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CAAM, il “posto fisso di Ferragosto”: bando lampo, CdA a fine mandato e requisiti che fanno discutere
Più si approfondisce il concorso di Ferragosto del Centro Agro-Alimentare delle Marche, più le domande aumentano. Una selezione a tempo indeterminato pubblicata l’11 agosto e con termine fissato al 26. Il profilo richiesto presenta fortissime analogie con quello di chi ha già lavorato negli ultimi due anni al CAAM sui progetti finanziati. Alcuni soci hanno investito formalmente il Collegio sindacale. E spunta anche un documento della stessa società che parla, invece, di un RUP “a tempo determinato”.
E questa volta non riguardano soltanto i 15 giorni concessi per partecipare, le correzioni apportate al bando mentre era già aperto o quella singolare griglia dei punteggi nella quale il massimo dell’esperienza vale prima 20 e poche righe dopo 24 punti.
La questione sembra decisamente più ampia.
Perché dietro la selezione pubblicata dal CAAM l’11 agosto per assumere a tempo indeterminato un Quadro da 33 ore settimanali, con una retribuzione lorda mensile indicata in 2.463,69 euro, emergono almeno tre questioni che meritano una risposta pubblica: chi ha deciso di creare questo posto fisso, perché proprio adesso e perché con requisiti che sembrano sovrapporsi in maniera sorprendente al percorso professionale di chi in CAAM ha già svolto quelle funzioni?
PRIMA DOMANDA: PERCHÉ UN POSTO FISSO PROPRIO ADESSO?
Il CAAM motiva la riduzione del termine per presentare le candidature con l’urgenza di assicurare la continuità dei “procedimenti in corso”. Fra le funzioni indicate nel bando figurano infatti gestione e rendicontazione dei progetti finanziati dal PNRR, supporto o svolgimento delle funzioni di RUP, rapporti con le amministrazioni finanziatrici e monitoraggio degli interventi. Ma proprio qui nasce il primo grande interrogativo. Il progetto PNRR del Centro Agroalimentare vale circa 7,82 milioni di euro e riguarda, tra l’altro, il grande impianto fotovoltaico da 1,348 MW, la riqualificazione del comparto ittico e gli interventi di digitalizzazione e sicurezza. La documentazione regionale relativa alla programmazione indicava per questo progetto una conclusione entro giugno 2026 e comunque tali finanziamenti dovranno comunque al massimo essere rendicontati entro il 30 Novembre 2026. Quindi la domanda è quasi inevitabile: se l’urgenza nasce soprattutto dalla necessità di portare a conclusione un progetto straordinario e temporalmente delimitato come il PNRR, perché assumere una persona a tempo indeterminato?
Perché trasformare una necessità legata a una fase progettuale in un costo strutturale permanente per la società? Non sarebbe stato più prudente, e forse persino più coerente con la natura dell’esigenza dichiarata, procedere con un contratto a tempo determinato fino alla conclusione e rendicontazione dell’intervento?
Oppure esiste un nuovo piano di fabbisogno del personale che dimostra che quella figura sarà indispensabile al CAAM anche per molti anni dopo il PNRR? Se esiste, sarebbe utile renderlo pubblico.
E IL SITO DEL CAAM PARLA ADDIRITTURA DI “TEMPO DETERMINATO”
Ed è qui che la vicenda assume contorni quasi paradossali. Durante il nostro approfondimento siamo andati nella sezione Amministrazione Trasparente del sito ufficiale CAAM. Sotto la voce PNRR compare un documento denominato “Integrazione conferimento RUP del PNRR”. Lo abbiamo aperto. E cosa c’è scritto? In testa al documento campeggia:
“AVVISO DI INTEGRAZIONE DELL’AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO A TEMPO DETERMINATO DI RESPONSABILE UNICO DEL PROGETTO (RUP) – PNRR”.
Peccato che la selezione pubblicata l’11 agosto abbia invece come oggetto un Coordinatore dei progetti di sviluppo e innovazione e gestione operativa dell’Ente, categoria Quadro, a tempo indeterminato. Che cosa è successo? È stato caricato un documento sbagliato?
Esisteva inizialmente l’ipotesi di assumere un RUP a tempo determinato e successivamente la posizione è stata trasformata in un posto fisso? È un semplice copia-incolla rimasto negli atti? Qualunque sia la spiegazione, in una procedura di selezione pubblica sarebbe opportuno fornirla. Perché questa volta la contraddizione non viene da una ricostruzione giornalistica.
È pubblicata sul sito della stessa società.
SECONDA DOMANDA: CHI HA VOLUTO QUESTA ASSUNZIONE?
