Gli agenti di commercio chiedono garanzie per la ripartenza: “Molti colleghi sono allo stremo”

ASCOLI- Gli agenti di commercio hanno fortemente risentito della situazione emergenziale. Ci sono circa 1000 professionisti che operano nella  provincia di Ascoli e che rappresentano il 70% del Pil nazionale.

Come spiega Tullio Luciani presidente provinciale Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio di Confcommercio, “Siamo di fronte ad un futuro pieno di incertezze, molti dei nostri colleghi sono alla canna del gas visto che sono 3 mesi che non riscuotono un centesimo” spiega Luciani, “Molti nostri agenti mi telefonano per chiedermi cosa fare e raccontare le tante difficoltà:  a volte mi tocca anche fare lo psicologo”.

Fnarc ed Enasarco (la cassa di previdenza degli agenti) stanno cercando di ottenere qualche agevolazione per il settore attraverso il Fir, il fondo di  indennità di risoluzione del rapporto, ovvero le somme accantonate da Enasarco dalle aziende mandanti in favore degli agenti al momento della cessazione del rapporto.

” L’agente di commercio è la maglia rosa del contribuente italiano perché paga tutto fino all’ultimo centesimo ma dove la pressione fiscale arriva al 70%. Nei prossimi mesi saranno in tanti a non svolgere più la nostra professione a causa delle grandi difficoltà che arriveranno.» sottolinea Luciani.

“Solo se si collabora con la grande distribuzione si può lavorare degnamente, altrimenti, con le piccole attività, non si riescono a recuperare nemmeno le spese. Il mercato è cambiato totalmente e le attività devono ripartire anche attraverso il chilometro zero e il prodotto fatto sotto casa» conclude Luciani, “Noi dobbiamo essere sempre ottimisti, senza dare spazio alla delusione anche se siamo perfettamente consapevoli al momento al quale andiamo incontro”.

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