitabile. È necessario e fondamentale diffondere queste informazioni al maggior numero possibile di persone. Da molti anni monitoriamo l’incidenza della cardiopatia ischemica: le curve dell’infarto miocardico nella nostra provincia sono in calo rispetto alle altre, ma ogni vita conta e ogni evento riguarda la medicina.
Cristiano Pietropaolo




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