C’è poi la questione forse più delicata: quella degli organi societari. La documentazione ufficiale del CAAM stabilisce espressamente che il Consiglio di amministrazione nominato nel settembre 2023
composto da Paolo Vulpiani, Roberto Giacomini e Francesca Perotti — sarebbe rimasto in carica fino all’approvazione del bilancio 2025. Secondo la documentazione acquisita dalla nostra redazione, quel bilancio sarebbe stato approvato dall’assemblea dei soci il 17 luglio 2026. Il bando oggi pubblicato richiama come proprio presupposto una deliberazione del CdA del 16 luglio, dunque appena il giorno precedente. Ma l’attuazione concreta della procedura è arrivata successivamente: pubblicazione l’11 agosto, determinazione integrativa dell’Amministratore delegato il 12 agosto e ulteriori modifiche nei giorni successivi. Da qui la questione politica e societaria.
Era davvero opportuno che un Consiglio giunto alla conclusione del proprio mandato assumesse, proprio alla vigilia della scadenza, una decisione destinata a incidere stabilmente sulla struttura e sui costi della società negli anni successivi?
Attenzione: “opportuno” non significa necessariamente “illegittimo”. Sono due piani diversi. Ma una società pubblica non può ragionare soltanto chiedendosi che cosa sia formalmente possibile fare. Deve chiedersi anche se una decisione strutturale sia coerente con il mandato ricevuto dai soci e con il principio di prudenza amministrativa.
E secondo quanto risulta a PicenoNews24, proprio alcuni soci avrebbero contestato formalmente l’opportunità della procedura, investendo della vicenda anche il Collegio sindacale. A questo punto non siamo più soltanto davanti alle perplessità di un giornale.
Esiste una questione societaria formalmente posta all’organo di controllo.
TERZA DOMANDA: QUEL PROFILO PER CHI È STATO SCRITTO?
Poi c’è il tema più delicato di tutti. Per partecipare alla selezione non è sufficiente essere un esperto di project management, fondi europei o rendicontazione. Il candidato deve avere almeno due anni di esperienza nella gestione, monitoraggio o rendicontazione di progetti finanziati da PNRR, fondi UE, nazionali o regionali maturata presso enti pubblici, società pubbliche, società a controllo pubblico o strutture assimilabili. La successiva griglia premia in modo ancora più specifico l’esperienza maturata come:
coordinatore di progetti, RUP, assistente RUP o figura equivalente. E attribuisce addirittura un punto per ogni mese di esperienza specifica, indicando 24 mesi come periodo massimo valutabile.
Ventiquattro mesi. Due anni. Ed è proprio qui che la segnalazione ricevuta dalla nostra redazione diventa politicamente rilevante.
Secondo la documentazione sottoposta all’attenzione dei soci e del Collegio sindacale, una persona avrebbe lavorato proprio presso il CAAM nei due anni precedenti con rapporto a tempo determinato, svolgendo attività connesse al progetto e anche funzioni di RUP.
Non pubblichiamo il nome perché, allo stato, il punto non è la persona. Il punto è il metodo. Se questa ricostruzione documentale sarà confermata, la domanda diventa inevitabile:
quante persone sul mercato del lavoro possiedono contemporaneamente due anni di esperienza in una società pubblica, sui progetti finanziati, nelle funzioni di coordinamento/RUP e magari anche una conoscenza specifica dei centri agroalimentari?
Perché quest’ultimo elemento viene anch’esso indicato dal bando come titolo preferenziale. Nessuno di questi requisiti, preso singolarmente, dimostra alcunché. Ma quando vengono messi uno accanto all’altro e confrontati con il profilo di una persona che quelle attività le avrebbe già svolte proprio dentro il CAAM, è difficile pretendere che soci, cittadini e giornalisti non facciano una domanda molto semplice:
si sta cercando il miglior candidato possibile oppure si sta cercando un candidato con caratteristiche talmente specifiche da restringere fortemente la platea dei potenziali concorrenti?
La risposta potrà darla soltanto il CAAM.
IL PARADOSSO DEI 24 MESI C’è poi un dettaglio che rende il tutto ancora più singolare. La griglia stabilisce:
“Esperienza specifica […] massimo 20 punti”. Poche righe dopo stabilisce però:
“1 punto per ogni mese di esperienza specifica, fino a un massimo di 24 punti”.
Ventiquattro mesi. Ventiquattro punti. Ma il massimo dichiarato sarebbe venti.
Quindi: 20 o 24? Se valgono 24 punti, la somma complessiva prevista per i titoli non sarebbe più 40 ma potrebbe arrivare a 44. Se invece il massimo è 20, perché scrivere 24? Un errore materiale è sempre possibile. Ma stiamo parlando proprio della voce che attribuisce il maggiore peso all’esperienza professionale e proprio della voce che potrebbe diventare decisiva nella graduatoria.
E la procedura scade il 26 agosto.
ANCHE IL DIPLOMA CAMBIA A SECONDA DELLA PAGINA CHE SI LEGGE
Non è l’unica incongruenza. Il bando stabilisce come requisito d’ammissione un diploma di scuola secondaria di secondo grado di indirizzo tecnico. Sembrerebbe dunque un requisito necessario.
