Cittadinanza Attiva: “Massima attenzione nella gestione e nei livelli organizzativi: siano all’altezza delle richieste e dei bisogni assistenziali”

sanità
L’Assemblea Territoriale di Cittadinanza Attiva parla della situazione della sanità del Piceno.
“La situazione politico sanitaria nel Piceno offre spunti di riflessione affinché nella comunicazione pubblica il cittadino possa comprendere le reali difficoltà del sistema rispetto alcuni aspetti, posti in maniera, a volte, fuorviante. “Sparare” mediaticamente parlando, sul pianista ( direzione generale) non è corretto tantomeno risolverà le sorti del Piceno Sanità, condizione avvenuta anche in passato quando i direttori generali non erano simpatici ad alcune.compagini politiche.
Premesso che, gli atti aziendali, seppur corretti nella.forma, spesso non  risultano risolutivi secondo le aspettative dell’utenza, occorre pertanto,  per questo motivo, avere l’accortezza di accertarsi che gli effetti e le conseguenze degli atti siano coerenti.  Premesso ciò, inutile ogni volta stare a rispolverare l’idea dell’ospedale unico rispetto I due plessi, in primis perché la compagine politica sconfitta non l’ha mai realizzato, in secundis perché la scelta concreta è stata adottata dalla compagine vincente” dice Cittadinanza Attiva
“Menare il can per l’aia sulle disfunzioni sanitarie per effetto della mancata realizzazione dell’ ospedale unico risulta essere fuorviante rispetto altre considerazioni che esulano dal predetto argomento. Per alcune memorie poco attente,  le due realtà aziendali ( ASL 12 e ASL 13 ) provengono da uno storico gestionale diverso, che ancora oggi non trova pace, soprattutto in virtù dei fatidici carichi di lavoro: tradotto più umanamente, assistenza all’ammalato, ed ancor piu, soddisfazione dei bisogni dell’ammalato. Soddisfatti i bisogni dell’ammalato o i protocolli redatti dai quadri del coordinamemento?
Ecco! nonostante l’unificazione in (ex asur5) AST i problemi organizzativi permangono e sono spesso strumentalizzati, come nel caso del fulmine a ciel sereno ” Di Matteo Remo”  al quale rivolgiamo spassionato consiglio di rimanere, vista la sua età e la sua capacità professionale” proseguono.
“Siamo pertanto a disposizione della Direzione Generale, qualora voglia ascoltarci, affinché la stessa possa trovare più notizie possibili ed avere quindi una chiara visione dell’insieme,  tra lo storico e l’attuale situazione.  Concludiamo asserendo che risulta effimero parlare di ex proposta di ospedale unico quando la soluzione è prettamente organizzativa, soprattutto nell’auspicio che i servizi siano ben gestiti, sia per la parte medica che per quella infermieristica: da notizie di corridoio quest’ultima in seria difficoltà operativa.  Ricordiamo a tutti, che l’ammalato/paziente/utente rimarrà al centro del sistema soprattutto scevro dai calcoli di palazzo, nella speranza che i livelli di coordinamento, previsti dalla normativa, siano efficaci nel merito più che nella forma” conclude Cittadinanza Attiva.
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