Raccolta differenziata, avviata la distribuzione gratuita dei sacchetti
Dalla Seconda Guerra Mondiale ai sacrifici nei mercati di piazza in piazza, la storia di Anna e il suo legame con San Benedetto
Nata e cresciuta ad Appignano del Tronto, terza di sette fratelli avuti dal padre nel secondo matrimonio, in una famiglia allargata ma unita nell’affetto di quattordici figli, ha imparato giovanissima il mestiere di sarta, cucendo abiti con le sorelle per guadagnarsi da vivere. La sua giovinezza è stata segnata dalla Seconda Guerra Mondiale. Anna ricorda ancora oggi quando, piccola di statura, si nascondeva tra le spighe di grano per portare da mangiare al fratello e a Leandro, futuro marito, nascosti in campagna per sfuggire ai tedeschi. Un legame, quello con Leandro, nato tra i banchi di scuola, che nel 1948, finita la guerra, è diventato matrimonio. La gioia delle nozze si è scontrata presto con un dolore che Anna porta ancora dentro di sé: il primo figlio, Fernando, è morto a soli sei mesi a causa di una malattia. Tuttavia, grazie alla sua forza d’animo e al suo coraggio che l’hanno sempre contraddistinta, non si è arresa all’idea di diventare di nuovo madre e nel 1950 è arrivato Ivo, l’amato figlio che le ha riempito la vita.
Per molti anni Anna e suo marito hanno fatto gli ambulanti nei mercati del Piceno, svegliandosi alle quattro del mattino per vendere calzature di piazza in piazza. Nei primi tempi Anna ha lavorato anche al tombolo, l’antica arte del merletto a fuselli, per arrotondare e far studiare il figlio. Sacrificio dopo sacrificio, la coppia ha aperto due negozi di calzature, ad Ascoli Piceno e ad Appignano, restando dietro al banco fino all’età di 75 anni. Il legame con San Benedetto del Tronto è nato nel 1974, quando con i risparmi messi da parte in anni di duro lavoro, è stata lei a spingere il marito verso l’acquisto della casa al mare di cui ancora oggi è proprietaria. Da quel momento le estati a San Benedetto sono diventate un appuntamento fisso per tutta la famiglia, alimentando un affetto per la Riviera mai venuto meno. Dieci anni fa, dopo il terremoto che ha colpito duramente l’entroterra, Anna e i suoi familiari hanno deciso di trasferirsi in città in modo stabile.
Oggi Anna vive circondata dall’affetto del figlio, della nuora e della nipote Annalisa, chiamata così in suo onore e definita dalla stessa nonna la sua grande gioia e la vera spinta per andare avanti. Le giornate scorrono tra sport in tv, trasmissioni culturali commentate con i familiari e partite a carte col figlio. Buongustaia, non rinuncia mai a un buon piatto: per lei, il gusto per le cose buone equivale a una gran voglia di vivere ancora.
Redazione




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