Poi arriva la griglia dei punteggi e scopriamo che vengono attribuiti 6 punti anche ai diplomi “non specificamente tecnici ma comunque idonei all’accesso”. Quali sarebbero? Se il diploma tecnico è obbligatorio, un diploma non tecnico non dovrebbe consentire l’accesso. Se invece è ammesso anche un diploma non tecnico, allora il requisito previsto dal bando non è formulato correttamente. Ancora una volta: magari basta una semplice spiegazione. Ma le spiegazioni, quando si tratta di un’assunzione a tempo indeterminato in una società pubblica, dovrebbero arrivare prima, non dopo.
QUARTA DOMANDA: IL CAAM PUÒ PERMETTERSI UN NUOVO COSTO FISSO?
C’è infine la questione economica. Non sarebbe corretto descrivere oggi il CAAM come una società formalmente in perdita: i dati pubblicati dalla Regione Marche riportano un risultato positivo. Ma le cifre sono ridotte al minimo. Poi di recente abbiamo potuto apprendere che i risultati d’esercizio sono stati ottenuti riducendo drasticamente gli ammortamenti. Inoltre, la situazione economico- finanziaria della società è già stata oggetto di attenzione istituzionale: nell’aprile 2025 il Consiglio regionale delle Marche ha discusso una specifica interrogazione intitolata “Centro Agro- Alimentare Piceno S.p.A. – Rilievi Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per le Marche”. Anche qui bisogna essere precisi: ciò non significa automaticamente che il CAAM sia in crisi o in dissesto.
Significa però che, con risultati economici così sottili, ogni nuovo costo permanente dovrebbe essere accompagnato da una motivazione economica e organizzativa particolarmente robusta.
E allora torniamo al punto iniziale. Perché assumere oggi un Quadro a tempo indeterminato? Qual è il costo complessivo annuo per la società? Da quale piano del personale deriva questa necessità?
Quali attività svolgerà quella figura una volta conclusa la fase straordinaria del PNRR? Quale incremento dei ricavi o quali economie dovrebbe produrre per giustificare stabilmente il proprio costo? Sono state valutate alternative meno onerose?
UN CONCORSO CHE IN DUE SETTIMANE È GIÀ CAMBIATO PIÙ VOLTE
Ricapitoliamo. L’11 agosto viene pubblicato il bando. Il 12 agosto viene corretta l’indicazione iniziale del rapporto di lavoro e viene approvata una griglia analitica non presente nella prima versione. Il 20 agosto viene aggiunta la precisazione sulla domanda “in forma libera”. Il 21 agosto viene ulteriormente precisata la scadenza. Il 26 agosto si chiude tutto. Entro il 2 settembre sono già previsti i colloqui. Nel frattempo troviamo:
un massimo di esperienza che è contemporaneamente 20 e 24 punti;
un diploma tecnico che sembra obbligatorio ma una griglia che valuta anche diplomi non tecnici;
un documento ufficiale che parla di RUP a tempo determinato mentre il bando riguarda un
Quadro a tempo indeterminato;
una procedura attuata quando il mandato del precedente CdA aveva raggiunto la propria scadenza statutaria;
requisiti che, secondo la segnalazione dei soci, presenterebbero una significativa sovrapposizione con il curriculum professionale di chi aveva già lavorato nel CAAM;
una contestazione formalmente portata all’attenzione del Collegio sindacale;
una società i cui ultimi risultati economici pubblicati sono positivi, ma nell’ordine di poche migliaia di euro.
Ognuno potrà trarre le proprie conclusioni. Noi, per il momento, continuiamo a fare domande.
FORSE LA DOMANDA PIÙ SEMPLICE È ANCHE QUELLA PIÙ IMPORTANTE
Se questa figura è realmente indispensabile al futuro del CAAM, perché non affidare la scelta al nuovo Consiglio di amministrazione, chiamato a governare la società nei prossimi tre anni e quindi anche a rispondere delle conseguenze economiche di questa assunzione?
Perché tutta questa fretta? Perché a Ferragosto? Perché 15 giorni? Perché modificare la procedura mentre il termine sta già decorrendo? Perché un tempo indeterminato se un documento della stessa società parla di un RUP a tempo determinato? E perché una griglia che assegna un peso enorme proprio a esperienze che — secondo gli esposti dei soci — corrisponderebbero a quelle già maturate da una persona all’interno del CAAM? La trasparenza non consiste soltanto nel pubblicare un bando su un sito internet.
Trasparenza significa fare in modo che, leggendo quel bando, nessuno possa ragionevolmente chiedersi se il vincitore fosse già riconoscibile prima ancora di aprire le buste.
Ed è esattamente questo il dubbio che il CAAM, nell’interesse della società stessa, dovrebbe dissipare. Non con polemiche. Con documenti, date, motivazioni e risposte.
PicenoNews24 è naturalmente disponibile a pubblicare integralmente la posizione e ogni chiarimento che il Centro Agro-Alimentare delle Marche riterrà di fornire.
Redazione




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