Quando il teatro abbatte i muri: Frankenstein, la fragilità e il valore dell’inclusione
Un Frankenstein diverso da quello che siamo abituati a immaginare. Non un “mostro” da temere o da allontanare, ma una persona fragile, che ha bisogno di essere accolta, compresa e protetta. È questo il cuore del nuovo spettacolo, “Frankenstein, cuore, amore”, portato in scena a Comunanza e al teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, rispettivamente l’11 e il 19 settembre, dagli utenti del Centro Diurno “Il gabbiano blu” di Comunanza (DSM dell’AST di Ascoli Piceno), insieme ai familiari e ad alcuni attori del Gruppo Teatrale Peranna di Montemonaco.
Ancora una volta il loro teatro diventa uno strumento di integrazione e sensibilizzazione, oltre che di creatività e benessere.
La storia portata in scena quest’anno, al termine del laboratorio teatrale condotto dalla psicologa ed esperta di teatro e arteterapia Giulia Grilli, invita a cambiare prospettiva e a interrogarsi sul modo in cui guardiamo chi è diverso da noi. Perché spesso è proprio lo sguardo degli altri a trasformare la diversità in emarginazione. E dietro ciò che può apparire “diverso” può esserci semplicemente una persona con le proprie fragilità, i propri desideri e il bisogno, comune a tutti, di sentirsi accolta.
Il laboratorio teatrale del Centro Diurno di Comunanza è diventato gradualmente uno spazio di crescita, creatività, relazione e confronto.
Nel corso dei tredici anni di conduzione da parte di Giulia Grilli sono stati realizzati dodici spettacoli, ogni volta alternando il registro comico a quello drammatico, con l’obiettivo non soltanto di divertire, ma anche di offrire al pubblico occasioni di riflessione su importanti temi sociali.
La Shoah, l’amore ai tempi di Internet, il sisma del 2016, il pregiudizio nei confronti del disagio mentale, le difficoltà dei genitori odierni, l’avvento dei social nella nostra vita, l’emarginazione e la disabilità, sono alcuni degli argomenti affrontati dal gruppo nel corso degli anni. Temi differenti, ma accomunati dalla volontà di raccontare i cambiamenti della società, le sue difficoltà e le sue contraddizioni attraverso il linguaggio teatrale.
Tra le ultime esperienze, merita una menzione particolare anche lo spettacolo dello scorso anno, dedicato alla figura di Charlot e al cinema muto dei primi decenni del Novecento.
Una prova particolarmente impegnativa ma ricca di soddisfazione per gli attori con disabilità chiamati a recitare senza l’uso della parola, affidandosi esclusivamente al linguaggio del corpo.
Particolarmente significativo è stato inoltre il riconoscimento ottenuto per il testo teatrale dello spettacolo “Il baule nella soffitta”, scritto da Giulia Grilli, e dedicato alla Shoah. Esso ha conquistato il primo premio come miglior testo teatrale in due importanti concorsi letterari, a Fermo nel 2022 e a Castrovillari (CZ) nel 2023.
Anche in questo caso gli attori hanno saputo portare in scena con grandi capacità espressive una storia drammatica e molto coinvolgente dal punto di vista emotivo.
Il percorso del gruppo è andato oltre i confini del proprio laboratorio, diventando occasione di incontro con altre realtà, come la manifestazione sull’Inclusione, TEATRANDO, organizzata dal Comune di Ascoli Piceno ed entrata a far parte del Festival del Sociale.
Forte è anche il rapporto con il territorio dove il gruppo presenta sempre i suoi spettacoli davanti a un pubblico numeroso e accogliente, a Comunanzaprincipalmente, ma anche a Montemonaco e a Montelparo fino allo scorso anno.
Si ricorda che progetto teatrale del Centro Diurno di Comunanza, promosso ogni anno dall’associazione dei familiari “L’Isola felice” di Comunanza e sostenuto dal contributo di diverse realtà e sponsor del territorio piceno e fermano, si avvale anche della collaborazione del personale sanitario e della supervisione dello psichiatra dott. Enrico Paolini, responsabile dell’Uos semiresidenziale del Dipartimento di salute mentale dell’Ast di Ascoli Piceno.
Redazione




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