Raccolta differenziata, avviata la distribuzione gratuita dei sacchetti
Esce il libro di Giuseppe Traini che invita a riscoprire il legame con la natura attraverso la bellezza del creato
Osservare una campagna, un tramonto o un campo di grano con gli occhi di chi, da oltre quarant’anni, vive e cura il mondo della natura. Nasce da questa unione tra professione e sensibilità “Poesaggi”, la raccolta di Giuseppe Traini, pubblicata da Aletti Editore nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche nella versione e-book. La copertina – impreziosita dall’immagine di un girasole, simbolo per eccellenza di luce e vitalità, al cui centro figura una mezzaluna, quasi a rappresentare le varie fasi dell’esistenza – introduce un’opera sincera ed evocativa che trasforma l’ambiente naturale in un’intensa riflessione sul tempo, l’amore e la resilienza. «Il titolo – spiega l’autore, perito agrario che attualmente vive a Castel di Lama (Ascoli Piceno) – racchiude tutto quello che voglio rappresentare: poesie, paesaggi e anche qualche saggio di agronomia o di tradizione agraria».
Per Traini, che si occupa di verde e piante, prima come tecnico e poi come imprenditore, «creare un giardino equivale a comporre una poesia»: la sua visione poetica prende forma dall’osservazione del paesaggio circostante. «Poesaggi invita a riconquistare il bello della natura e a riscoprire quel ritmo che abbiamo perso. La poesia certamente è un modo per riuscire a rallentare, purtroppo non riesce a fermare il tempo, ma è bello anche vedere il tempo che passa». Nei suoi versi, infatti, l’alternarsi delle stagioni si fa parabola delle varie fasi della vita: la primavera incarna l’infanzia e la giovinezza; l’estate rappresenta il periodo frenetico dello sviluppo, della famiglia e del lavoro; l’autunno porta con sé la maturità e il momento del raccolto; l’inverno, infine, simboleggia la vecchiaia e il tempo dei ricordi al focolare. «Io preferisco l’estate – confessa Traini – il sole, il caldo, le lunghe giornate, le notti stellate». Nella sua Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore, parla di «una silloge che muove i suoi passi da una visuale privilegiata verso la natura, che non rimane spettatrice inanimata ma che partecipa attivamente ai nostri slanci e disillusioni».
Punto di sintesi tra cultura agronomica, sensibilità artistica ed esperienza sul campo, la raccolta poetica invita a rallentare, riconquistare il ritmo naturale perduto e immergersi con calma in ciò che si osserva. «In natura – afferma l’autore, che collabora con la Rai come divulgatore tecnico nei programmi dedicati al verde, al paesaggio e all’agricoltura, come Linea Verde e UnoMattina – occorre resilienza, cadere e rialzarsi, e avere sempre la speranza che il tempo migliorerà e dopo un temporale esce sempre il sole. Inoltre non bisogna perdere la memoria delle tradizioni e delle buone pratiche». Con “Poesaggi”, Giuseppe Traini offre al pubblico un invito a riscoprire la bellezza e l’armonia del mondo circostante, ma anche il valore della lentezza: «Spero che per alcuni minuti il lettore ritrovi quella pace interiore che spesso non troviamo più, presi dalla frenesia della vita moderna».
L’opera sarà in esposizione al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio 2027, negli spazi Aletti Editore.
Redazione




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