Gli strumenti del terapeuta – Chi comanda tra mente e corpo?

spazio salute

di Danila Luzi

 

Gentile lettore,

parliamo di una richiesta  legittima e ampiamente dibattuta non solo tra gli “addetti ai lavori” ma anche da riviste e giornali laddove si parli di benessere o salute.

CHI COMANDA TRA MENTE E CORPO? Sono aspetti separati o sono interconnessi? E ancora cosa rappresenta il corpo e quanta importanza ricopre nella nostra vita, sia personale che relazionale?

Tutto ha inizio e fine con il corpo… Allora perché la sua importanza viene sminuita? Perché spesso è dimenticato? Perché a volte martoriato? Al contrario perché innalzato a divinità? Cosa ci porta ad atteggiamenti così diversi? E ancora è possibile che la mente possa modificare prestazioni e condizioni fisiche?

La risposta a chi sia a comandare tra mente e corpo sembra semplice: IL CORPO con il primato dell’aspetto biologico su quello più astratto della mente. Poi però ci troviamo ad affrontare sintomi fisici senza sapere da cosa derivino ed a seguito di accertamenti medici la risposta è: stress o ansia… Allora possiamo affermare che il corpo non “MENTE”!!! E ci parla ottenendo a forza la nostra attenzione, obbligandoci a rivolgere cure e presa di consapevolezza che qualcosa nella nostra vita necessita di un cambiamento. Sempre più frequenti appaiono sintomi psicosomatici che ci ricordano di prenderci un tempo per noi o che la relazione affettiva che stiamo vivendo non soddisfi i nostri bisogni anzi sia fonte di malessere o ancora che stiamo svolgendo un lavoro frustrante che ci sfinisce mentalmente e fisicamente.

L’avevano capito i nostri antenati!  L’importanza di MENTE e CORPO. Per i Romani ad esempio, era molto diffusa la cura del corpo in unione a quella dello spirito e delle relazioni sociali. Queste pratiche avvenivano alle terme dove sia gli uomini che le donne si dedicavano ai bagni caldi, ai massaggi con olii profumati e alla ginnastica, ad intrattenere affari ed intessere relazioni.

Arrivando ai giorni nostri, secondo l’approccio EMBODIED COGNITION, mente e corpo non sono separati ma presentano un rapporto bidirezionale di reciproca influenza. Quando abbiamo una problematica psicologica o relazionale ne vediamo gli effetti sul corpo e vice versa ad una problematica fisica corrisponde una risposta mentale. Lo stesso dicasi per la lettura ad esempio che dà la mente alla postura. In letteratura studi hanno dimostrato che ad una postura eretta corrisponde una percezione di sé come positiva e l’accesso a ricordi confirmatori di carattere positivo.

Mente e corpo, la prima che si genera dalla conoscenza di sé attraverso il corpo.  Il bambino infatti nel corso del primo anno di vita riesce, toccandosi ed esplorando il corpo, a distinguere ciò che è parte di sé e cosa no arrivando a sviluppare consapevolezza di un IO.

Il corpo come primo veicolo della vita ed affettività. Il bambino grazie al corpo sperimenta l’amore e riesce a rappresentare mentalmente sé, l’altro e il sé in relazione all’altro.

Ancora l’importanza di questo sodalizio tra mente e corpo lo ritroviamo nella comunicazione dove un aspetto predominante e decisivo ai fini della connotazione dell’intenzionalità comunicativa risiede proprio in quella non verbale. Il linguaggio verbale passa in secondo piano rispetto ai “parenti prossimi” di paraverbale e NON VERBALE. Ecco che una frase può colorirsi di un significato opposto ad esempio in seguito alla modificazione di un sopracciglio o dello sguardo.

Il corpo sin dall’antichità è stato oggetto di cura. La testimonianza più antica di una forma di cura sul corpo risalirebbe a oltre 5000 anni fa con la Mummia del Similaun,  Ötzi, sul cui corpo, in corrispondenza di degenerazioni ossee, furono ritrovati veri e propri tatuaggi ottenuti con carbone sfregato su incisioni, come rimedio curativo per il dolore. Tatuaggi utilizzati come veicolo di messaggi, per condizionare ed impressionare le menti altrui. Tra i cristiani era usuale ostentare la fede tatuando la Croce di Cristo sulla fronte. Nell’antichità segni sul corpo servivano come dimostrazione di devozione verso gli dei mentre nell’Antica Roma il corpo era considerato sacro ed il tatuaggio veniva usato per marchiare criminali e condannati. Per molti altri popoli venivano effettuati scarificazioni e tatuaggi a ricordo di gesta gloriose, per vittorie in battaglia o per l’appartenenza familiare.

In Nuova Zelanda il popolo Maori firmava trattati ed accordi disegnando repliche fedeli dei loro tatuaggi facciali unici detti “moko”. Ancora tatuaggio come forma di ribellione in Giappone da parte di ceti più bassi della popolazione che utilizzavano questo escamotage per abbellire il loro corpo a dispetto del divieto di far uso di kimoni colorati e decorati. Nell’epoca relativamente moderna i tatuaggi hanno risposto ad esigenze di appartenenza etnica, culturale e familiare. In altri casi per ricordare ed imprimere momenti.

Così possiamo dire che il concetto di benessere e salute passa attraverso mente e corpo: ovvero salute psicofisica. Molti metodi psicoterapeutici si muovono in questa direzione.

E’ il caso dell’EMDR per il trattamento di traumi e lutti. Grazie a movimenti oculari in condizione di consapevolezza, il paziente viene aiutato ad elaborare i contenuti traumatici ed emotivamente stressanti e trovare un sollievo alla sofferenza.

La Mindfulness, una pratica articolata sulla meditazione. È un allenamento basato su esercizi specifici che coinvolgono il corpo e l’attenzione il cui fine è coltivare l’abitudine alla consapevolezza per conseguire uno stato mentale più incline alla soddisfazione e alla felicità.

La psicoterapia cognitivo comportamentale (in inglese: “Cognitive-Behaviour Therapy”, CBT)  che si basa sul concetto di risposte comportamentali ed emotive con il conseguente correlato fisiologico, fortemente influenzate da idee, pensieri, convinzioni e credenze relative agli eventi del vissuto. Le distorsioni cognitive si mantengono nel tempo ed ostacolano la possibilità del paziente di cambiare ed affrontare i propri disturbi psicopatologici, nonostante il malessere sperimentato e le opportunità di intervenire sui motivi alla loro origine.

Per il proprio benessere non c’è una ricetta oggettiva ma varie possibilità. L’importante è ascoltarsi e chiedere un aiuto professionale nei momenti di difficoltà.

Un saluto al prossimo incontro con altri consigli e risposte. Non esitate a scrivermi dott.danilaluzi@picenews24.it

O al numero privato 3284130265

Dottoressa Danila Luzi

Print Friendly, PDF & Email

Articolo Precedente

Gli strumenti del terapeuta - La depressione: quando tutto è fatica